Chiama l’Africa
By Daniela
Published 21st April, 2010
Ho sempre pensato alla mia vita come a un cerchio. Un insieme di cerchi concentrici. Ogni cerchio che si apre corrisponde ad una fase della mia vita, ad un incontro, ad una passione. Ogni cerchio ha un inizio e una fine. Che è, in realtà, solo una chiusura.
Ho sempre avuta netta la percezione di quando c’era un cerchio che si chiudeva e di quando invece quella linea continua veniva semplicemente accantonata, in attesa di essere ripresa.
È stato così sempre. Ho incontrato persone, le ho lasciate con una domanda, una ricerca,un desiderio inespresso e poi le ho ritrovate, anni dopo, in posti lontani, risolte. Sapevo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui le avrei viste. Il ciclo era compiuto, il cerchio era chiuso.
Quando sono andata via da MSF sapevo che non era ancora il momento. Sapevo che non c’era una separazione ma che stavo vivendo uno strappo, necessario e doloroso ma anticipato: il ciclo non era compiuto, il cerchio non era chiuso.
Oggi scrivo dopo un incontro che mi ha commosso.
Chiama l’Africa. Mi chiama il Congo, dopo il Rwanda e l’Uganda.
Ha scritto proprio a me una mia omonima (su questo scriverò un altro post) per chiedere un contatto, un aiuto, un contributo per una campagna di raccolta fondi.
Chiama l’Africa con i volti di persone belle: Francoise, Valens, Daniela, Valeria, Fabio. Persone appassionate, presuntuose e ambiziose come amano definirsi, persone concrete, lavoratori instancabili, aperti al nuovo, tesi alla vita e agli avvenimenti. Persone entusiaste ma con i piedi per terra.
Chiama l’Africa. Chiama il Rwanda, il Congo e l’Uganda. Chiamano. Tocca rispondere.
Al più presto.
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