Buchi
Non tutti i pretzel riescono col buco.
Quando abbiamo accolto Antje, ormai tre mesi fa e sembra ieri, parlavamo di tutto. Calcio, Berlino, Londra, Napoli e goal da fare insieme.
Oggi che Antje ci lascia, dopo un periodo di prova, parliamo del sapore di un vuoto.
Quello che lascerà, fisicamente ma soprattutto moralmente.
Inutile nascondersi che è una sconfitta, per noi.
Ma non in termini di bocciature professionali, su entrambi i versanti.
No, quelle sono addirittura secondarie.
Abbiamo, in verità, perso un’occasione di confronto con una brava persona dall’accentuata multiculturalità.
Questo è l’aspetto che più mi prende.
Quando le abbiamo comunicato la nostra decisione, non avevo ancora visto il bel Tra le nuvole. Non ero come uno di quei titolari senza palle che non sanno affrontare questo tipo di situazione ma non ero neanche George Clooney. A mio agio, tranquillo e sereno.
Ero di fronte ad un buco, lo avevo riconosciuto, quasi avevo contribuito a scavarlo, ora si trattava di mantenere la necessaria lucidità per non finirci dentro.
Non tanto per il rischio di farsi male quanto per non essere in grado di fare la scelta migliore, per Antje e per noi.
Buona fortuna, ragazza dolce e silenziosa.







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