4 salt in sala riunioni
Permettete? Un pensiero collettivo.
Quando ero giovane (…) ho attraversato fasi della mia turbolenta adolescenza che si sono rispecchiate negli sport che praticavo.
Nel momento in cui mi riuscivo a relazionare male con gli altri, senza riuscire a trovare il modo di incastrare me stesso con il resto del mondo, ho giocato a tennis. Lo sport eterno. La più esatta espressione della giustizia su un campo da gioco. Perdi o vinci è sempre per merito tuo. Rispondi a te stesso di ogni errore. Non puoi perdere una partite per l’errore di un tuo compagno di squadra.
La squadra. Quando il periodo del “sono incazzato con il mondo” è finito, ho iniziato a giocare a calcio con una certa frequenza. Il campo, lo spogliatoio, gli allenamenti sono stati i migliori insegnanti di rispetto e tolleranza che abbia mai avuto. A calcio, non giochi da solo. Condividi il campo con persone che sudano, corrono, ridono, pressano, saltano, cadono e si rialzano con te tutti i giorni. Quando la fiducia e il feeling con i compagni sale, la palla scorre sul prato verde come se fosse su un tavolo da biliardo. Fluida. Da un piede all’altro, da un lato all’altro del campo. Senza sforzo apparente. I grandi giornalisti sportivi hanno coniato il termine “giocano a memoria”.
Appena ieri mi è sembrato di rivivere le stesse situazioni di gioco. La formazione era composta da me, Franco e Ignazio. Il campo era la sala riunioni. La palla erano le idee. I piedi le nostre teste.
Le fasi della partita le abbiamo sofferte tutte. Avvio soft studiando l’avversario (il brief). Batteria di tiri da fuori senza centrare la porta (i primi schizzi sul foglio). Un passaggio illuminante da parte di Ignazio (lo spunto), rifinitura da parte di Franco (primo sostegno all’idea), di piatto facile in porta (concretizzazione da parte mia). La prima idea è sul foglio. 1-0.
Negli spogliatoi 5 minuti di sincere risate per affinare il buon feeling creato.
Inizia il secondo tempo. Nuovo passaggio illuminante da parte di mia (lo spunto), rifinitura da parte di Ignazio (primo sostegno all’idea), di piatto facile in porta (concretizzazione del buon Franco). La prima idea è sul foglio. 2-0.
Palla al centro. La partita è sotto controllo. Ma il risultato perfetto è 3-0. Passaggio illuminante da parte di Franco (lo spunto), rifinitura da parte mia (primo sostegno all’idea), di piatto facile in porta (concretizzazione di Ignazio). La prima è finita. 3-0.
Possiamo uscire dal campo (la sala riunioni). Era solo un allenamento. Ma non ho dubbi per la partita.







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