Solidarietà d’acqua dolce
Secondo una delle più classiche formule redazioni, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Da Roger Bergonzoli, direttore comunicazione di Apurimac onlus.
Con cui, inoltre, diamo il via alla nuova categoria Host writer.
Quando Daniela prima e Alfredo poi mi hanno accennato alla possibilità di poter promuovere la campagna di SMS solidali attraverso un’emittente radiofonica, ho pensato inevitabilmente allo sbilanciamento del potere mediatico in favore della televisione, per il momento ancora quella generalista.
La mia breve e bella esperienza di consulenza per una radio gestita interamente da giovani in formazione, mi rende però inevitabilmente simpatico questo mondo in FM.
Sono un uomo d’acqua dolce (dal film di Antonio Albanese) e ho sempre vissuto con disagio l’equazione che vuole il lago come un fratello minore, e un po’ sfigato, del mare. Vivo con altrettanto disturbo lo stesso ragionamento applicato al duo radio/televisione, in cui la prima è – nella migliore delle ipotesi – la nonna un po’ impolverata della seconda.
Il 12 novembre incontro Ilario Di Giovambattista, direttore di Radio Radio, che mi ascolta con grande attenzione e capisco subito che la solidarietà non è nella sua vita, e dunque nella sua emittente, un semplice tappabuchi. Mi racconta di iniziative promosse in favore di famiglie disagiate di Roma e questo mi aiuta a ricordarmi che i poveri non sono sulle nostre Ande peruviane o nelle baraccopoli d’Africa. Vedo delinearsi una partnership solidale che non è una semplice, anche se sempre gradita, concessione di spazi pubblicitari ma un impegno più profondo e cosciente.
Ilario coglie appieno lo spirito della nostra iniziativa e inizia, dal lunedì successivo, a ricordare incessantemente ai suoi ascoltatori il valore di un SMS inviato al 48584 ed interrompe le trasmissioni per cinque secondi. Il primo giorno arrivano circa 3.000 SMS solidali, che corrispondono alla cura antiretrovirale per 13 mamme nigeriane sieropositive durante la gravidanza e per le prime 6 settimane di vita del figlio, come prescritto dall’ultimo protocollo dell’OMS.
Un grande risultato che si consolida nei giorni successivi.
Ilario e il suo staff stanno arrivando al cuore del loro pubblico che dimentica per un po’ il serpentone di macchine in cui è intrappolato, il cliente petulante o il capo ufficio indisponente. Capiscono che quel rapido balletto del loro pollice sulla tastiera del cellulare può fare silenziosamente ma concretamente la differenza dall’altra parte del mondo.








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