Regola numero uno. Liberarsi di Alfredo
Qual è l’idea che è dietro ad un assistente virtuale di marketing?
Immaginate una rete di piccoli negozianti in grado di proporre, attraverso Internet così come qualsiasi altro media, una serie di offerte mirate ai propri clienti. Immaginate che lo strumento che consente a tali negozianti di far ciò, sia un sistema software (specificamente, un’applicazione web), nell’ambito del quale il singolo negoziante può creare e pubblicare autonomamente un proprio sito dove, sempre in maniera autonoma, proporre prodotti con un sistema di offerte (eventualmente, one-to-one) ai propri clienti finali. Immaginate, poi, che il commerciante abbia anche la possibilità di inviare tali offerte, senza nessun altro intermediario se non il sistema software in questione (via sms, mms, mail, posta ordinaria); di creare volantini e avviarne la distribuzione; di impostare campagne pubblicitarie radiotelevisive; di rilevare dati statistici a valle dell’effettuazione di una campagna di promozioni.
Il sistema in questione, in fase avanzata di sviluppo, si chiama VirnetMef ed è stato progettato e sviluppato da Italsime, piccola e dinamica azienda informatica di Napoli.
Nell’ambito di Virnet nasce, grazie anche alla collaborazione tra Estrogeni e Italsime, il cosiddetto Assistente Virtuale di Marketing e Comunicazione. In parole povere, l’alter-ego informatico di Alfredo Borrelli!
Procediamo con calma. L’assistente virtuale è un sottosistema di Virnet che si occupa di fornire al cliente (ovvero al negoziante) un supporto decisionale per la creazione di una campagna di marketing e comunicazione; in pratica, il sistema raccoglie le informazioni disponibili nei database di Virnet, eventualmente le aggrega attraverso processi di clusterizzazione (ovvero aggregazione di dati secondo parametri, anche strutturati, non immediatamente disponibili altrimenti), le integra attraverso le risposte che il cliente dà ad un questionario e crea quindi un ‘profilo’ del cliente stesso, per mezzo del quale determinare una serie di azioni di marketing e/o di comunicazione da intraprendere.
A valle del processo di definizione della “campagna”, il sistema è in grado di avviare in automatico le azioni individuate (laddove siano informaticamente producibili: sms, mms, mail, etc…) e, se del caso, suggerire al cliente una serie di possibili strategie di marketing.
Qual è la tecnologia che consente tutto ciò?
Dal punto di vista del software, niente di troppo nuovo: l’assistente è quello che una volta si definiva Sistema Esperto, ovvero un sistema software basato su tecniche di programmazione non procedurali (dunque, sistemi di programmazione logica, reti neurali, programmazione simbolica…). Nello specifico, il sistema esperto è scritto utilizzando frame work basato sull’algoritmo noto come RETE (uno tra i più diffusi algoritmi per l’implementazione di sistemi di produzione a regole) in ambito Java/JBoss.
Dal punto di vista della Knowledge Base, ovvero della base di conoscenza a cui si attinge per generare i risultati a partire dai dati, si è utilizzato un sistema classico: l’utilizzo di un esperto di dominio in grado di fornire al team di sviluppatori le indicazioni per scrivere l’insieme di regole e individuare gli aspetti salienti del processo di decisione che è alla base di una campagna di comunicazione.
L’esperto di dominio è in questo caso, appunto, il nostro Alfredo: a lui (e ai suoi colleghi) è toccato definire alberi di relazioni tra i vari aspetti del marketing, i corrispondenti aspetti della comunicazione e i parametri coinvolti nei processi decisionali; a lui, è toccata la stesura di un questionario pilota da sottoporre al negoziante; a lui, infine, è toccata l‘identificazione di modelli di campagne di marketing e comunicazione ai quali riferire per effettuare una processo di mappatura tra i risultati provenienti dal sistema di regole e le effettive azioni da intraprendere.
Risultato del processo di collaborazione, è un motore a regole che sta cominciando ora a muovere i suoi primi passi e che richiederà una fase di taratura per dare risultati interessanti. Comunque, uno dei primi tentativi in questo senso nel settore della comunicazione.
Senza nascondersi dietro false ipocrisie, il tentativo ovvio è quello di liberarsi dalla necessità di ricorrere alla consulenza di Alfredo, carpendone i segreti e regalandoli ad un sistema infinitamente meno costoso di lui (anche se, forse, meno simpatico).
Ma, forse, questo non dovevo scriverlo…







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[...] Riflettevo su Feedelity. Il progetto nasce all’interno di un aggregato scientifico composto da aziende (Italsime, Estrogeni, Iniziativa) e università (Napoli, Benevento). Ha l’obiettivo primario di dar vita ad un sistema esperto che, secondariamente, consenta di creare un circuito ad elevata fidelizzazione tra esercenti commerciali al dettaglio di una determinata zona cittadina. Come? Attraverso piani di marketing tailor made, elaborati da un consulente virtuale.Qualcosa, insomma, che sta a cavallo tra economia, sociologia, informatica e comunicazione.È stato bello esserci dentro. Ci ha offerto la possibilità di cimentarci con concetti ed esperienze ad oggi inesplorate ma, soprattutto, ci ha fatto comprendere il valore della nostra pratica quotidiana. È come se ci fossimo prestati a far da cavia, inferenziandoci l’un l’altro. Poi, come sempre, ci siamo fermati a pensare. E di pensiero in pensiero (a cascata, proprio come un albero…), siamo giunti alla conclusione che abbiamo inconsapevolmente programmato un suicidio (altruistico, per dirla con Durkheim). Ci siamo, infatti, tagliati una fetta di mercato, che da oggi in poi farà affidamento su Feedelity. Quando si dice l’eterogenesi dei fini. [...]
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