Adolescenti in rete: sorprese da altri meridiani
Gli adolescenti salentini navigano quanto e più dei loro coetanei nel resto d’Italia e usano la rete per comunicare con gli amici di tutti i giorni.
Sono questi i principali risultati presentati in Network meridiani, libro nato dal mio dottorato di ricerca presso l’Università del Salento.
Alla base di Network meridiani c’è uno studio su un campione rappresentativo composto da 292 studenti delle scuole superiori della provincia di Lecce, studio che ha come obiettivo tracciare una mappa della comunicazione on line degli adolescenti della mia terra. Dai dati raccolti è emerso un quadro complesso e articolato, ricco di sorprese, specie rispetto al senso comune, fra cui spiccano le due evidenze empiriche citate in apertura.
Il 29% dei ragazzi intervistati utilizza Internet più volte alla settimana, il 48% tutti i giorni. Gli utenti abituali, dunque, sono quasi l’80%, percentuale che sale al 92% se consideriamo gli utenti saltuari (qualche volta al mese). Si tratta di valori molto alti, addirittura superiori a quelli registrati in recenti ricerche nazionali (CENSIS, Doxa). Da essi possiamo trarre un’importante conclusione: tra i giovani del Salento e quelli del resto del paese non c’è alcun divario digitale.
Le tradizionali differenze tra Nord e Sud in termini di ricchezza delle famiglie (ISTAT), di investimenti e adozione delle innovazioni (CERPI), che poi si riverberano sulla diffusione delle nuove tecnologie (ISTAT), non incidono sul rapporto adolescenti-Internet. Il ragazzo di Lecce, proprio come il suo coetaneo di Roma o di Milano, accede alla rete abitualmente e all’interno di quest’ambiente svolge una miriade di attività: si informa, comunica, si racconta e si diverte.
Se si vuole osservare qualche divario, allora è meglio concentrarsi su quello generazionale, tra adolescenti esperti e competenti e adulti spaventati o indifferenti alla rete. Questa distanza è la misura delle difficoltà delle tradizionali agenzie formative di fronte al nuovo dei media.
In famiglia la situazione è paradossale: sebbene la casa sia il luogo di connessione di gran lunga preferito dai ragazzi, la rete è un argomento quasi tabù nei discorsi con i genitori. Solo il 9% riceve da loro dei suggerimenti o dei consigli per la navigazione, solo il 19% consiglia loro dei siti web interessanti.
A scuola Internet si usa poco: il 15% degli studenti più volte a settimana, l’1% tutti i giorni. Anche con i professori si parla raramente di questo medium, in compenso abbondano i divieti che imbrigliano e impoveriscono la navigazione.
Quando si tratta di apprendere tecniche e trucchi, di scoprire nuove porzioni della rete il punto di riferimento è il gruppo dei pari, gli amici di tutti i giorni, che sono anche i principali interlocutori delle chiacchierate on line.
Non è un caso che i programmi di instant messaging (79% di utenti) siano nettamente preferiti alle chat (27% di utenti). Gli adolescenti salentini si orientano verso applicazioni relazionali che favoriscono il contatto con persone che già conoscono. Piuttosto che andare in rete per stringere delle nuove amicizie, i ragazzi dialogano con i compagni di classe, i membri della comitiva del sabato, gli amici con cui fanno sport o si ritrovano in parrocchia. L’80% del campione, infatti, usa l’instant messaging per tenersi in contatto con amici che vede spesso, il 51% per comunicare con amici che vede di rado, solo il 23% si messaggia con persone conosciute in rete.
Network meridiani si inserisce così all’interno del filone degli studi che evidenziano il profondo intreccio tra vita on line e vita off line del soggetto, con Internet che funziona da efficace supporto per relazioni solide, coltivate saltando da una sfera all’altra. E soprattutto Network meridiani smentisce clamorosamente lo stereotipo del giovane patito del web: chiuso nella sua cameretta, con pochi amici, sempre intento a chattare con qualcuno che non ha mai incontrato di persona.
A questa immagine dobbiamo sostituire quella di un adolescente vitale, che trasforma la rete in un ambiente caldo e accogliente, ideale per continuare discorsi cominciati altrove e darne vita a nuovi che non rimarranno confinati sullo schermo.








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