Ritorno al futuro
Non abbiamo toccato le 88 miglia orarie in un moto rettilineo sulla mitica DeLorean, ma di sicuro abbiamo girato come trottole a velocità ben superiori nei giorni appena trascorsi. E ne abbiamo viste delle belle eccome!
Immerse fino alla punta dei capelli in un buco nel contiuum spazio-tempo apertosi in corrispondenza dell’Hotel Fattoria La Principina di Principina Terra (GR), Daniela ed io abbiamo seguito sul campo, fase dopo fase, l’evoluzione della convention di Equitalia di cui ci siamo occupate praticamente a tempo pieno nel corso dell’ultimo mese.
Noncuranti del tempo che passava, ignare dell’avvicendarsi di luce e tenebre, totalmente disinformate su cosa succedesse nel resto del mondo in quelle stesse ore, abbiamo vissuto in questo 2009 alternativo destreggiandoci tra sale da allestire, gadget da assemblare, delivery da effettuare in tempo, spedizioni andate perse in giro per l’Italia, hostess da coordinare, consegne all’ultimo minuto, emergenze dell’ultimo secondo…ecco cosa significa nei fatti la roboante formula “Event Management” di cui si sente sempre più parlare in questi ultimi anni anche in ambito accademico.
Gestire un evento significa dare vita ad una piccola creatura che dev’essere il più possibile autosufficiente sin dai primi istanti di vita. Una gestazione (che può essere più o meno lunga a seconda dei casi), un travaglio (con tanto di doglie che ti fanno “star male”, ma t’avvisano anche che il momento clou è vicino), un parto (dove il primo vagito coincide col primo “Ben arrivato!” detto col sorriso al primo ospite accolto) che, se gestiti con accortezza e precisione, portano insieme a dar luce a un qualcosa che necessita solo di pochi accorgimenti on the fly per arrivare ad essere un evento di successo.
Un evento ben riuscito, infatti, una volta partorito, sa procedere sulle sue gambe. Sono i partecipanti stessi a dargli vita. Ma il passo con cui procede sarà malfermo o sicuro a seconda della forza che gli è stata trasmessa. E questa forza sta tutta nell’impegno e nell’entusiasmo profusi da chi lo ha organizzato.
Impegno, entusiasmo e più di ogni altra cosa lavoro di squadra: è questo il segreto ultimo di tutto. Una squadra estremamente eterogenea, la nostra, ma per questo completa e pronta ad ogni evenienza: per la parte audio-video Goffredo insieme con Antonio, Emanuele e Omar, la sua crew; per gli allestimenti Luciano e i suoi ragazzi; Aurelio, il giovane architetto che ha progettato e curato ogni minimo dettaglio del nuovo look dato all’albergo; Agostino, Riccardo e Vittorio, che con tanta pazienza hanno lavorato senza orari, fuori e dentro i nostri uffici, perché ogni materiale rispettasse le indicazioni ricevute e venisse consegnato tempestivamente; e poi Lorenzo e Alfredo, che non si sono lasciati intontire dal walzer di preventivi, contratti, accordi, firme, timbri che rappresentano il corredo burocratico di questo tipo di iniziative; e infine Daniela ed io, che sul campo abbiamo sacrificato un po’ di ore di sonno, qualche neurone e molte fibre muscolari a furia di salire e scendere scale, montare, smontare, spostare, andare a chiamare, fare sopralluoghi, supervisionare, trovare campo per il telefonino e soprattutto sorridere. Sempre, comunque e a chiunque.
Nostri compagni d’avventura sul fronte opposto del binomio cliente-agenzia, ma dallo stesso lato della barricata nel momento in cui si è trattato di essere operativi, tutti i membri dello Staff Convention 2009 di Equitalia, e in particolare Giovanna, Silvia, Giulia e Luca, al nostro fianco sin dal primo sopralluogo a Grosseto.
Direbbero gli allenatori di calcio “Squadra che vince, non si cambia”. I commenti a caldo del dopo partita mi sono sembrati positivi e, con il solito ottimismo che mi contraddistingue, mi auguro che siano solo l’inizio di una lunga serie di risultati positivi, sia in casa che fuori casa.
Intanto oggi, ritornata a Roma, nel 2009 originale, seduta qui, in ufficio, alla mia scrivania e davanti al mio pc (che…ehm…è sempre quello rotto che dà i numeri e mi fa penare) ripenso a tutto quel che è stato ed non posso fare a meno di esclamare come Doc “Grande Giove!”.“Se i miei calcoli sono esatti,
“Se i miei calcoli sono esatti,
quando questo aggeggio
toccherà le 88 miglia orarie
ne vedremo delle belle, Marty”
Emmett Brown alias Doc
Dal film ‘Ritorno al futuro’, Robert Zemeckis, 1985
Non abbiamo toccato le 88 miglia orarie in un moto rettilineo sulla mitica DeLorean, ma di sicuro abbiamo girato come trottole a velocità ben superiori nei giorni appena trascorsi. E ne abbiamo viste delle belle eccome!
Immerse fino alle punte dei capelli in un buco nel continuum spazio-tempo apertosi in corrispondenza dell’Hotel Fattoria La Principina di Principina Terra (GR), Daniela ed io abbiamo seguito sul campo, fase dopo fase, l’evoluzione della convention di Equitalia di cui ci siamo occupate praticamente a tempo pieno nel corso dell’ultimo mese.
Immerse fino alle punte dei capelli in un buco nel continuum spazio-tempo apertosi in corrispondenza dell’Hotel Fattoria La Principina di Principina Terra (GR), Daniela ed io abbiamo seguito sul campo, fase dopo fase, l’evoluzione della convention di Equitalia di cui ci siamo occupate praticamente a tempo pieno nel corso dell’ultimo mese.
Noncuranti del tempo che passava, ignare dell’avvicendarsi di luce e tenebre, totalmente disinformate su cosa succedesse nel resto del mondo in quelle stesse ore, abbiamo vissuto in questo 2009 alternativo destreggiandoci tra sale da allestire, gadget da assemblare, delivery da effettuare in tempo, spedizioni andate perse in giro per l’Italia, hostess da coordinare, consegne all’ultimo minuto, emergenze dell’ultimo secondo…ecco cosa significa nei fatti la roboante formula Event Management di cui si sente sempre più parlare in questi ultimi anni anche in ambito accademico.
Gestire un evento significa dare vita ad una piccola creatura che dev’essere il più possibile autosufficiente sin dai primi istanti di vita. Una gestazione (che può essere più o meno lunga a seconda dei casi), un travaglio (con tanto di doglie che ti fanno “star male”, ma t’avvisano anche che il momento clou è vicino), un parto (dove il primo vagito coincide col primo “Ben arrivato!” detto col sorriso al primo ospite accolto) che, se gestiti con accortezza e precisione, portano insieme a dar luce a un qualcosa che necessita solo di pochi accorgimenti on the fly per arrivare ad essere un evento di successo.
Gestire un evento significa dare vita ad una piccola creatura che dev’essere il più possibile autosufficiente sin dai primi istanti di vita. Una gestazione (che può essere più o meno lunga a seconda dei casi), un travaglio (con tanto di doglie che ti fanno “star male”, ma t’avvisano anche che il momento clou è vicino), un parto (dove il primo vagito coincide col primo “Ben arrivato!” detto col sorriso al primo ospite accolto) che, se gestiti con accortezza e precisione, portano insieme a dar luce a un qualcosa che necessita solo di pochi accorgimenti on the fly per arrivare ad essere un evento di successo.
Un evento ben riuscito, infatti, una volta partorito, sa procedere sulle sue gambe. Sono i partecipanti stessi a dargli vita. Ma il passo con cui procede sarà malfermo o sicuro a seconda della forza che gli è stata trasmessa. E questa forza sta tutta nell’impegno e nell’entusiasmo profusi da chi lo ha organizzato.
Impegno, entusiasmo e più di ogni altra cosa lavoro di squadra: è questo il segreto ultimo di tutto. Una squadra estremamente eterogenea, la nostra, ma per questo completa e pronta ad ogni evenienza: per la parte audio-video Goffredo insieme con Antonio, Emanuele e Omar, la sua crew; per gli allestimenti Luciano e i suoi ragazzi; Aurelio, il giovane architetto che ha progettato e curato ogni minimo dettaglio del nuovo look dato all’albergo; Agostino, Riccardo e Vittorio, che con tanta pazienza hanno lavorato senza orari, fuori e dentro i nostri uffici, perché ogni materiale rispettasse le indicazioni ricevute e venisse consegnato tempestivamente; e poi Lorenzo e Alfredo, che non si sono lasciati intontire dal walzer di preventivi, contratti, accordi, firme, timbri che rappresentano il corredo burocratico di questo tipo di iniziative; e infine Daniela ed io, che sul campo abbiamo sacrificato un po’ di ore di sonno, qualche neurone e molte fibre muscolari a furia di salire e scendere scale, montare, smontare, spostare, andare a chiamare, fare sopralluoghi, supervisionare, trovare campo per il telefonino e soprattutto sorridere. Sempre, comunque e a chiunque.
Nostri compagni d’avventura sul fronte opposto del binomio cliente-agenzia, ma dallo stesso lato della barricata nel momento in cui si è trattato di essere operativi, tutti i membri dello Staff Convention 2009 di Equitalia, e in particolare Giovanna, Silvia, Giulia e Luca, al nostro fianco sin dal primo sopralluogo a Grosseto.
Direbbero gli allenatori di calcio “Squadra che vince, non si cambia”. I commenti a caldo del dopo partita mi sono sembrati positivi e, con il solito ottimismo che mi contraddistingue, mi auguro che siano solo l’inizio di una lunga serie di risultati positivi, sia in casa che fuori casa.
Intanto oggi, ritornata a Roma, nel 2009 originale, seduta qui, in ufficio, alla mia scrivania e davanti al mio pc (che…ehm…è sempre quello rotto che dà i numeri e mi fa penare) ripenso a tutto quel che è stato e non posso fare a meno di esclamare come Doc: Grande Giove!!!
Impegno, entusiasmo e più di ogni altra cosa lavoro di squadra: è questo il segreto ultimo di tutto. Una squadra estremamente eterogenea, la nostra, ma per questo completa e pronta ad ogni evenienza: per la parte audio-video Goffredo insieme con Antonio, Emanuele e Omar, la sua crew; per gli allestimenti Luciano e i suoi ragazzi; Aurelio, il giovane architetto che ha progettato e curato ogni minimo dettaglio del nuovo look dato all’albergo; Agostino, Riccardo e Vittorio, che con tanta pazienza hanno lavorato senza orari, fuori e dentro i nostri uffici, perché ogni materiale rispettasse le indicazioni ricevute e venisse consegnato tempestivamente; e poi Lorenzo e Alfredo, che non si sono lasciati intontire dal walzer di preventivi, contratti, accordi, firme, timbri che rappresentano il corredo burocratico di questo tipo di iniziative; e infine Daniela ed io, che sul campo abbiamo sacrificato un po’ di ore di sonno, qualche neurone e molte fibre muscolari a furia di salire e scendere scale, montare, smontare, spostare, andare a chiamare, fare sopralluoghi, supervisionare, trovare campo per il telefonino e soprattutto sorridere. Sempre, comunque e a chiunque.
Nostri compagni d’avventura sul fronte opposto del binomio cliente-agenzia, ma dallo stesso lato della barricata nel momento in cui si è trattato di essere operativi, tutti i membri dello Staff Convention 2009 di Equitalia, e in particolare Giovanna, Silvia, Giulia e Luca, al nostro fianco sin dal primo sopralluogo a Grosseto.
Direbbero gli allenatori di calcio “Squadra che vince, non si cambia”. I commenti a caldo del dopo partita mi sono sembrati positivi e, con il solito ottimismo che mi contraddistingue, mi auguro che siano solo l’inizio di una lunga serie di risultati positivi, sia in casa che fuori casa.
Intanto oggi, ritornata a Roma, nel 2009 originale, seduta qui, in ufficio, alla mia scrivania e davanti al mio pc (che…ehm…è sempre quello rotto che dà i numeri e mi fa penare) ripenso a tutto quel che è stato e non posso fare a meno di esclamare come Doc: Grande Giove!!!







Un convention lisergica.
Splendido post! Mi ritrovo in pieno. E seppure ancora distrutta, mi sento già in crisi di astinenza. A quando il prossimo?
spero prestissimo! :)