Il virale con l’aureola
Pubblicato da Vittorio
La possibilità di rilanciare un prodotto, a diversi mesi dalla sua uscita ufficiale, è un aspetto della comunicazione non convenzionale da non sottovalutare. Un’idea geniale è in grado di riportare l’attenzione del proprio target sul prodotto, con una comunicazione anche molto lontana da quella adottata in precedenza, che può condurre a risultati notevoli, e soprattutto, a bassissimo costo.
Riporto l’esempio di un video postato su youtube appena il 20 giugno. Riprende un maxi schermo, montato al di sopra di un palco, in cui è trasmessa la partita di un videogiocatore che, non si sa da quale piattaforma, ha ampliato la sua esperienza di gioco sfruttando l’enormità di quello schermo. In pratica, un sogno per ogni videogamers (= contenuto virale). Da notare che il video è girato in modo davvero minimale, sembra una ripresa da telefonino, ma basta per far capire di quale gioco si tratti. Prego notare l’arma impugnata dal giocatore. La vera protagonista di uno dei “sparatutto” più conosciuti di tutto il mondo videoludico, ovvero Halo. Precisamente Halo 3, come non manca di farci notare un utente davvero molto attento. Il risultato? 177823 visualizzazioni in 2 giorni.
Comunicazione a concorso
Pubblicato da Vittorio
Ultimamente sto notando come molte agenzie decidano di basare una parte, più o meno rilevante, delle proprie strategie di comunicazione sulla promozione di concorsi a premi.
Viviamo in una fase in cui il telespettatore, radioascoltatore, e poi l’internauta si sente evidentemente in credito nei confronti della pubblicità. Dopo anni e anni di tedioso interruption marketing che ha portato i consumatori ai massimi livelli di esasperazione, ci troviamo in una fase in cui chi vende sembra quasi voler “comprare” il suo diritto a comunicare. Nelle forme più ampie, articolate e creative, si cerca di ripagare l’utente del tempo che dedica alla fruizione del messaggio. E’ come se un mendicante chiedesse ai passanti: “se le do dieci centesimi, lei mi da un euro?” Sembra paradossale, ma in realtà è solo commercio.
Molti quindi si avventurano nelle forme più sofisticate di concorso a premi. L’esempio che riporto ora è uno dei più interessanti in cui mi sono imbattuto nell’ultimo periodo. E’ quello promosso dalla Ubisoft (nota casa produttrice e sviluppatrice di software, nella fattispecie videogame) per lanciare il titolo più importante e atteso dell’anno, Assassin’s Creed 2. Il sequel del primo fortunatissimo capitolo sulla setta degli Asssassini, sta conquistando la rete con una batteria davvero interessante di trailer molto suggestivi, che presentano le nuove ambientazioni del gioco (Venezia su tutte) e sottolineano come la Ubisoft si sia impegnata a superare tutti i punti deboli del primo capitolo. Obiettivo di comunicazione primario è stato infatti assicurare agli utenti che i problemi di ripetitività, IA, e fluidità riscrontrati nel primo episodio sono stati tutti elegantemente superati.
Assodato questo parlo del concorso, che mi ha colpito subito per semplicità e per una natura virale estremamente agile ed acuta. L’utente che arriva sulla homepage del gioco può iscriversi, in pochi semplici passi, alla community e newsletter della Ubisoft (obiettivo di marketing: recuperare contatti). Una volta effettuato l’accesso alla community basta scaricare un widget che può essere condiviso su tutti i più importanti social network della rete. Una volta aggiunto il widget al proprio profilo si è iscritti al concorso. Ed ecco attivato il meccanismo virale (obiettivo di comunicazione: diffondere il messaggio). Ogni iscritto garantisce così al widget del concorso uno spazio/visibilità sul proprio profilo. Da esso si è linkati automaticamente al sito della Ubisoft. In pratica è un banner a tutti gli effetti.
Un modo semplice, intelligente, e a basso costo per stimolare il world of mouth.
Reasoning on Data
Pubblicato da Antonio
L’ analisi dei dati è un’attività cruciale per la verifica e il controllo dei risultati (raggiunti, disattesi o ampiamente superati) di una qualsiasi attività di marketing.
Ragionare sui risultati di una campagna, sui suoi tassi di conversione o su cosa sia stato più perfomante e cosa meno, rappresenta, al contempo, uno sforzo (di comprensione del fenomeno) e una sfida (di previsione dell’andamento di quel fenomeno proiettato in un futuro più o meno lontano).
Stamattina, parlando con Alfredo e gli altri web addicted, è venuta fuori la conferma numerica di un trend noto e arci noto, ma che, comunque, ha continuato, fino a questo momento, a dettare legge in fatto di pianificazione pubblicitaria on line.
Il dato (non certo nuovo) è questo: i banner, almeno quelli tradizionali, non funzionano più. I CTR sono insoddisfacenti e il costo contatto è troppo alto per continuare a giustificare le spese, ancora elevate, che vengono sostenute su questo veicolo.
Interazione (con gli utenti), integrazione (di piattaforme), (offerta di) servizi, (condivisione di) empatia, mobilità. Questo è ciò che la gente “premia” su internet (questo qui è un caso di eccellenza). Questo ciò di cui bisogna tener conto per investire, in modo sensato, on line (IMHO). Del resto…lo dicono i dati.





