Prima di partire…
Pubblicato da Francesco
Orami per molti oggi è l’utimo giorno prima delle tanto attese vacanze estive. C’è chi punta al nord della Gemania e chi invece non va più in là di Venezia, ma l’importante è partire, vedere e comprendere altre realtà. Io non parto ancora, sono in fase di elaborazione per le mie vacanze estive, ma prima di mettere la zaino in spalla ho provveduto a partecipare alla lotteria planetaria messa su dall’ IHC (Institute for Human Continuity). L’ Istituto per la sopravvivenza del genere umano mette in palio un posto all’interno dell’unico rifugio mondiale, che possa permettere il salvataggio del genere umano. C’è un piccolo problemino. Un solo posto disponibile e 10.303.358 persone che vogliono quel posto. L’unica possibilità di potersi salvare dalla catastrofe del 2012, è registrarsi alla lotteria planetaria, incrociare le dita e attendere meno di dieci giorni i risultati.
La profezia Maya “assicura” che il 21 dicembre 2012 un cataclisma colpirà la terra, portando distruzione e morte. Una sceneggiatura già scritta, che Roland Emmerich ha usato per surfare il ritorno del genere catastrofico nel mondo cinematografico. Il portfolio di Roland è ricco di catastrofi, si va dalla genesi umana alle problematiche ambientali, dalle invasione terrestre all’ alligatore mangia uomini. Oggi ha deciso di concentrarsi sul futuro o meglio sul nonfuturo. 2012 è l’ultimo blockbuster catastrofista, prossimamente nelle sale, che ha avuto il coraggio di servisi della comunicazione non convenzionale per farsi conoscere. L’ottima realizzazione del sito, rende molto credibile l’autenticità dell’associazione anche grazie alla grande quantità di materile informativo sulla potenziale fine del mondo. Animazioni flash e voce narrante alla superquark vi introdurranno alla “fine del mondo”.
Non pensarci due volte, magari i 113.500.000€ del superenalotto non basteranno a salvarti, tanto vale tentare.
Date N’okiata
Pubblicato da Vittorio
Bellissimo spot di Nokia per lanciare il nuovissimo smartphone N97, esaltandone le qualità multimediali della riproduzione video e navigazione in rete. Si commenta da solo.
La storia delle storie
Pubblicato da Vittorio
Visto qui
Eccì!
Pubblicato da Francesco
La vecchia pulce nell’orecchio si è evoluta non sta ferma lì a farsi acchiappare e con le sue piccole ali vola verso il 2.0 della realtà. I consigli, buoni o cattivi che siano, non muoiono mai in quanto anima del mercato. Si evolvono, si trasformano, si adattano e mutano con la comunicazione. Quella pulce, oggi, si muove in rete e lo fa con tutte le sue capacità. Infettando, attraendo, stimolando. Un brusio che porta notorietà a brand o prodotti. Questi ultimi vivono con noi e vivono di noi. Devono conquistarsi la fiducia del consumatore, che nel consumarle rende unico se stesso e loro, dando vita ad una globalizzazione personalizzata. Una fiducia che è difficile da ottenere ( e soprattutto da mantenere) dall’esperto consumatore cibernetico. È qui che entra in gioco la figura dello starnutatore, colui che è capace di guadagnarsi la fiducia del consumatore, che a sua volta inizia a credere nel prodotto. Il buzz marketing è una modalità non convenzionale di relazionarsi con gli individui, volta ad aumentare la notorietà del marchio attraverso le conversazioni sul prodotto. Il ronzio dell’ape regina raggiunge velocemente lo sciame di utenti interessati al prodotto e li guida nel grande mondo globalizzato del mercato, finché gli stessi membri dello sciame non si mutino in regine. Lo so cosa state pensando, voi non sarete mai un’ape, non sarete mai comandati da un’altra ape e non spingerete mai nessuno al consumo. Riflettendoci, vi renderete conto che è qualcosa che invece facciamo quotidianamente. Perciò siamo tutti delle api.
Io sono un’ape (anche se, conoscendomi fisicamente, non lo pensereste neanche un attimo) e vi ronzo attorno. Questo mese, vi ho inondato di tele- polline, lavorando ad un prodotto di un nostro prestigioso clienete. Ho parlato e fatto parlare community, forum, siti di settore. Sono arrivato al primo risultato di Google, incrementando le discussioni fino al 300% (vedi grafico sottostante). Ho acquisito la fiducia del consumatore ma consolidato anche quella del cliente. Adesso, mi (ri)poso su altri fiori, aspettando che la campagna banner prossima alla partenza faccia il suo corso, con vertendo l’interesse in un maggior consumo.
Chiamatemi imbonitore o strillone o ciarlatano o imbroglione se vi va, ma io mi sentirò sempre un’ape. Viaggiatrice …

Il virale con l’aureola
Pubblicato da Vittorio
La possibilità di rilanciare un prodotto, a diversi mesi dalla sua uscita ufficiale, è un aspetto della comunicazione non convenzionale da non sottovalutare. Un’idea geniale è in grado di riportare l’attenzione del proprio target sul prodotto, con una comunicazione anche molto lontana da quella adottata in precedenza, che può condurre a risultati notevoli, e soprattutto, a bassissimo costo.
Riporto l’esempio di un video postato su youtube appena il 20 giugno. Riprende un maxi schermo, montato al di sopra di un palco, in cui è trasmessa la partita di un videogiocatore che, non si sa da quale piattaforma, ha ampliato la sua esperienza di gioco sfruttando l’enormità di quello schermo. In pratica, un sogno per ogni videogamers (= contenuto virale). Da notare che il video è girato in modo davvero minimale, sembra una ripresa da telefonino, ma basta per far capire di quale gioco si tratti. Prego notare l’arma impugnata dal giocatore. La vera protagonista di uno dei “sparatutto” più conosciuti di tutto il mondo videoludico, ovvero Halo. Precisamente Halo 3, come non manca di farci notare un utente davvero molto attento. Il risultato? 177823 visualizzazioni in 2 giorni.






