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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; Web Marketing</title>
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		<title>The Social Artist</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[10 Nomination all’Oscar. Uau! Ma andiamo con ordine. 11 novembre.  D’accordo con il distributore italiano del film, iniziamo le attività. 19 novembre. The Artist Il Film, la pagina che gestiamo, ha 75 fan su Facebook. Mancano ancora 20 giorni all’uscita nelle sale italiane. La strategia creativa viene pian piano attuata, per creare crescente interesse specie...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/The-Artist.jpg" rel="lightbox[7268]"><img class="alignleft size-medium wp-image-7286" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/The-Artist-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><a href="http://www.ownnews.it/2012/01/oscar2012-2/">10 Nomination all’Oscar</a>. Uau! Ma andiamo con ordine.</p>
<p>11 novembre.  D’accordo con <a href="http://www.bimfilm.com/">il distributore italiano del film</a>, iniziamo le attività.</p>
<p>19 novembre. <a href="http://www.facebook.com/TheArtist.ilfilm">The Artist Il Film</a>, la pagina che gestiamo, ha 75 fan su Facebook. Mancano ancora 20 giorni all’uscita nelle sale italiane. La strategia creativa viene pian piano attuata, per creare crescente interesse specie verso alcuni specifici target. Le idee sono molte, il film, che abbiamo visto in anteprima, è bellissimo, soprattutto. Resta il fatto che 75 fan sono pochini, se vogliamo promuovere il film al meglio.</p>
<p>2 dicembre. 95 nuovi fan in un solo giorno! Oggi siamo andati davvero bene. Quattro post sulla pagina ufficiale sono stati visualizzati da oltre mille persone. Abbiamo parlato delle <a href="http://www.wuz.it/recensione-dvd/5903/the-artist-film-muto-hazanavicius.html">infinite citazioni del film</a>, del coraggio del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Hazanavicius">regista</a>, dell’essenzialità e della purezza del film anche nella <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CnUn2FDiFWg&amp;feature=related">colonna sonora</a>, ed è stato rilanciato il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=r5-GA3zhAmI">trailer ufficiale</a>.</p>
<p>11 dicembre. 148 nuovi “mi piace”. È il nostro record assoluto. Il film è appena uscito, e naturalmente stiamo spingendo al massimo. Viene sottolineata, come da strategia, la <a href="http://www.primissima.it/cinema_news/scheda/in_silenzio_ti_amero_-_recensione_di_the_artist_di_michel_hazanavicius/">carica emotiva del film</a>, <a href="http://www3.lastampa.it/cinematv/sezioni/news/articolo/lstp/433249/">la sua sensualità</a>, <a href="http://www.primissima.it/cinema_news/scheda/in_silenzio_ti_amero_-_recensione_di_the_artist_di_michel_hazanavicius/">la sua capacità di comunicare senza parlare</a>. Ma nel frattempo sta anche succedendo qualcosa di nuovo e interessante, che non ci aspettavamo del tutto. Spagnoli, francesi, persino inglesi e americani stanno cominciando a interagire con noi, postano (<em>Short review of The Artist: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DZRmHR-0zGo">http://www.youtube.com/watch?v=DZRmHR-0zGo</a></em>), commentano (<em>Saw it yesterday night, it was very nice ^_^</em>), domandano (<em>Boston?? </em><em>Where is this film showing in or around Boston, Massachusetts, usa?</em>), suggeriscono (<em>Go and see it!</em>). Nonostante esista una pagina dedicata in inglese. Il film, l’abbiamo già detto, ci aiuta: è splendido ed il passaparola rimane tra le migliori possibili viralità. Ma forse stiamo anche lavorando bene, non ce lo diciamo da soli, ce lo dicono i numeri e la loro qualità:</p>
<p align="center"><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/Grafico-11.jpg" rel="lightbox[7268]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7287" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/Grafico-11-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/Grafico-1.jpg"><br />
</a></p>
<p>Gennaio. Ormai 2 post su 3 dei nostri fan sono in inglese, o francese, o spagnolo. Veniamo praticamente  riconosciuti come una pagina internazionale. Veleggiamo felici sui 3.000 fan. Poi il 24 febbraio <a href="http://www.ownnews.it/2012/01/oscar2012-2/">la notizia bomba delle nomination</a>. Il post, e la notizia che il film tornerà nelle sale italiane, vengono visualizzati da almeno 4.000 persone. Continuiamo a crescere come seguito.</p>
<p>27 gennaio. Mentre scrivo questo post, in qualche ora la pagina ha acquisito altri 30 fan, siamo ormai oltre 3.800. Se ne acquisiamo 50-60 al giorno a febbraio arriveremo a 6000? Sarebbe un gran risultato! Intanto la portata virale, ovvero le persone che potenzialmente raggiungiamo con i nostri post, ha raggiunto un picco <em>monstre</em> di quasi 15.000 persone tra il 6 e il 12 gennaio.</p>
<p align="center"><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/Grafico-22.jpg" rel="lightbox[7268]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7288" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/Grafico-22-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a></p>
<p>26 febbraio (cronaca verosimile). Ed eccoci al gran giorno, chi vincerà gli Oscar? <a href="http://www.cineblog.it/post/34421/oscar-2012-le-scommesse-e-le-quotazioni-di-stanleybet">Sappiamo su chi scommettere</a>, ci prepariamo alla diretta, ci siamo, proprio come c’eravamo il 19 Novembre con i nostri 75 fan!</p>
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		<title>Il ROI del SMM non esiste</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sente molto parlare del ROI del Social Media Marketing, il Sacro Graal che dovrebbe convincere i CMO ad investire sulle attività di Web Marketing, perché ne renderebbe finalmente misurabili i ritorni. Vorrei dare il mio piccolo contributo al dibattito: come sanno tutte le aziende che investono efficacemente sulla Rete, il ROI del Social Media...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7225" title="ROI-on-Social-Media-Marketing" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2012/01/ROI-on-Social-Media-Marketing2.jpg" alt="" width="300" height="203" />Si sente molto parlare del ROI del Social Media Marketing, il Sacro Graal che dovrebbe convincere i CMO ad investire sulle attività di Web Marketing, perché ne renderebbe finalmente misurabili i ritorni.<br />
Vorrei dare il mio piccolo contributo al dibattito: come sanno tutte le aziende che investono efficacemente sulla Rete, <em>il ROI del Social Media Marketing non esiste</em>.<br />
Ne esistono 10, <em>almeno</em>.<br />
Scordatevi quindi una percentuale che indichi il rendimento del capitale investito in attività sulla Rete. E cominciamo a pensare invece, alle possibili prospettive degli investimenti digitali, come suggerito dagli studi più recenti, e ai vantaggi che si possono ottenere per ciascuna.<br />
Le prospettive sono 4, i benefici 10. Eccovi una sbrigativa, ma veritiera, lista:</p>
<p>1.    Risk Management &rarr; gestione e prevenzione delle crisi<br />
2.    Risk Management &rarr;  possibilità di gestire il customer care via social media<br />
3.    Brand Management &rarr; aumento di valore dell’asset Brand<br />
4.    Brand Management &rarr; aumento dell’attrattività, della riconoscibilità e della credibilità del marchio<br />
5.    Digital perspective &rarr; rapidità di comunicazione con i propri follower, possibilità di entrare rapidamente in contatto con nuovi follower<br />
6.    Digital perspective &rarr; migliore conoscenza dei propri clienti e delle loro aspettative<br />
7.    Financial perspective &rarr; fidelizzazione dei propri clienti (+ ricavi)<br />
8.    Financial perspective &rarr; maggiore targettizzazione delle offerte (+ ricavi)<br />
9.    Financial perspective &rarr; aumento della platea di potenziali clienti a cui rivolgersi (+ ricavi)<br />
10.  Financial perspective &rarr; aumento del traffico dai social media verso il proprio sito (+ ricavi)</p>
<p>Tutto questo è valido, naturalmente, solo a patto che il social media marketing sia considerata non una attività residuale da fare a budget residuale e solo per dovere di presenza, ma invece una scelta decisiva per l’impresa, e che di conseguenza venga costantemente allineata alle strategie aziendali, semplicemente perché ne è parte integrante.<br />
E ciascun punto della lista, naturalmente, meriterebbe un post dedicato. A partire dal fatto che se una azienda non ha intenzione di comunicare con trasparenza e rigore, forse sono più i rischi che corre che non i vantaggi che potrebbe ottenere, perché sul web tutto è tracciato, <a href="http://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2012/01/post-censurato-costa-crociere.jpg" rel="lightbox[7224]" target="_blank">e qualunque parola sul web rimane scolpita nella pietra</a>.<br />
Tutto questo era quindi solamente per dire: la formula magica non esiste ancora, e forse è inutile provare a calcolarla perché il valore dell’investimento digitale è lì davanti ai nostri occhi. Si potrebbe obiettare: ma il caso Apple non dimostra che si può essere leader senza stare sui social? La risposta potrebbe essere semplice: non è forse Steve Jobs il primo, grande, insuperato <a href="http://republicandqueen.com/anima-social-di-apple/" target="_blank"><em>evangelizzatore di community</em></a>, con i risultati che tutti conosciamo?</p>
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		<title>Brandiment, o il sogno del web marketing</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 11:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/AROH53TQ9-A" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>L&#8217;enorme quantità di dati disponibile liberamente in rete sembra finalmente realizzare il sogno di una vita dei direttori marketing. Conoscere il proprio cliente, così bene da poter capire non solo se è soddisfatto o meno delle scelte fatte, ma anche se e come procederà al prossimo acquisto. Ma siamo sicuri che sia così? O sul web c&#8217;è piuttosto enorme rumore di fondo, buzz dicono gli americani, che non consente di distinguere fenomeni di reale consistenza dal chiacchiericcio generalizzato?<br />
Sono proprio gli americani, col loro riconosciuto pragmatismo, a fornirci delle indicazioni chiare su come procedere. È da tempo, almeno un paio d&#8217;anni, ovvero un&#8217;eternità sulla rete, che gli analisti più avveduti ripetono come un mantra che tutto si sta spostando sul web, e che il marketing delle aziende “tradizionali” deve assolutamente attrezzarsi con delle strutture di intelligence della rete, o comunque essere supportato nel cambiamento da professionisti esterni. Il CRM soprattutto, la gestione della relazione col cliente, nelle aziende più evolute si arricchisce a tal punto da cambiare nome, diventando Social CRM, ovvero un CRM integrato da tutte le informazioni raccolte in rete.<br />
Arriviamo così al punto decisivo: l&#8217;integrazione delle informazioni aziendali già esistenti. Raccogliendo uno spunto fornito in un recentissimo report Forrester, possiamo quindi dire che nell&#8217;analisi delle conversazioni online c&#8217;è un percorso, che va dal semplice <em>crawl</em>, raccogliere dati “passivamente” e meccanicamente, ad un ascolto proattivo (<em>walk</em>), che si affina sempre più attraverso la combinazione dei dati (<em>run</em>) fino a raggiungere l&#8217;integrazione nei database aziendali già esistenti (<em>fly</em>). Viene così fornito, in ultima analisi, un contributo enorme alla definizione delle strategie di marketing, e al loro fine tuning una volta che vengono messe in campo. Non si tratta più solo o “semplicemente” di migliorarsi, ma di evolvere verso nuovi modelli di business, sempre più centrati sul cliente e sulle sue aspirazioni. In questo senso Kotler ha parlato di marketing 3.0, un marketing in cui l&#8217;opinione del cliente è considerata rilevante in tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto, dalla valutazione finale a risalire via via fino alla stessa ideazione di nuovi servizi e prodotti.<br />
È partendo da queste considerazioni che nasce la Business Intelligence di Estrogeni, prima come struttura organizzativa, due mesi dopo anche come piattaforma integrata progettata in tecnologia php 5, lo stato dell’arte per le applicazioni web dinamiche. È uno strumento in grado di rilevare puntualmente il sentiment online e al tempo stesso di esprimere in maniera chiara il digital brand value di un&#8217;azienda in rete. Ovvero, in grado di supportare sia l&#8217;operatività che le strategie di marketing. <a href="http://www.drometauro.com/" target="_blank">Brand</a> e <a href="http://www.threadoff.it/" target="_blank">sentiment</a> quindi, in quello che abbiamo chiamato, in una parola, Brandiment. Un nome sintetico, per uno strumento che permette la sintesi dello stream senza fine dei dati della rete.<br />
Nel web 2.0 tutto corre ad una velocità impressionante, e per un&#8217;azienda affidarsi a tentativi artigianali di costruzione della propria immagine rischia di essere un boomerang. Esserci invece con professionalità e visione è una sfida che vale la pena correre, soprattutto se è vero, come qualcuno ha detto, che “il futuro è l&#8217;unico posto dove possiamo andare”. In quel posto noi ci saremo, vogliamo andarci insieme?</p>
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		<title>Crisi del banner?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 08:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da pochi giorni è nato Bannersketch, l&#8217;applicazione che consente di creare un banner gratuitamente. Qualsiasi utente potrà così pianificare una campagna di display advertising e per pochi minuti, vestirsi nei panni di un web designer. Con questa applicazione, creare il proprio banner è semplicissimo ed intuitivo: si sceglie il formato, i colori, il testo e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da pochi giorni è nato <a href="http://www.bannersketch.com/" target="_blank">Bannersketch</a>, l&#8217;applicazione che consente di creare un banner gratuitamente. Qualsiasi utente potrà così pianificare una campagna di display advertising e per pochi minuti, vestirsi nei panni di un web designer. Con questa applicazione, creare il proprio banner è semplicissimo ed intuitivo: si sceglie il formato, i colori, il testo e il bordo. Si possono creare formati statici o gif animate, aggiungendo frame. Un&#8217;applicazione davvero originale ma che, inserita in un contesto dove si parla di &#8220;crisi del banner&#8221;, potrebbe apparire  fuori trend. Il banner infatti, sta diventando un elemento sempre più invasivo, l&#8217;utente web ne è costantemente bombardato. Dal classico formato standard, stanno infatti emergendo quelli &#8220;speciali&#8221;, come il formato floating. L&#8217;occhio dell&#8217;utente è costantemente stimolato e il banner deve farsi vedere, deve &#8220;urlare&#8221;. Come potrebbe quindi funzionare un formato privo di creatività e di elementi distintivi? Tuttavia Bannersketch è un&#8217;applicazione utile per chi non vuole spendere e nello stesso tempo, essere presente sul web.</p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/04/banner-gratis-bannersketch.jpg" rel="lightbox[5283]"><img class="alignleft size-medium wp-image-5299" title="banner-gratis-bannersketch" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/04/banner-gratis-bannersketch-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
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		<title>Contiamo i Passi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 14:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una settimana si è conclusa la Campagna di SMS solidale &#8220;SOStieni chi ha la Distrofia Duchenne. Fai il Primo Passo&#8221;, di Parent Project. Il progetto ha visto una forte partecipazione sul web, da parte soprattutto di genitori pronti a fare il Primo Passo e a promuovere un&#8217;iniziativa così importante. Il profilo facebook &#8220;Fai il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una settimana si è conclusa la <a href="http://blog.estrogeni.net/campagne/pronti-per-il-primo-passo/">Campagna di SMS solidale</a> &#8220;SOStieni chi ha la Distrofia Duchenne. Fai il Primo Passo&#8221;, di <a href="http://www.parentproject.org/">Parent Project</a>. Il progetto ha visto una forte partecipazione sul web, da parte soprattutto di genitori pronti a fare il Primo Passo e a promuovere un&#8217;iniziativa così importante. Il profilo facebook &#8220;<a href="http://www.facebook.com/home.php#!/pages/Fai-il-Primo-Passo/136507276409095">Fai il Primo Passo</a>&#8221; ha ottenuto più di 1.650 fan, tra questi il 70% sono donne con un&#8217;età media intorno ai 35-44 anni. I commenti sono stati più di 180 e le visualizzazioni oltre 125.000. La Campagna è stata divisa in due fasi: la prima, teaser, in cui gli utenti sono stati chiamati a fare il Primo Passo, senza ricevere informazioni riguardo al Progetto; la seconda, di svelamento, in cui è stata diffusa l&#8217;inizitiva e le news ad essa legate.<br />
Per aumentare il numero dei fan, abbiamo creato e diffuso due giochi: &#8220;<a href="http://www.facebook.com/connect/uiserver.php?app_id=119502231456541&amp;next=http%3A%2F%2Fwww.estrogeni.net%2Fgiochi-parent%2F2%2F%2F&amp;display=page&amp;cancel_url=http%3A%2F%2Fwww.estrogeni.net%2Fgiochi-parent%2F2%2F&amp;locale=it_IT&amp;perms=publish_stream&amp;return_session=1&amp;session_version=3&amp;fbconnect=0&amp;canvas=1&amp;legacy_return=1&amp;method=permissions.request">Occhio alla cura</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://apps.facebook.com/avanza_ricerca/">Fai Avanzare la Ricerca</a>&#8220;, utilizzati più di 300 volte. Il gaming si conferma quindi uno strumento di forte appeal su Internet, in particolar modo si presta molto all&#8217;utente facebookiano. Inoltre l&#8217;<a href="http://www.facebook.com/home.php#!/event.php?eid=161960663853460">evento</a> creato su facebook ha coinvolto più di 10.000 utenti. L&#8217;attività di ufficio stampa on line ha contribuito a diffondere l&#8217;iniziativa ed è stata portata avanti attraverso la diffusione sulle testate e il coinvolgimento di alcuni blogger sensibili al Progetto, tra i quali: <a href="http://www.100bimbi.it/index.php?/archives/858-Distrofia-muscolare-DuchenneBecker.-Sosteniamo-la-ricerca-con-un-sms.html">100bimbi.it</a>, <a href="http://www.digitalmarketinglab.it/offtopic/sos-tieni-la-distrofia-di-duchenne/">digitalmarketinglab.it</a>, <a href="http://quistelliblog.wordpress.com/">quistelliblog.com</a>. Il nostro lavoro è stato rafforzato dalla forte partecipazione dei fan che hanno diffuso la pagina e l&#8217;iniziativa sulle bacheche di personaggi e trasmissioni televisive/radiofoniche, segno di un forte coinvolgimento emotivo nel Progetto.<br />
Grazie ai Passi di chi ha sostenuto Parent Project, la ricerca sulla distrofia muscolare di Duchenne potrà avanzare.</p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/02/andamento.jpg" rel="lightbox[5090]"><img class="alignleft size-medium wp-image-5107" title="andamento" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/02/andamento-300x110.jpg" alt="" width="300" height="110" /></a></p>
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		<title>Buon sangue mente</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 08:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante questi giorni di festa, non sarà mancata sulla tavola una bottiglia di vino. Una chiacchiera tira l&#8217;altra ed ecco arrivato il momento di mandare un augurio su facebook a tutti gli amici. È solamente il giorno dopo che ci rendiamo conto di ciò che abbiamo condiviso. Ed ecco che inizia il panico: &#8220;Forse non lo avrei dovuto scrivere?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante questi giorni di festa, non sarà mancata sulla tavola una bottiglia di vino. Una chiacchiera tira l&#8217;altra ed ecco arrivato il momento di mandare un augurio su facebook a tutti gli amici. È solamente il giorno dopo che ci rendiamo conto di ciò che abbiamo condiviso. Ed ecco che inizia il panico: &#8220;Forse non lo avrei dovuto scrivere? Ma come mi è venuto in mente? La prossima volta non alzerò più il gomito&#8221;. Vorresti rimediare all&#8217;errore, ma ormai il danno è fatto. Non tutti sanno che esiste il <a href="http://www.socialmediasobrietytest.com/">social media sobriety test</a>, un&#8217;applicazione che consente di non incorrere a questo tipo di problema. Bastano tre click: si sceglie il social nework, si indica l&#8217;orario durante il quale si vuole essere controllati e si procede all&#8217;avvio. Una volta loggati, inizia il test sulla capacità di coordinazione. Un&#8217;idea originale, anche se devo ammettere che il test è un po&#8217; complicato, persino per chi non ha drinkato. Resta il fatto che un po&#8217; di spontaneità non fa mai male.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="410" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uy1PIgjCqRM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="410" src="http://www.youtube.com/v/uy1PIgjCqRM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Twitter not for fake</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 09:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo ammetto, Twitter non fa per me. Per prima cosa è un social network che ha bisogno di &#8220;aggiornamenti di stato&#8221; continui, secondo perché credo a tutto. Twitter (e non solo) viene anche utilizzato per persone come me, per utenti che credono (eccetto situazioni palesi) che dietro ciascun profilo si nasconda la persona che lo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ammetto, Twitter non fa per me. Per prima cosa è un social network che ha bisogno di &#8220;aggiornamenti di stato&#8221; continui, secondo perché credo a tutto. Twitter (e non solo) viene anche utilizzato per persone come me, per utenti che credono (eccetto situazioni palesi) che dietro ciascun profilo si nasconda la persona che lo identifica. È il caso dei profili fake di <a href="http://twitter.com/#!/ceoMarkZuck">Mark Zuckerberg</a>, di <a href="http://twitter.com/#!/condi">Condollezza Rice</a>, di <a href="http://twitter.com/#!/ceoSteveJobs">Steve Jobs</a>&#8230; Il quattordici dicembre, durante la giornata sulla fiducia del Governo, ha messo piede su Twitter l&#8217;utente <a href="http://twitter.com/#!/palazzochigi">Silvio Berlusconi</a> che ha commentato passo per passo, ciò che accadeva a Palazzo Chigi. I commenti di questo personaggio sono stati offensivi e quelle frasi non potevano pervenire dalla bocca del Premier. Ma su twitter si trovano anche profili di personaggi <a href="http://twitter.com/#!/Mikey_Mouse">fantastici</a> e inverosimili che tutto sommato non hanno bisogno di una riconoscibilità ufficiale. Di fronte a questi profili fake c&#8217;è possibilità di difendersi? La risposta è affermativa. Da poco è stata lanciata la versione beta di verifica degli account che si chiama &#8220;<a href="http://support.twitter.com/articles/121835-cosa-sono-gli-account-verificati">Twitter Verified Account</a>&#8220;. Un account è verificato se è contrassegnato da una spunta bianca su fondo celeste, affianco al proprio nick.</p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/12/twitter-verified-account-beta-check-logo-picture.jpg" rel="lightbox[4275]"><img class="alignleft size-medium wp-image-4288" title="Twitter Verified Account Beta Program Check Logo" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/12/twitter-verified-account-beta-check-logo-picture-300x114.jpg" alt="" width="300" height="114" /></a></p>
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		<title>iAd in iOs4. iBanner</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 17:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un prodotto innovativo, richiede un medium innovativo. Non avendo la possibilità di generare ininterrottamente media, si cerca di plasmare la comunicazione al medium in modo rivoluzionario. Generare una comunicazione capace di stupire, ma non autocelebrativa; affascinante, ma aperta all&#8217;interazione; ludica, ma formativa. Steve ci aveva stupiti qualche mese fa, ma oggi anche noi europei possiamo godere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un prodotto innovativo, richiede un medium innovativo. Non avendo la possibilità di generare ininterrottamente media, si cerca di plasmare la comunicazione al medium in modo rivoluzionario. Generare una comunicazione capace di stupire, ma non autocelebrativa; affascinante, ma aperta all&#8217;interazione; ludica, ma formativa.<br />
Steve ci aveva <a href="http://www.youtube.com/watch?v=f8HyeKzgCK0">stupiti</a> qualche mese fa, ma oggi anche noi europei possiamo godere delle nuove prospettive di adv. Renault è la prima azienda del vecchio continente a servirsi della piattaforma adv di casa Apple. Un&#8217;interazione ricercata proprio per comunicare un prodotto <a href="http://www.renault.com/en/Vehicules/renault/Pages/twizy.aspx" target="_blank">futuristico</a>, che ha l&#8217;ambizione di modificare il contesto urbano. iAd è una piattaforma pubblicitaria mobile, sviluppata da Apple Inc., che punta a mutare la comunicazione sui dispositivi mobile e in particolar modo su quelli di casa Apple (iPod, iPhone e iPad). La particolarità della piattaforma è quella di permettere un pianificazione pubblicitaria all&#8217;interno delle app. Accedere all&#8217;advertising senza mai uscire dall&#8217;app e tornarci con un semplice click. Questa la caratteristica che dovrebbe, essenzialmente, spingere l&#8217;utilizzatore a cliccare sul spot. Un&#8217;evoluzione del banner. Un&#8217;app nell&#8217;app. Un&#8217;innovazione che punta sulla curiosità di chi è già un noto consumatore di app. Ma allora queste app davvero <a href="http://www.wired.com/magazine/2010/08/ff_webrip/all/1" target="_blank">sostituiranno</a> il web?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tutIDEbgZZ8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="340" src="http://www.youtube.com/v/tutIDEbgZZ8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il successo delle community da latte</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 12:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che il marketing mi ha sempre affascinato. Pur avendo scelto una facoltà umanistica, rimanevo colpita  dalle materie economiche e statistiche. Bastava una percentuale, un pi-greco o semplicemente il simbolo della sommatoria a darmi la grinta. &#8220;Economia&#8221; è stata infatti una delle materie che ha catturato la mia attenzione e proprio oggi, leggendo un articolo di <a href="http://mashable.com/author/rob-howard/" target="_blank">Rob Howard</a>, mi è tornata in mente la teoria del &#8220;ciclo di vita del prodotto&#8221; dell’economo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Kotler" target="_blank">Philip Kotler</a>. Secondo l&#8217;autore, le web community hanno un proprio ciclo di vita: nascono, si sviluppano, crescono e se non &#8220;curate&#8221; possono collassare. Tra i motivi di maggior collasso è citata l&#8217;erronea convinzione del gestore di considerare la sola apertura di una comunità virtuale come il prerequisito di un successo. Purtroppo mi è capitato di vedere profili e pagine aperte e lasciate abbandonate a se stesse, senza la creazione di un forte sentimento continuo in grado di generare interesse e sviluppo intorno alla web community. Un altro motivo di collasso può essere quello di credere che l&#8217;aumento  del numero dei membri della web community possa migliorarne il successo. Su quest’ ultimo punto ritengo che bisogna considerare il modo in cui il web community manager cerca i componenti  della rete sociale; nel momento in cui le persone ne entrano a far parte grazie all&#8217;instaurarsi del passaparola, il gruppo sarà formato da chi realmente è interessato alla web community. Le comunità virtuali devono essere coltivate e secondo Rob Howard, il successo si ottiene se si creano contenuti, si conoscono i processi di condivisione e se si ha una strategia ben definita. L&#8217;obiettivo di un buon web community manager dovrebbe essere quello di raggiungere la fase tanto cara al &#8220;<a href="http://www.bcg.it/" target="_blank">Boston Consulting Group</a>&#8220;: &#8220;Mucca da latte”. Questa è la situazione  grazie alla quale si possono ottenere buoni guadagni con investimenti limitati, grazie alla credibilità e all’interesse che solo un buon web community manager è in grado di dare.</p>
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		<title>Il grande fratello ci guarda?</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 12:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">L&#8217;altro giorno, mentre analizzavo le statistiche dei siti dei nostri clienti e davo uno sguardo agli accessi del <a href="http://www.estrogeni.net/">sito </a>e del blog Estrogeni mi ha profondamente colpito un dato.</div>
<div id="_mcePaste">È una cosa che guardo sempre, ma &#8211; non so perché &#8211; l’altro giorno mi ha sorpreso particolarmente.</div>
<div id="_mcePaste">Nella sezione visitatori, area overlay mappa (lo spazio dedicato alle aree geografiche di provenienza dei visitatori) c&#8217;era Aversa.</div>
<div id="_mcePaste">Un analista senz&#8217;anima direbbe c&#8217;è un tot di visitatori della Campania… Io, empaticamente, mi sono soffermata su altro. Chi c&#8217;era dietro l&#8217;indicazione di quella città? Erano Ilaria, <a href="http://www.kawakumi.com/">Davide</a>, Luisa, Elisabetta, Mariella o Francesca? Chi è che da lontano ci guarda? A chi parliamo quando scriviamo su FB, Linkedin, Twitter? A chi arrivano le nostre storie? A chi indirizziamo i nostri pensieri, i nostri stati d&#8217;animo, le nostre osservazioni? Vi ci siete mai soffermati? Ci avete mai pensato?</div>
<div id="_mcePaste">E, come se non bastasse, mentre continuavo queste riflessioni fuori dall&#8217;ufficio ecco che, passeggiando con <a href="http://www.linkedin.com/profile?viewProfile=&amp;key=28829033&amp;authToken=KCYF&amp;authType=NAME_SEARCH&amp;locale=en_US&amp;srchindex=1&amp;srchid=24101cf8-8cd2-4750-bed3-4e03b74284c8&amp;srchtotal=3&amp;pvs=ps&amp;goback=.fps_alfredo+borrelli_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_Y_*1_*1_*1_false_1_R_true_CC,N,I,G,PC,ED,L,FG,TE,FA,SE,P,CS,F,DR_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2">Alfredo</a>, intorno a casa e in una delle più note <a href="http://roma.2night.it/locali/aperitivo/bar/9145/mizzica.html">pasticcerie siciliane</a> della capitale ho incontrato due ex colleghi che non vedevo da un po&#8217;. La prima cosa che mi ha detto lui è stata: <em>Ti seguo eh, so tutto di te. Da Linkedin! </em>E così tante altre volte, come stamattina, l&#8217;ultima, quando ho incontrato Laura &#8211; vista poche volte &#8211; che appena mi vede mi dice: <em>Mi ricordo di te. Ti leggo su Linkedin. </em></div>
<div><em><span style="font-style: normal;">Persone lontane, magari conosciute poco e da poco, sanno di te. </span></em>Potere della rete. Rischi e vantaggi della condivisione sulla rete.<br />
E, mentre mi dico che sarò più cauta prima di dare connessioni, mi accorgo che in realtà questo spazio mi piace, questa modalità diversa di condivisione, questa trama finissima e amplissima capace di tessere discorsi apparentemente interrotti, questa piazza virtuale dove, se vuoi, puoi scendere in strada. Oppure, liberamente, decidere di restare alla finestra.</div>
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