Coca cola happiness
Pubblicato da Vittorio
Permettete? Un pensiero cocanomalo.
Nel periodo in cui dovevo scrivere la tesi sono andato molto alla ricerca di spunti utili per avere l’idea giusta. Chiedevo soprattutto a miei colleghi quale fossero, o fossero stati, i loro lavori. Non voglio esagerare ma almeno una persona su quattro mi diceva che in qualche modo parlava di Coca Cola. Niente da dire. La sua comunicazione è da sempre affascinante, è uno dei brand più longevi della storia, è top of mind nel suo settore merceologico, è un top spender in comunicazione su scala planetaria, è top in tutto in pratica.
Erroneamente però si è portati a pensare che un brand forte sia sempre sorretto da campagne promozionali, diciamo, all’altezza. Non è sempre vero, il video di seguito lo dimostra. Il concept è sempre quello della “felicità alla portata di tutti”. Da qui ad installare un distributore di felicità in un campus universitario americano il passo è breve.
Ora mi chiedo. Quanto sarà costata questa comunicazione? Facciamo 2€ per ogni bottiglia di coca cola, 5€ la pizza al salame, e 0€ il panino farcito formato XXL (perché solo la visione di una tale leccornia non ha prezzo! ). Come sono non si può stimare la considerazione del brand.
L’anno virale che verrà
Pubblicato da Vittorio
Permettete? Un pensiero per niente poetico.
“L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va“, cantava Lucio Dalla.
E non perché si stia senza parlare, anzi. Forse perché si parla troppo, a sproposito.
L’anno che è agli sgoccioli mi ha consegnato in dono una parola nuova, magica direi per certi versi, o potrei dire portafortuna, neanche sbaglierei. Questa parola è viralità.
Il significato del termine è a dir poco intuitivo e propedeutico.
Viralità = Virus.
Virus = Contaggio.
Contaggio = Epidemia.
Il processo è logico e lineare. Ma c’è una cosa che è evidentemente poco evidente. Cosa inneschi il contaggio.
E già, stiamo parlando di un virus. Chi mai vorrebbe entrare a contatto con un virus?
Immaginate di trovarvi un giorno alla porta di casa un tipo bassino, diciamo nano, un po’ ceruleo però paffuto e in buona salute, che vi chiede cordialmente:
- “Salve sig.ra Belpaese, sono il virus dell’herpes (Erpole?!?!?). Che dice, mi fa entrare per qualche giorno?”
E vedo la possibile reazione. La sig.ra Belpaese che corre sul pianerottolo rincorrendo tale molesto Erpole, brandendo il giornale del marito stile clava.
E stiamo parlando del virus dell’herpes!
Dall’AIDS al raffreddore il virus è una rottura di scatole di proporzioni bibliche. Ti tocca e sei fregato.
Rompe la tua routine quotidiana per qualche giorno, e poi passa. Sotto con il prossimo.
Così come i virus che provocano malattie, i virus della comunicazione irrompono nella nostra routine travestiti da idee.
Creano una breccia tanto profonda nella nostra monotona giornata, che prima di accorgercene né stiamo parlando, riflettendo, scrivendo, condividendo.
Noi, portatori sani di un virus sano. Quello della creazione.
Non c’è processo più lineare di quello espresso dalla viralità. Meccanismo perfetto che non ha bisogno di forzature.
Ma allora perché sulla prima pagina di Repubblica di oggi, 29 dicembre, c’è un video virale con tanto di presentazione?
Ever dream this man?
Pubblicato da Vittorio
Ormani ne parlano tutti. Di cosa parlino non si sa però precisamente. Ci si chiede solo questa domanda: Hai mai sognato quest’uomo?
No, sì, forse. Non si sa. Il fatto è che da un paio di giorni, tutti ne parlano, tutti ne scrivono. Il sito è davvero minimal. Costruito tutto sul volto di quest’osceno discendente della scimmia. La storia però è davvero interessante. Nel gennaio 2006, a New York, la paziente di un rinomato psichiatra disegna il volto di un uomo che ripetutamente appare nei suoi sogni. In più di un’occasione, l’uomo le dà un consiglio sulla sua vita privata. Quel ritratto rimane dimenticato sulla scrivania dello psichiatra fino a quando un altro paziente non lo riconosce, affermando di non averlo mai visto nella vita reale…
Ma non voglio svelarvi nient’altro. Tutto quello che c’è da sapere lo trovate qui.

Prima di partire…
Pubblicato da Francesco
Orami per molti oggi è l’utimo giorno prima delle tanto attese vacanze estive. C’è chi punta al nord della Gemania e chi invece non va più in là di Venezia, ma l’importante è partire, vedere e comprendere altre realtà. Io non parto ancora, sono in fase di elaborazione per le mie vacanze estive, ma prima di mettere la zaino in spalla ho provveduto a partecipare alla lotteria planetaria messa su dall’ IHC (Institute for Human Continuity). L’ Istituto per la sopravvivenza del genere umano mette in palio un posto all’interno dell’unico rifugio mondiale, che possa permettere il salvataggio del genere umano. C’è un piccolo problemino. Un solo posto disponibile e 10.303.358 persone che vogliono quel posto. L’unica possibilità di potersi salvare dalla catastrofe del 2012, è registrarsi alla lotteria planetaria, incrociare le dita e attendere meno di dieci giorni i risultati.
La profezia Maya “assicura” che il 21 dicembre 2012 un cataclisma colpirà la terra, portando distruzione e morte. Una sceneggiatura già scritta, che Roland Emmerich ha usato per surfare il ritorno del genere catastrofico nel mondo cinematografico. Il portfolio di Roland è ricco di catastrofi, si va dalla genesi umana alle problematiche ambientali, dalle invasione terrestre all’ alligatore mangia uomini. Oggi ha deciso di concentrarsi sul futuro o meglio sul nonfuturo. 2012 è l’ultimo blockbuster catastrofista, prossimamente nelle sale, che ha avuto il coraggio di servisi della comunicazione non convenzionale per farsi conoscere. L’ottima realizzazione del sito, rende molto credibile l’autenticità dell’associazione anche grazie alla grande quantità di materile informativo sulla potenziale fine del mondo. Animazioni flash e voce narrante alla superquark vi introdurranno alla “fine del mondo”.
Non pensarci due volte, magari i 113.500.000€ del superenalotto non basteranno a salvarti, tanto vale tentare.
Date N’okiata
Pubblicato da Vittorio
Bellissimo spot di Nokia per lanciare il nuovissimo smartphone N97, esaltandone le qualità multimediali della riproduzione video e navigazione in rete. Si commenta da solo.





