Nel 1959 incise Kind of blue, uno dei primi album simbolo della nuova musica e solo il primo di tanti altri suoi album altrettanto innovativi.
In quel disco del ’59 suonava gente di tutto rispetto, gente di cui lui si contornava e che spesso scopriva. John Coltrane, Cannonball Adderley, Jimmy Cobb e addirittura Bill Evans.
Gente che fece la storia del jazz e che ha creato, ha innovato, ha rischiato. A distanza di tanti anni ripenso a lui e solo oggi mi spiego la sua visione.
Molti di quelli che erano con lui sono o sono stati giganti: Gil Evans, Keith Jarrett, Wayne Shorter, Jaco Pastoruis, Kenny Garrett. Tutti giovani, tutti grondanti di talento inespresso finché lui non decideva di schiudergli le ali. Certo nel jazz non si rischia tanto, il jazz ha in se il culto dell’improvvisazione, della prova, ma quando sei già un grande non sempre hai voglia di rischiare e metterti in discussione, innovare, concretizzare le tue visioni.
Mi vengono in mente le cover. Oggi vediamo praticamente tutti che fanno cover, e chi ha cominciato? Chi ha inciso negli anni ottanta “Human Nature” di Micheal Jackson e “Time afte Time” di Cindy Lauper? Prendendosi gli improperi dei critici ? Miles. M I L E S. Oggi noi vediamo, ascoltiamo appieno, comprendiamo quello che lui allora – sognando – realizzava. Sono passati 20 anni e un mese dalla sua morte ma oggi lui vive e chissà per quanto altro tempo vivrà e farà nascere ancora interrogativi. Roba che ancora oggi sembra incredibile.
Da Nino D’Angelo, L’ignorante intelligente, Mondadori 2000, 118 pagine, euro 12,39.
Pagina 97: «Una sera il bassista Enzo Peluso aprì il giornale e mi fece notare le belle parole che Miles Davis aveva espresso in un articolo: “Mi piace Nino D’Angelo, vorrei suonare la sua musica”».
Pagina 98: «Miles Davis si trovava a Palermo per un concerto e il tassista che lo accompagnava stava ascoltando una mia cassetta. Chiese il nome del cantante e si fece accompagnare in un negozio di dischi. Il tassista lo accompagnò in un negozio della Palermo bene dove i miei dischi non avevano spazio e così fu costretto a portarlo nella Vucciria, noto quartiere e mercato popolare della città, ma non riuscì a trovare tutte le cassette originali e si dovette accontentare di comprarne qualcuna falsa dalle bancarelle».
La visione lui ce la aveva tutta. Bon voyage, enorme Miles.

Roma 2011. Ti occupi di Web Marketing e di Business Intelligence. Hai un convegno di una nota casa produttrice di software. Un appuntamento importante, dove stimolare la mente e incontrare gente. Dove provare ad immaginare il futuro, quantomeno del tuo ambito lavorativo, ma non solo.



Qualche settimana fa, poco prima dell’inizio del campionato di Serie A, avevamo pubblicato 


