News

#notterete

Alessia the second

By Alessia the second
Published 7th July, 2011

Bloggers, attivisti della rete, utenti web, cittadini e politici sono stati i protagonisti della notte della rete, l’evento organizzato il 5 luglio per contrastare la nuova delibera dell’AGCOM. L’evento è stato seguito in diretta streaming da 150.000 persone ed ha ottenuto un enorme successo tra gli utenti di Twitter che, tramite l’hashtag #notterete si sono confrontati sui temi dell’iniziativa. E’ iniziato tutto con un bavaglio, un bavaglio bianco indossato da tutti i partecipanti, per indicare il silenzio, quel silenzio che probabilmente caratterizzerà la rete nel futuro.
Questo è infatti il rischio in cui si imbatterà il web. La delibera prevede infatti la possibilità di eliminare tutti i contenuti multimediali che violano le leggi sul copyright. Questi interventi potrebbero comunque limitare e porre fine alla libera circolazione delle idee. Tutti sanno che Internet è nato come uno strumento democratico, forse l’unico strumento democratico, dove il controllo (ad eccezione di alcuni casi) non esiste (almeno in Italia, finora). Il rischio è quello di censurare un contenuto che, pur violando i diritti d’autore, è comunque d’interesse pubblico. Fino a che punto arriveremo alla censura? Migliaia, milioni, saranno le segnalazioni che arriveranno all’AGCOM. Chi le gestirà? Quali criteri saranno adottati? Si arriverà ad un uso/abuso indiscriminato di questo potere coercitivo? 24 ore è il tempo massimo che sarà concesso all’autore per rimuovere il proprio contenuto incriminato, dopodiché l’Autorità procederà ad una cancellazione automatica dello stesso. Di sicuro, se un sito non sarà ospitato da un provider italiano, l’AGCOM non avrà potere giurisdizionale. Per questo ciascun autore di contenuti potenzialmente censurabili, potrà prevedere una migrazione su provider esteri. Effettivamente possiamo definire l’AGCOM come un’Autorità amministrativa indipendente? Secondo la legge Maccanico, i suoi otto commissari sono eletti per metà dalla Camera dei deputati e per metà dal Senato della Repubblica e il Presidente è proposto direttamente dal Presidente del Consiglio. Questa protesta sembra comunque aver avuto poco effetto. Proprio ieri è stata infatti approvata la delibera che tutto sommato ha stralciato la possibilità di inibire i siti esteri. All’AGCOM rimarrà la possibilità di segnalare eventuali violazioni del copyright all’autorità giudiziaria e ai provider. Quale sarà il destino della rete?

Annozero. Il Fenomeno sociale

Vittorio

By Vittorio
Published 15th October, 2010

Permettete? Uno zeropensiero.
Ieri sera, come qualcun altro in Italia, ho visto Annozero. Nella puntata di ieri, la sobrietà delle parti in causa non ha dato luogo a spiacevoli, a volte vergognosi, teatrini di urla e accuse, reciproche, sterili, inconcludenti. Premetto una cosa. Io voto a sinistra, quando ne vale la pena. Altrimenti, voto bianco. Messo in chiaro questo aspetto, sottolineo che questo non è un post volto a lodare Annozero bensì ad analizzare il suo fenomeno sociale online (ci tento almeno), partendo da quello che ha generato la puntata di ieri sera e da questa riflessione.
“Scherzi a parte” ha dato ampio spazio al problema della disoccupazione, con il caso delle donne dell’Omsa di Faenza a tenere banco. Un problema di cui anche noi che abbiamo un lavoro dobbiamo preoccuparci. Da qui, è partita la mia riflessione. Mi sono chiesto quante persone come me in quel momento stessero guardando il programma. Non per il programma in sé, né per le vignette di Vauro (che adoro), né per l’arringa di Santoro in difesa di se stesso (che ho condiviso, ma non condivido ad ogni modo i vaffa di ogni genere, perché inficiano in primo luogo la dignità di se stessi), né per l’editoriale di Travaglio ma per l’attenzione posta su questo enorme problema. E come su questo, per l’approfondimento che dedica a tanti altri problemi gravi che affliggono il nostro paese.
Sono entrato pertanto nei social, per vedere se qualcuno avesse dato il via a dibattiti di qualsiasi genere. E molto tristemente, ho trovato stati del tipo: “Quale calciatore ti somiglia di più?” – “HAPPY MILF. Il nuovo menu di McDonalds”……
Ho trovato la cosa abbastanza deprimente. Ho chiuso e ci ho riprovato con più calma stamattina. Ed ecco un po’ di numeri.
Annozero non ha vinto soltanto la gara di ascolti in tv (6,3 mln di spettatori e il 23%), ma ha avuto un riverbero enorme anche in rete, generando conversazioni sia tra gli utenti di destra che sinistra. Probabilmente, rendendo ancora più forte il senso del messaggio che sta dando. Infatti, con soli 20 contenuti pubblicati su Facebook estratti dalle testate principali che hanno trattato l’argomento (Unità, Corriere della Sera, Repubblica, ilFattoquotidiano, Annozero, Informare per resistere, IlManifesto), la puntata di ieri sera ha generato 4.109 commenti e 8.855 mipiace in 12 ore. In più, sono andato a vedere quali pagine esistessero in rete dedicate ad Annozero e quanti fan totali ci fossero. Anche qui, il numero di fan è di tutto rispetto: 498.957 divisi su 8 contenuti principali. Chi fosse interessato invece a sapere se ci sono state conversazioni su Twitter, consiglio questo link.
Numeri, questi, che mostrano il notevole passaparola generato dai temi trattati. Dati (certamente parziali) che, nel mondo della comunicazione contemporanea, acquisiranno una forza sempre maggiore, fino a diventare più importanti dell’Auditel stesso. Perché una cosa è tenere la tv accesa mentre si stira o si prepara la cena. Un’altra è spostare la propria attenzione dalla tv al pc, per approfondire ed espandere la discussione.

Facebook Place. E Foursquare già puzza

Vittorio

By Vittorio
Published 1st October, 2010

Permettete? Un pensiero geolocalizzato.
La battaglia tra Facebook Place e Foursquare ha aperto un altro fronte: l’Italia.
Dopo gli Stati Uniti, Australia, Giappone, Canada e Regno Unito, anche nel nostro paese sarà possibile “registrare” la posizione in cui ci troviamo grazie all’apposito servizio creato da Facebook. Foursquare e Gowalla tremano? Fanno bene. Per una serie di questioni molto semplice.
Il primo problema è perché un utente dovrebbe postare su tre social diversi quando può farlo dall’unico che usa quotidianamente e costantemente?
Inoltre, il social risponde sempre all’esigenza primaria di mettere in contatto le persone (è un secondo gradino quella di dire loro dove si trovano), creando una rete. Più è ampia la rete, più ha forza la discussione, più ti senti affermato. Quindi, se ho 400 amici su Facebook a cui posso dire che sono in un luogo, perché dovrei farlo su Foursquare dove ne ho solo 20?
Questione funzionale. Avete mai provato ad aggiungere un nuovo luogo su Foursquare? Diciamo che non è il massimo della semplicità. Anzi, sembra una funzione del tutto nascosta fino a quando non si effettua una ricerca esplicita del luogo che vuoi. Mentre su Facebook Place c’è un pulsante diretto già nella prima schermata, con cui in poche mosse è possibile aggiungere il luogo.
Gli stati su Facebook Place hanno pressappoco lo stesso potenziale di quelli standard, con la possibilità di taggare un amico che è con te in un posto facendo comparire il messaggio sulla sua bacheca. Anche se “Registrazione” al posto di “Check-in” non si può sentire.
Resta la questione meramente estetica. Foursquare ha uno stile molto più fresco, sia in termini di colorazione che per la struttura dei layout di gestione. Ma è un giudizio del tutto personale quindi, è un falso problema (:D)
Elemento che invece crea ancora un forte appeal in Foursquare, e che manca assolutamente in Facebook Place, è la possibilità di essere mayor di un luogo, e l’accumulazione dei punti. Sistema che risponde alla volontà delle persone di “apparire sempre in testa” (vero Franco?), talvolta mettendole anche in competizione per la conquista della mayorship.
Per le tesi che ho posto, e nonostante sia enormemente affezionato a Foursquare, non credo molto nella sopravvivenza degli altri social di geolocalizzazione. Anzi, vi ricordate della proposta di Facebook di acquisire Foursquare nel suo gruppo? Beh… credo proprio che il rilancio di 30 milioni di Foursquare gli sia costato molto più dei 120 offerti.

Note positive

Giada

By Giada
Published 14th September, 2010

Al Soratte Outlet Shopping la malinconia tipica dell’autunno dovrà aspettare ancora qualche giorno. Chi si imbattesse nella home page del sito, scoprirebbe infatti una lunga serie di eventi, pronti ad accompagnarci, a ritmo di musica, fino al prossimo 3 ottobre. Un tributo alle regine del jazz e spettacoli itineranti fatti di musica all’inglese e danze brasiliane. L’associazione è semplice. Lo shopping è più divertente a tempo di musica. Per questo, passo dopo passo, ci lasceremo portare verso la nuova stagione con più entusiasmo. Per riprendere le abitudini del post vacanze con tutto un altro ritmo.


Radici

Matteo

By Matteo
Published 13th September, 2010

L’avevamo lasciata su un albero. Bella, bellissima testimonial di Soratte Outlet Shopping. La prima, per la campagna di lancio di due anni fa. Quella a cui più siamo rimasti affezionati; quella che ancora tutti ricordano. Quel giorno, allo scatto fotografico appena fuori Roma, io non c’ero. A raccontarmi tutto nei dettagli, un’entusiasta Daniela, già sicura del successo finale. La stessa Daniela che oggi mi dice che tra pochi mesi (ri)vedremo la nostra Anna Safroncik in televisione. A gennaio, come protagonista nel Commissario Nardone, su Raiuno. A marzo, sulla stessa rete, nel Commissario Manara. Due gialli in piena regola. Anche se in questo caso, a giudicare dai risultati, quelli ad aver avuto più fiuto siamo stati noi.

123