Chi pensa che per entrare nel mondo del lavoro sia sufficiente lottare dovrà ricredersi. Stando ai manifesti che campeggiano sui muri di Roma a firma Giovani disposti a tutto, siamo già in piena guerrilla.
By Matteo
Published 5th November, 2010
Chi pensa che per entrare nel mondo del lavoro sia sufficiente lottare dovrà ricredersi. Stando ai manifesti che campeggiano sui muri di Roma a firma Giovani disposti a tutto, siamo già in piena guerrilla.
By Francesco
Published 21st October, 2010
Un tempo, lontano, ho amato i flash mob poi tutto è finito. Un tempo, non molto lontano, avevo pensato che il flash mob potesse essere “educativo”, poi tutto è finito. Un tempo, più recente, ho ritenuto la partecipazione del flash mob un mezzo adatto al marketing, poi tutto è finito.
La tecnologia mobile e le continue innovazioni tecnologiche, oggi, permettono di generare una comunicazione partecipativa che fino a pochi anni fa era impensabile se non con uno scenico flash mob. Una partecipazione sulla quale Mini ha deciso di puntare, con una caccia al prodotto. Una volta scaricata l’applicazione per il proprio dispositivo mobile, tramite la geolocalizzazione, parte la caccia al tesoro. Il prodotto va ricercato e conquistato. Una volta diventato mayor del prodotto, avviene un mashup tra prodotto e consumatore, che diventa l’elemento da conquistare. Una sfida nella sfida. Il premio finale, poco Mini.
By Vittorio
Published 13th October, 2010
Permettete? Un pensiero culinario.
Come ben sapete se seguite questo blog, l’arte del non-convenzionale può esprimersi in diverse forme e diversi campi. Anche in cucina, ad esempio.
Arriva infatti a Milano, le Grand Fooding di Alexandre Cammas. Nella notte del 15 Ottobre, dalle 19, in via Tortona 31, in uno spazio abitualmente usato per attività industriali e che terminato l’evento tornerà alla destinazione originaria. Attorno a un capannone centrale il percorso gustativo-visivo si snoda tra spazi coperti e aperti, tra cucina, musica e incontri, come leggiamo su Milano.Corriere.
Per un foodblogger appassionato come me, Alexandre Cammas è un autentico guru. Il padre inconsapevole del Fooding Concept (abbinamento delle parole food e feeling), che scosse le basi della tradizionalista cousine française proponendo una cucina nuova dove il divertimento è parte fondamentale dell’esperienza allo stesso modo del cibo. Movimento tutto raccontato su un sito lefooding e una guida glamour (Fooding, 864 ristoranti di stile) con una specifica: «La guida che paga i suoi conti e lo prova».
Da novello, ma per sempre fedele, sostenitore de IlMangiarozzo, condivido in toto l’idea di Alexandre secondo cui “non esistono chef superiori, ma solo chef che fanno bene il loro mestiere. Un grande ristorante è quello dove spendi 25€ e gusti una zuppa straordinaria”.
Inoltre, trovo fantastica l’idea di pubblicare lo scontrino del ristorante di cui fare la recensione.
Geniale pure l’idea – del tutto unconventional – con la quale catalogare i ristoranti, con classi come:«quando la noia va via»; «quando vuoi fare lo splendido»; «quando si vuole vedere o essere visti». Insomma, per tutti i gusti e le tasche.
Ci tengo a sottolineare l’iniziativa di fundraising parallela all’evento, che prevede il 40% del costo del biglietto di 25€ sarà devoluto al Caf (Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in cristi).
Che dire? Buon appetito e buone idee a tutti.
By Francesco
Published 10th September, 2010
Il flash mob possiede una forte valenza comunicativa. Le esperienze proposte negli ultimi anni hanno stupito e comunicato allo stesso tempo. Si è passati da “colossal” ad alto budget a quelli tecnologici, dai cinematografici a quelli da guinness. Il rapporto qualità/comunicazione è cresciuto esponenzialmente finché il mezzo non è diventato accessibile ai molti. La parabola discendente, ha visto la produzione di molti più contenuti di quelli di qualità. Il flash mob è stato sempre di tutti, ma non per tutti. Un evento apparentemente non strutturato, ma che ha sempre richiesto una “sceneggiatura” che permettesse il corretto funzionamento. La bolla flash mob è implosa. Un botto che ha portato però ad un upgrade concettuale, stravolgendo le fondamenta strutturali del mezzo. L’ultima campagna commerciale della SNFC, compagnia dei trasporti francesi, è sicuramente un ottimo esempio di quest’implosione. Stupire non più con folle (mob) oceaniche da gestire in pochissimo tempo (flash), ma con un evento personalizzato costruito esclusivamente per ogni singolo consumatore.
Una comunicazione individuale. Una comunicazione valorizzante. Una comunicazione più di quanto voi possiate immaginare.
By Francesco
Published 21st June, 2010
La concezione dell’advertising è mutata notevolmente negli ultimi anni. Un cambiamento derivato, essenzialmente, dall’avvento di nuove forme di interazione tra il produttore e il consumatore. Non più semplice broadcasting, ma vero è proprio dialogo. Queste interazioni stanno portando alla nascita di una inedita modalità di veicolare il proprio brand. Educational marketing. Educare, ricostruendo realtà legate all’uso o meno del prodotto che si intende pubblicizzare. Mostrare al consumatore, come potrebbe presentarsi o meno il futuro.
Lo sviluppo delle tecnologie rende possibile questa ricostruzione del futuro, facendo immergere il consumatore in situazioni molto realistiche. I dispositivi mobile, con le loro applicazioni, hanno aperto al marketing nuove prospettive di dialogo. Una realtà ormai consolidata all’interno del mercato mobile, come l’ App Store, permette ai brand di veicolari i propri valori o quelli legati al prodotto in modalità finora impossibili. Due recenti realizzazioni, mostrano come nel coinvolgere l’utilizzatore dell’app sia possibile comunicare educando.
“Hello Baby” della Pampers, per iPad, è una perfetta ricostruzione di una gravidanza. L’app permette di monitorare lo stato del feto durante tutto il periodo di gestazioni, fornendo immagini e video in stile ecografia. Il tutto connesso con i numerosi social network, per permettere la condivisione della salute dell’ipotetico feto. Un’app rivolta al consumatore in dolce attesa o alle future famiglie, che possono analizzare una situazione pre-utilizzo del prodotto.
Diversamente, Durex introduce il consumatore in una realtà che l’utilizzo del prodotto potrebbe evitare. Un’app che, richiamando la vecchia struttura del tamagotchi, permette di accudire un infante 24 ore al giorno. Ricreando le più disparate situazioni in cui i genitori si possano ritrovare, Durex invita con ironia ad usare precauzione per il proprio futuro. Due app per un’adv da esplorare.
Pampers
Durex
Durex Baby from Peter Ammentorp on Vimeo.