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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; Marketing non convenzionale</title>
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		<title>Educare in un&#8217;app</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 14:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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La concezione dell&#8217;advertising è mutata notevolmente negli ultimi anni. Un cambiamento derivato, essenzialmente, dall&#8217;avvento di nuove forme di interazione tra il produttore e il consumatore. Non più semplice broadcasting, ma vero è proprio dialogo. Queste interazioni stanno portando alla nascita di una inedita modalità di veicolare il proprio brand. Educational marketing. Educare, ricostruendo realtà legate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Educare in unapp Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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			</a>
		</div>
<p>La concezione dell&#8217;advertising è mutata notevolmente negli ultimi anni. Un cambiamento derivato, essenzialmente, dall&#8217;avvento di nuove forme di interazione tra il produttore e il consumatore. Non più semplice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Broadcasting" target="_blank">broadcasting</a>, ma vero è proprio dialogo. Queste interazioni stanno portando alla nascita di una inedita modalità di veicolare il proprio brand. <a href="http://educationalmarketingtips.com/" target="_blank">Educational marketing</a>. Educare, ricostruendo realtà legate all&#8217;uso o meno del prodotto che si intende pubblicizzare. Mostrare al consumatore, come potrebbe presentarsi o meno il futuro.<br />
Lo sviluppo delle tecnologie rende possibile questa ricostruzione del futuro, facendo immergere il consumatore in situazioni molto realistiche. I dispositivi mobile, con le loro applicazioni, hanno aperto al marketing nuove prospettive di dialogo. Una realtà ormai consolidata all&#8217;interno del mercato mobile, come l&#8217; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/App_Store" target="_blank">App Store</a>, permette ai brand di veicolari i propri valori o quelli legati al prodotto in modalità finora impossibili. Due recenti realizzazioni, mostrano come nel coinvolgere l&#8217;utilizzatore dell&#8217;app sia possibile comunicare educando.<br />
&#8220;Hello Baby&#8221; della Pampers, per iPad, è una perfetta ricostruzione di una gravidanza. L&#8217;app permette di monitorare lo stato del feto durante tutto il periodo di gestazioni, fornendo immagini e video in stile ecografia. Il tutto connesso con i numerosi social network, per permettere la condivisione della salute dell&#8217;ipotetico feto. Un&#8217;app rivolta al consumatore in dolce attesa o alle future famiglie, che possono analizzare una situazione pre-utilizzo del prodotto.<br />
Diversamente, Durex introduce il consumatore in una realtà che l&#8217;utilizzo del prodotto potrebbe evitare. Un&#8217;app che, richiamando la vecchia struttura del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tamagotchi" target="_blank">tamagotchi</a>, permette di accudire un infante 24 ore al giorno. Ricreando le più disparate situazioni in cui i genitori si possano ritrovare, Durex invita con ironia ad usare precauzione per il proprio futuro. Due app per un&#8217;adv da esplorare.</p>
<p><strong>Pampers</strong></p>
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<p><strong>Durex</strong></p>
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<p><a href="http://vimeo.com/11679798">Durex Baby</a> from <a href="http://vimeo.com/vplusa">Peter Ammentorp</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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La concezione dell&#8217;advertising è mutata notevolmente negli ultimi anni. Un cambiamento derivato, essenzialmente, dall&#8217;avvento di nuove forme di interazione tra il produttore e il consumatore. Non più semplice broadcasting, ma vero è proprio dialogo. Queste interazioni stanno portando alla nascita di una inedita modalità di veicolare il proprio brand. Educational marketing. Educare, ricostruendo realtà legate all&#8217;uso o meno del prodotto che si intende pubblicizzare. Mostrare al consumatore, come potrebbe presentarsi o meno il futuro.
Lo sviluppo delle tecnologie rende possibile questa ricostruzione del futuro, facendo immergere il consumatore in situazioni molto realistiche. I dispositivi mobile, con le loro applicazioni, hanno aperto al marketing nuove prospettive di dialogo. Una realtà ormai consolidata all&#8217;interno del mercato mobile, come l&#8217; App Store, permette ai brand di veicolari i propri valori o quelli legati al prodotto in modalità finora impossibili. Due recenti realizzazioni, mostrano come nel coinvolgere l&#8217;utilizzatore dell&#8217;app sia possibile comunicare educando.
&#8220;Hello Baby&#8221; della Pampers, per iPad, è una perfetta ricostruzione di una gravidanza. L&#8217;app permette di monitorare lo stato del feto durante tutto il periodo di gestazioni, fornendo immagini e video in stile ecografia. Il tutto connesso con i numerosi social network, per permettere la condivisione della salute dell&#8217;ipotetico feto. Un&#8217;app rivolta al consumatore in dolce attesa o alle future famiglie, che possono analizzare una situazione pre-utilizzo del prodotto.
Diversamente, Durex introduce il consumatore in una realtà che l&#8217;utilizzo del prodotto potrebbe evitare. Un&#8217;app che, richiamando la vecchia struttura del tamagotchi, permette di accudire un infante 24 ore al giorno. Ricreando le più disparate situazioni in cui i genitori si possano ritrovare, Durex invita con ironia ad usare precauzione per il proprio futuro. Due app per un&#8217;adv da esplorare.
Pampers

Durex

Durex Baby from Peter Ammentorp on Vimeo.
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		<title>Purple rain</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 11:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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Permettete? Un pensiero di colore viola.
Passando la maggior parte delle ore del giorno davanti ad un Mac, la sera torno a casa senza sentire la minima necessità di accendere né tv, né altro tipo di monitor.
Allora le alternative nel mio consumo mediale restano i libri, e qualche visionario fumetto. Ben conscio del fatto che presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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			</a>
		</div>
<p>Permettete? Un pensiero di colore <strong><span style="color: #993366;">viola</span></strong>.<br />
Passando la maggior parte delle ore del giorno davanti ad un Mac, la sera torno a casa senza sentire la minima necessità di accendere né tv, né altro tipo di monitor.<br />
Allora le alternative nel mio consumo mediale restano i libri, e qualche visionario fumetto. Ben conscio del fatto che presto faranno la fine delle video/audiocassette, mi consolo pensando che ne ho ancora tanti da leggere, e spesso da rileggere.<br />
In realtà non mi capita spesso di rileggere un libro. La prima volta è stato con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siddharta_%28libro%29" target="_blank">Siddartha</a>. Ora è ricapitato con <a href="http://www.ibs.it/code/9788820036218/godin-seth/mucca-viola-farsi.html">Purple Cow (La Mucca Viola)</a>, forse il libro più celebre di <a href="http://www.sethgodin.com/sg/">Seth Godin</a>.<br />
Letto agli albori dei miei studi universitari, quando avevo appena iniziato ad annusare le prime nozioni di marketing, e riletto ora che il marketing fa parte della mia routine come la colazione e l&#8217;aperitivo del Venerdì sera. Se non lo avessi scoperto probabilmente non mi sarei mai avvicinato a questa professione. <a href="http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d83451b31569e200d8342ec97453ef" target="_blank">Thanks Seth</a>.<br />
Rileggendolo ora che guardo questo mondo dall&#8217;interno, posso confrontare ai casi studio citati dal guru americano quelli vissuti in prima persona. Il sapore della rilettura diventa quello di una lettura brand new. In particolare mi sono soffermato a ripensare alle pagine sul &#8220;complesso industriale-televisivo&#8221;, il cui funzionamento è sinteticamente ed esaurientemente spiegato da Godin nel libro per introdurre un cambio epocale nel mondo del marketing moderno (post-moderno, direbbero gli esperti):</p>
<p>&#8220;In passato vigeva questa regola:<br />
<em>crea prodotti comuni e affidabili<br />
e promuovili con un marketing di qualità.</em></p>
<p><em>La regola che vige oggi è invece:<br />
crea prodotti straordinari (le mucche viola, ndr)<br />
capaci di attrarre le persone giuste. </em>&#8221; <a href="http://www.sethgodin.com/purple/" target="_blank">(Seth Godin, Sperling &amp; Kupfer Editori, La mucca viola, p.14, 2002)</a></p>
<p>Interpreto.<br />
Non è importante la dimensione del target a cui ti riferisci (spot televisivo = la massa), ma quale influenza hanno i gruppi con cui dialoghi sulle persone con cui questi giungono a contatto.<br />
Morale della favola, contatta gli early adopters perché questo piccolo gruppo è in grado di determinare l&#8217;accesso del prodotto ad gruppo più grande, ad un mercato più grande, più esteso.<br />
Ma se bastasse solo questo saremmo a cavallo. Purtroppo non basta. Serve che il prodotto sia viola. Sia straordinario. Altrimenti perché dovrebbe interessare ad un adattatore precoce? Non fa una piega. Anzi no.<br />
Alzi la mano chi non si è mai trovato a dover promuovere un prodotto di cui non condivideva i benefit. Ammetto, l&#8217;ho alzata.<br />
Ma è più che normale. Il mercato sarà sempre popolato da prodotti mediocri. Non sarà mai ammesso il comandamento del &#8220;non creare un prodotto a meno che non sia straordinario, altrimenti è peccato&#8221;. I motivi sono molteplici. Uno di questi riguarda il fatto che le persone hanno idee. Ma non è detto che queste idee saranno sempre vincenti. Saranno portate avanti con passione e audacia, cogliendone lo scintillio da ogni angolazione, eppure capita che la realtà uccida il genio.<br />
E poi se tutti producessero prodotti straordinari, non ci sarebbe niente di straordinario di cui parlare. Allora come faccio ad attrarre un untore con un prodotto non-viola?<br />
La soluzione in questo momento ancora non ce l&#8217;ho, ma confido magari di trovarla nel prossimo guru&#8217;s book. Per il momento credo che fin quando resisterà la dicotomia Prodotto Straordinario vs Tutto il resto (<a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2007/03/purple_cow_redu.html" target="_blank">Muccha Viola/Mucche Marroni, secondo Godin</a>), sopravviveranno almeno sempre due modi di fare marketing. Il marketing per tutti i prodotti (televisivo, stampa, ATL) e il marketing per i prodotti viola (non-convenzionale). Ma questo non è un libro per marketer&#8230;<br />
Riporto infine il contenuto di una tabella molto interessante presente sul libro, in cui Godin distingue i prodotti che hanno avuto successo grazie al complesso industriale-televisivo, e quelli che hanno avuto successo perché sono delle Mucche Viola:<br />
- Prodotti complesso industriale-televisivo:<br />
Barbie, Prell, Honeywell, United Airlines, McDonald&#8217;s, Marlboro, Cap&#8217;N Crunch, Battling Tops, Excedrin, old Maggiolino Volkswagen.<br />
- Prodotti Mucca Viola:<br />
Starbucks, Magic Cards, Dr. Bronner&#8217;s, Linux, Jetblue, Outback Steakhouse, Motel 6, Mp3, Dr. Bukk, Prozac, Il nuovo Maggiolino Volkswagen.</p>
<p>Quale altro prodotto/brand inserireste nell&#8217;ultima serie? Io ci vedrei bene  l&#8217;Ipod (non l&#8217;Iphone perché il suo successo dipende molto dal successo dell&#8217;Ipod di cui non ricordo di aver mai visto una spot tv), Facebook, Moleskine, Youtube&#8230;</p>
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Permettete? Un pensiero di colore viola.
Passando la maggior parte delle ore del giorno davanti ad un Mac, la sera torno a casa senza sentire la minima necessità di accendere né tv, né altro tipo di monitor.
Allora le alternative nel mio consumo mediale restano i libri, e qualche visionario fumetto. Ben conscio del fatto che presto faranno la fine delle video/audiocassette, mi consolo pensando che ne ho ancora tanti da leggere, e spesso da rileggere.
In realtà non mi capita spesso di rileggere un libro. La prima volta è stato con Siddartha. Ora è ricapitato con Purple Cow (La Mucca Viola), forse il libro più celebre di Seth Godin.
Letto agli albori dei miei studi universitari, quando avevo appena iniziato ad annusare le prime nozioni di marketing, e riletto ora che il marketing fa parte della mia routine come la colazione e l&#8217;aperitivo del Venerdì sera. Se non lo avessi scoperto probabilmente non mi sarei mai avvicinato a questa professione. Thanks Seth.
Rileggendolo ora che guardo questo mondo dall&#8217;interno, posso confrontare ai casi studio citati dal guru americano quelli vissuti in prima persona. Il sapore della rilettura diventa quello di una lettura brand new. In particolare mi sono soffermato a ripensare alle pagine sul &#8220;complesso industriale-televisivo&#8221;, il cui funzionamento è sinteticamente ed esaurientemente spiegato da Godin nel libro per introdurre un cambio epocale nel mondo del marketing moderno (post-moderno, direbbero gli esperti):
&#8220;In passato vigeva questa regola:
crea prodotti comuni e affidabili
e promuovili con un marketing di qualità.
La regola che vige oggi è invece:
crea prodotti straordinari (le mucche viola, ndr)
capaci di attrarre le persone giuste. &#8221; (Seth Godin, Sperling &amp; Kupfer Editori, La mucca viola, p.14, 2002)
Interpreto.
Non è importante la dimensione del target a cui ti riferisci (spot televisivo = la massa), ma quale influenza hanno i gruppi con cui dialoghi sulle persone con cui questi giungono a contatto.
Morale della favola, contatta gli early adopters perché questo piccolo gruppo è in grado di determinare l&#8217;accesso del prodotto ad gruppo più grande, ad un mercato più grande, più esteso.
Ma se bastasse solo questo saremmo a cavallo. Purtroppo non basta. Serve che il prodotto sia viola. Sia straordinario. Altrimenti perché dovrebbe interessare ad un adattatore precoce? Non fa una piega. Anzi no.
Alzi la mano chi non si è mai trovato a dover promuovere un prodotto di cui non condivideva i benefit. Ammetto, l&#8217;ho alzata.
Ma è più che normale. Il mercato sarà sempre popolato da prodotti mediocri. Non sarà mai ammesso il comandamento del &#8220;non creare un prodotto a meno che non sia straordinario, altrimenti è peccato&#8221;. I motivi sono molteplici. Uno di questi riguarda il fatto che le persone hanno idee. Ma non è detto che queste idee saranno sempre vincenti. Saranno portate avanti con passione e audacia, cogliendone lo scintillio da ogni angolazione, eppure capita che la realtà uccida il genio.
E poi se tutti producessero prodotti straordinari, non ci sarebbe niente di straordinario di cui parlare. Allora come faccio ad attrarre un untore con un prodotto non-viola?
La soluzione in questo momento ancora non ce l&#8217;ho, ma confido magari di trovarla nel prossimo guru&#8217;s book. Per il momento credo che fin quando resisterà la dicotomia Prodotto Straordinario vs Tutto il resto (Muccha Viola/Mucche Marroni, secondo Godin), sopravviveranno almeno sempre due modi di fare marketing. Il marketing per tutti i prodotti (televisivo, stampa, ATL) e il marketing per i prodotti viola (non-convenzionale). Ma questo non è un libro per marketer&#8230;
Riporto infine il contenuto di una tabella molto interessante presente sul libro, in cui Godin distingue i prodotti che hanno avuto successo grazie al complesso industriale-televisivo, e quelli che hanno avuto successo perché sono delle Mucche Viola:
- Prodotti complesso industriale-televisivo:
Barbie, Prell, Honeywell, United Airlines, McDonald&#8217;s, Marlboro, Cap&#8217;N Crunch, Battling Tops, Excedrin, old Maggiolino Volkswagen.
- Prodotti Mucca Viola:
Starbucks, Magic Cards, Dr. Bronner&#8217;s, Linux, Jetblue, Outback Steakhouse, Motel 6, Mp3, Dr. Bukk, Prozac, Il nuovo Maggiolino Volkswagen.
Quale altro prodotto/brand inserireste nell&#8217;ultima serie? Io ci vedrei bene  l&#8217;Ipod (non l&#8217;Iphone perché il suo successo dipende molto dal successo dell&#8217;Ipod di cui non ricordo di aver mai visto una spot tv), Facebook, Moleskine, Youtube&#8230;
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		<title>Fotoprix e il mondo imperfetto</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Permettete? Un pensiero imperfetto.
Non posso trattenermi dallo scrivere un post su questo straordinario video trovato su iLoveGreen. Perfetto per concept, realizzazione, claim. C&#8217;è poco da dire, è geniale.
ILoveGreen è il modo di vedere il mondo della grafica filtrato dagli occhi di Paolo Palladino art director di Dixi Studio, emergente studio di progettazione grafica di Salerno.

Fotoprix [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/fotoprix-e-il-mondo-imperfetto/&title=Fotoprix+e+il+mondo+imperfetto&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Fotoprix e il mondo imperfetto Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fblog.estrogeni.net%2Fmarketing-non-convenzionale%2Ffotoprix-e-il-mondo-imperfetto%2F"><br />
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			</a>
		</div>
<p>Permettete? Un pensiero imperfetto.<br />
Non posso trattenermi dallo scrivere un post su questo straordinario video trovato su iLoveGreen. Perfetto per concept, realizzazione, claim. C&#8217;è poco da dire, è geniale.<br />
<a href="http://ilovegreenblog.blogspot.com/">ILoveGreen</a> è il modo di vedere il mondo della grafica filtrato dagli occhi di Paolo Palladino art director di <a title="http://www.dixistudio.it/index.htm" href="http://www.dixistudio.it/index.htm" target="_blank">Dixi Studio</a>, emergente studio di progettazione grafica di Salerno.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9133600&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9133600&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/9133600">Fotoprix &#8216;fotos&#8217;</a> from <a href="http://vimeo.com/user3032276">Vestida para rodar</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<form id="vozme_form_96fcc0384a93d995b58d5fdef03379d3" method="post" name="vozme_form_96fcc0384a93d995b58d5fdef03379d3" target="96fcc0384a93d995b58d5fdef03379d3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Fotoprix e il mondo imperfetto. 
			
				
			
		
Permettete? Un pensiero imperfetto.
Non posso trattenermi dallo scrivere un post su questo straordinario video trovato su iLoveGreen. Perfetto per concept, realizzazione, claim. C&#8217;è poco da dire, è geniale.
ILoveGreen è il modo di vedere il mondo della grafica filtrato dagli occhi di Paolo Palladino art director di Dixi Studio, emergente studio di progettazione grafica di Salerno.

Fotoprix &#8216;fotos&#8217; from Vestida para rodar on Vimeo.
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '96fcc0384a93d995b58d5fdef03379d3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '96fcc0384a93d995b58d5fdef03379d3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_96fcc0384a93d995b58d5fdef03379d3').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Quando i social network si fanno sociali</title>
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		<comments>http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/quando-i-social-network-si-fanno-sociali/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[advergame]]></category>
		<category><![CDATA[alessia feola]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
I social network possono essere un ottimo strumento per pubblicizzare un prodotto e perché no, anche per attivare una campagna di fundraising.
Lo sa bene la Onlus Save The Children che, per promuovere la sua raccolta fondi contro la mortalità infantile in Africa, non ha semplicemente utilizzato Facebook come presentazione vetrina del progetto, ma il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/quando-i-social-network-si-fanno-sociali/&title=Quando+i+social+network+si+fanno+sociali&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Quando i social network si fanno sociali Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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			</a>
		</div>
<p>I social network possono essere un ottimo strumento per pubblicizzare un prodotto e perché no, anche per attivare una campagna di fundraising.<br />
Lo sa bene la Onlus Save The Children che, per promuovere la sua raccolta fondi contro la mortalità infantile in Africa, non ha semplicemente utilizzato Facebook come presentazione vetrina del progetto, ma il suo punto di forza è stata la creazione di una “simpatica” applicazione.<br />
In<a href="http://apps.facebook.com/everyonegame/"> Every One Game</a> ciascun personaggio si può calare nei panni di un operatore sociale che, superando diversi ostacoli, dovrà raggiungere gli abitanti di un villaggio africano per portare medicinali.<br />
Alla fine di ogni livello, il giocatore è invitato a sostenere la Campagna inviando un SMS; l’applicazione dà inoltre la possibilità di invitare i propri amici a giocare.<br />
Sicuramente è una comunicazione che raggiungerà i giovani e i più piccoli: il nostro futuro.<br />
Se da una parte sono molte le Onlus che continuano ad affidare le proprie Campagne sociali al semplice passaparola off line, perché ancora lontane dall’idea di utilizzare il web, dall’altra sta emergendo il bisogno o meglio la necessità di acquisire spazi sulla rete.<br />
L&#8217; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Advergame">advergame</a> online  si profila sempre di più come uno strumento originale per attrarre un pubblico assuefatto (forse) dal tradizionale web advertising.</p>
<form id="vozme_form_70f8234326f8756d7388c0e8d52e6945" method="post" name="vozme_form_70f8234326f8756d7388c0e8d52e6945" target="70f8234326f8756d7388c0e8d52e6945" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Quando i social network si fanno sociali. 
			
				
			
		
I social network possono essere un ottimo strumento per pubblicizzare un prodotto e perché no, anche per attivare una campagna di fundraising.
Lo sa bene la Onlus Save The Children che, per promuovere la sua raccolta fondi contro la mortalità infantile in Africa, non ha semplicemente utilizzato Facebook come presentazione vetrina del progetto, ma il suo punto di forza è stata la creazione di una “simpatica” applicazione.
In Every One Game ciascun personaggio si può calare nei panni di un operatore sociale che, superando diversi ostacoli, dovrà raggiungere gli abitanti di un villaggio africano per portare medicinali.
Alla fine di ogni livello, il giocatore è invitato a sostenere la Campagna inviando un SMS; l’applicazione dà inoltre la possibilità di invitare i propri amici a giocare.
Sicuramente è una comunicazione che raggiungerà i giovani e i più piccoli: il nostro futuro.
Se da una parte sono molte le Onlus che continuano ad affidare le proprie Campagne sociali al semplice passaparola off line, perché ancora lontane dall’idea di utilizzare il web, dall’altra sta emergendo il bisogno o meglio la necessità di acquisire spazi sulla rete.
L&#8217; advergame online  si profila sempre di più come uno strumento originale per attrarre un pubblico assuefatto (forse) dal tradizionale web advertising.
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '70f8234326f8756d7388c0e8d52e6945', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '70f8234326f8756d7388c0e8d52e6945', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_70f8234326f8756d7388c0e8d52e6945').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Disease marketing</title>
		<link>http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/disease-marketing/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
 
Questo è marketing. Un marketing non ipodermico ma contestuale, non invadente ma invasivo, non avvolgente ma coinvolgente. Un marketing esperienziale. Un marketing che ha la capacità di immergere il fruitore, ignaro, all&#8217;interno della stessa situazione di vita di chi vive il disagio. Un modo creativo di trasmettere e far comprendere un disagio, che può sembrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/disease-marketing/&title=Disease+marketing&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Disease marketing Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">Questo è marketing. Un marketing non ipodermico ma contestuale, non invadente ma invasivo, non avvolgente ma coinvolgente. Un marketing esperienziale. Un marketing che ha la capacità di immergere il fruitore, ignaro, all&#8217;interno della stessa situazione di vita di chi vive il disagio. Un modo creativo di trasmettere e far comprendere un disagio, che può sembrare così lontano ed evitabile. Un disagio che noti solo quando ci sei dentro ed è solo in quel momento che sei pronto a combatterlo.<br />
La campagna <a href="http://www.regalamemoria.com/flash.php">Regalamemoria</a> condotta per l&#8217;associazione spagnola <a href="http://afal.es/AFAL/index.php">afal</a> è riuscita nell&#8217;intento.<br />
L&#8217;Alzheimer è un processo degenerativo, che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo gradualmente l&#8217;individuo, che ne è affetto, incapace di una vita normale. Si dimentica il passato, non si comprende il presente né si percepisce il futuro. Uno stato confusionale che spiazza, che genera vuoto, che ingoia chi ne soffre. Proprio questa confusione, questo vuoto, quest&#8217;isolamento vengono infusi dall&#8217;attività di marketing e rendono il fruitore non partecipe ma ammalato.<br />
This is marketing. O meglio, Disease marketing.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XwlcweCdSnI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XwlcweCdSnI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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Questo è marketing. Un marketing non ipodermico ma contestuale, non invadente ma invasivo, non avvolgente ma coinvolgente. Un marketing esperienziale. Un marketing che ha la capacità di immergere il fruitore, ignaro, all&#8217;interno della stessa situazione di vita di chi vive il disagio. Un modo creativo di trasmettere e far comprendere un disagio, che può sembrare così lontano ed evitabile. Un disagio che noti solo quando ci sei dentro ed è solo in quel momento che sei pronto a combatterlo.
La campagna Regalamemoria condotta per l&#8217;associazione spagnola afal è riuscita nell&#8217;intento.
L&#8217;Alzheimer è un processo degenerativo, che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo gradualmente l&#8217;individuo, che ne è affetto, incapace di una vita normale. Si dimentica il passato, non si comprende il presente né si percepisce il futuro. Uno stato confusionale che spiazza, che genera vuoto, che ingoia chi ne soffre. Proprio questa confusione, questo vuoto, quest&#8217;isolamento vengono infusi dall&#8217;attività di marketing e rendono il fruitore non partecipe ma ammalato.
This is marketing. O meglio, Disease marketing.

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'd35dd126febcb230a45dff69b97ebe70', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'd35dd126febcb230a45dff69b97ebe70', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_d35dd126febcb230a45dff69b97ebe70').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Io e Yigal: soldati alle prime armi</title>
		<link>http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/yigal-maoz-un-soldato-alle-prime-armi-moralmente-pacifista/</link>
		<comments>http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/yigal-maoz-un-soldato-alle-prime-armi-moralmente-pacifista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 11:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing non convenzionale]]></category>
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		<category><![CDATA[estrogeni e lebanon]]></category>
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		<category><![CDATA[lebanon il film]]></category>

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Dal 23 ottobre nelle sale cinematografiche è presente Lebanon, il film che ha shoccato con la frase: “L’uomo è d’acciaio il carro armato è solo ferraglia”. Per pubblicizzare Lebanon è stata ideata una strategia di buzz marketing.  Così eccoci all’opera: un profilo Twitter, un’attività di buzz nei forum e per finire la creazione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/yigal-maoz-un-soldato-alle-prime-armi-moralmente-pacifista/&title=Io+e+Yigal:+soldati+alle+prime+armi&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Io e Yigal: soldati alle prime armi Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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<p>Dal 23 ottobre nelle sale cinematografiche è presente <a href="http://video.libero.it/app/play?id=d5097e5f11b30439955f00e894c8ff8c">Lebanon</a>, il film che ha shoccato con la frase: “L’uomo è d’acciaio il carro armato è solo ferraglia”. Per pubblicizzare Lebanon è stata ideata una strategia di buzz marketing.  Così eccoci all’opera: un <a href="http://twitter.com/Lebanon_ilfilm">profilo Twitter</a>, un’attività di buzz nei forum e per finire la creazione di un <a href="http://it-it.facebook.com/people/Yigal-Maoz/100000378942629 ">profilo Facebook</a>. Un film poco noto ma nello stesso tempo bisognoso di essere pubblicizzato: è stato un “onore” compiere questa “missione”. Bisognava far conoscere un film sulla guerra per la pace; per questo su Facebook non troverete il profilo del film, bensì di un soldato: Jigal Maoz, il soldato di Lebanon che guida per la prima volta un carro armato. Yigal si presenta così: “Mi chiamo Yigal, sono un soldato “alle prime armi” moralmente pacifista”.  In meno di una settimana il soldato ha avuto la richiesta di 261 amicizie (dato aggiornato al 26 ottobre ore 11:50). Molte le e-mail arrivate a Yigal, diventato l’icona dei soldati pacifisti; la più commovente è stata questa:<em> “ E&#8217; davvero curioso che tu appaia in questo momento&#8230; Sto leggendo proprio adesso il diario di un caro amico militare, impegnato in questi giorni in Afghanistan, che come il tuo personaggio detesta la guerra, e mi scrive di pace e di speranza ogni giorno. E proprio ieri sera ho visto il trailer del film, e ciò che mi ha più colpito in quei pochi minuti sono stati gli occhi, che basterebbero da soli a trasmettere qualunque pensiero. Spero di poterlo vedere presto! “.</em> La creazione di questo profilo non è stata solamente un’attività di promozione ma anche una comunicazione sociale; Yigal è infatti l’amico degli amici di “Amnesty International”, di “Stop the war”, di &#8220;Apurimac&#8221; e di “Peace reporter&#8221;, inoltre è fun di “Emergency”, “Medici senza frontiere”, “Un Ponte Per”, “A casa i soldati italiani inviati all’estero in missione di pace”, “Rock no war” e altri. Molti gli amici che hanno commentato i post di pace scritti dal soldato, alcuni sul proprio profilo hanno linkato il trailer del film, altri hanno taggato Yigal su immagini di bandiere per la pace.<br />
Una grande soddisfazione! Buona visione!</p>
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Dal 23 ottobre nelle sale cinematografiche è presente Lebanon, il film che ha shoccato con la frase: “L’uomo è d’acciaio il carro armato è solo ferraglia”. Per pubblicizzare Lebanon è stata ideata una strategia di buzz marketing.  Così eccoci all’opera: un profilo Twitter, un’attività di buzz nei forum e per finire la creazione di un profilo Facebook. Un film poco noto ma nello stesso tempo bisognoso di essere pubblicizzato: è stato un “onore” compiere questa “missione”. Bisognava far conoscere un film sulla guerra per la pace; per questo su Facebook non troverete il profilo del film, bensì di un soldato: Jigal Maoz, il soldato di Lebanon che guida per la prima volta un carro armato. Yigal si presenta così: “Mi chiamo Yigal, sono un soldato “alle prime armi” moralmente pacifista”.  In meno di una settimana il soldato ha avuto la richiesta di 261 amicizie (dato aggiornato al 26 ottobre ore 11:50). Molte le e-mail arrivate a Yigal, diventato l’icona dei soldati pacifisti; la più commovente è stata questa: “ E&#8217; davvero curioso che tu appaia in questo momento&#8230; Sto leggendo proprio adesso il diario di un caro amico militare, impegnato in questi giorni in Afghanistan, che come il tuo personaggio detesta la guerra, e mi scrive di pace e di speranza ogni giorno. E proprio ieri sera ho visto il trailer del film, e ciò che mi ha più colpito in quei pochi minuti sono stati gli occhi, che basterebbero da soli a trasmettere qualunque pensiero. Spero di poterlo vedere presto! “. La creazione di questo profilo non è stata solamente un’attività di promozione ma anche una comunicazione sociale; Yigal è infatti l’amico degli amici di “Amnesty International”, di “Stop the war”, di &#8220;Apurimac&#8221; e di “Peace reporter&#8221;, inoltre è fun di “Emergency”, “Medici senza frontiere”, “Un Ponte Per”, “A casa i soldati italiani inviati all’estero in missione di pace”, “Rock no war” e altri. Molti gli amici che hanno commentato i post di pace scritti dal soldato, alcuni sul proprio profilo hanno linkato il trailer del film, altri hanno taggato Yigal su immagini di bandiere per la pace.
Una grande soddisfazione! Buona visione!
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		<title>Virus marketing</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 13:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
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		<title>Il plagio di Joe La Pompe</title>
		<link>http://blog.estrogeni.net/campagne/il-plagio-e-necessario-cancella-unidea-falsa-sostituendola-con-quella-giusta-debord/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 16:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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Poche ore fa mi sono imbattuto in un blog davvero interessante, ed è sorta una riflessione sul nostro lavoro. Il blog in questione è Joe La Pompe, francese ed indipendente , che si occupa di uno degli aspetti più controversi e affascinanti, nonché duri d&#8217;affrontare, del nostro lavoro, parlo del plagio. Tra i suoi posts [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Il plagio di Joe La Pompe Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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<p>Poche ore fa mi sono imbattuto in un blog davvero interessante, ed è sorta una riflessione sul nostro lavoro. Il blog in questione è <a href="http://www.joelapompe.net/">Joe La Pompe</a>, francese ed indipendente , che si occupa di uno degli aspetti più controversi e affascinanti, nonché duri d&#8217;affrontare, del nostro lavoro, parlo del plagio. Tra i suoi posts è possibile trovare né più né meno che una collezione di articoli che comparano le &#8220;pubblicità gemelle&#8221; (twin-advertising concepts), ovvero quelle pubblicità che in qualche modo si plagiano, sono simili, addirittura identiche, o semplie e pure riproposizioni.</p>
<p>un esempio:</p>
<p><a class="lightbox" title="car-1" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/09/car-1.jpg"></a><a class="lightbox" title="car-3" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/09/car-3.jpg"><img class="size-full wp-image-1465 alignleft" title="car-3" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/09/car-3.jpg" alt="car 3 Il plagio di Joe La PompeEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" width="418" height="297" /></a></p>
<p>Una delle prime cose che mi venne detta arrivato qui ad <a href="http://www.estrogeni.net/">Estrogeni, </a>fu proprio che molto spesso mi sarebbe capitato di avere idee che altri avevano già avuto, stanno avendo, avranno. &#8220;[...] Spesso ti capiterà di avere un&#8217;idea e di vederla realizzata da qualcun altro dopo pochi giorni [...]&#8220;, disse Alfredo. In effetti pensando al processo creativo e, al modo in cui viene attivato, credo che non sia poi tanto difficile incappare in un plagio accidentale. Se c&#8217;è da ragionare ad esempio su come lanciare il nuovo servizio di cappuccini e cornetti caldi a bordo dei taxi romani, io inizierei a pensare a cosa mi ricorda il taxi. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_De_Niro">Robert De Niro</a>. Quante altre persone come me avranno visto quel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taxi_Driver">film </a>(che non ho bisogno di citare) e ragioneranno allo stesso modo?<br />
Inoltre, mi sembra di non vedere una soluzione a questo processo. O forse le  strade percorribili sono due, ma entrambe non cambiano la probabilità di incappare nel plagio. O si conosce tutto, e si è certi di fare qualcosa di nuovo; o si è completamente ignoranti, e allora qualsiasi cosa sarà nuova. Ma entrambe le ipotesi sono fatalmente impercorribili.<br />
Eppure, una soluzione è stata trovata in questo esercizio. Davvero molto interessante per chiunque voglia diventare un grafico. O semplicemente giocare.<br />
Fatevi dire da un vostro amico una parola. Cane. Buttate giù la prima immagine a cui pensate. Altra parola. Automobile. Ora scrivete NON la prima immagine a cui pensate, ma la seconda. Altra parola. Epitaffio. Non la prima, non la seconda, la terza cosa che vi viene in mente. E così via&#8230;<br />
La prima immagine molto probabilmente sarà simile per tutti, ma arrivati alla sesta? alla settima?</p>
<p>Ps. ringrazio Giada per avermi parlato di questo esercizio.</p>
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Poche ore fa mi sono imbattuto in un blog davvero interessante, ed è sorta una riflessione sul nostro lavoro. Il blog in questione è Joe La Pompe, francese ed indipendente , che si occupa di uno degli aspetti più controversi e affascinanti, nonché duri d&#8217;affrontare, del nostro lavoro, parlo del plagio. Tra i suoi posts è possibile trovare né più né meno che una collezione di articoli che comparano le &#8220;pubblicità gemelle&#8221; (twin-advertising concepts), ovvero quelle pubblicità che in qualche modo si plagiano, sono simili, addirittura identiche, o semplie e pure riproposizioni.
un esempio:

Una delle prime cose che mi venne detta arrivato qui ad Estrogeni, fu proprio che molto spesso mi sarebbe capitato di avere idee che altri avevano già avuto, stanno avendo, avranno. &#8220;[...] Spesso ti capiterà di avere un&#8217;idea e di vederla realizzata da qualcun altro dopo pochi giorni [...]&#8220;, disse Alfredo. In effetti pensando al processo creativo e, al modo in cui viene attivato, credo che non sia poi tanto difficile incappare in un plagio accidentale. Se c&#8217;è da ragionare ad esempio su come lanciare il nuovo servizio di cappuccini e cornetti caldi a bordo dei taxi romani, io inizierei a pensare a cosa mi ricorda il taxi. Robert De Niro. Quante altre persone come me avranno visto quel film (che non ho bisogno di citare) e ragioneranno allo stesso modo?
Inoltre, mi sembra di non vedere una soluzione a questo processo. O forse le  strade percorribili sono due, ma entrambe non cambiano la probabilità di incappare nel plagio. O si conosce tutto, e si è certi di fare qualcosa di nuovo; o si è completamente ignoranti, e allora qualsiasi cosa sarà nuova. Ma entrambe le ipotesi sono fatalmente impercorribili.
Eppure, una soluzione è stata trovata in questo esercizio. Davvero molto interessante per chiunque voglia diventare un grafico. O semplicemente giocare.
Fatevi dire da un vostro amico una parola. Cane. Buttate giù la prima immagine a cui pensate. Altra parola. Automobile. Ora scrivete NON la prima immagine a cui pensate, ma la seconda. Altra parola. Epitaffio. Non la prima, non la seconda, la terza cosa che vi viene in mente. E così via&#8230;
La prima immagine molto probabilmente sarà simile per tutti, ma arrivati alla sesta? alla settima?
Ps. ringrazio Giada per avermi parlato di questo esercizio.
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		<title>Prima di partire&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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<p>Orami per molti oggi è l&#8217;utimo giorno prima delle tanto attese vacanze estive. C&#8217;è chi punta al nord della Gemania e chi invece non va più in là di Venezia, ma l&#8217;importante è partire, vedere e comprendere altre realtà. Io non parto ancora, sono in fase di elaborazione per le mie vacanze estive, ma prima di mettere la zaino in spalla ho provveduto a partecipare alla lotteria planetaria messa su dall&#8217; <a href="http://www.instituteforhumancontinuity.org/">IHC </a> (Institute for Human Continuity). L&#8217; Istituto per la sopravvivenza del genere umano mette in palio un posto all&#8217;interno dell&#8217;unico rifugio mondiale, che possa permettere il salvataggio del genere umano. C&#8217;è un piccolo problemino. Un solo posto disponibile e 10.303.358 persone che vogliono quel posto. L&#8217;unica possibilità di potersi salvare dalla catastrofe del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_apocalittiche_sul_21_dicembre_2012">2012</a>, è registrarsi alla lotteria planetaria, incrociare le dita e attendere meno di dieci giorni i risultati.</p>
<p><a class="lightbox" title="lotteria" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/07/lotteria.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1353" title="lotteria" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/07/lotteria-300x176.jpg" alt="lotteria 300x176 Prima di partire...Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" width="300" height="176" /></a></p>
<p>La profezia Maya &#8220;assicura&#8221; che il 21 dicembre 2012 un cataclisma colpirà la terra, portando distruzione e morte. Una sceneggiatura già scritta, che  <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=3965">Roland Emmerich</a> ha usato per surfare il ritorno del genere catastrofico nel mondo cinematografico. Il portfolio di Roland è ricco di catastrofi, si va dalla <a href="http://www.mymovies.it/trailer/?id=46911">genesi umana</a> alle<a href="http://www.mymovies.it/trailer/?id=35053"> problematiche ambientali</a>, dalle  <a href="http://www.mymovies.it/trailer/?id=11925">invasione terrestre</a> all&#8217; <a href="http://www.mymovies.it/trailer/?id=10789">alligatore mangia uomini</a>. Oggi ha deciso di concentrarsi sul futuro o meglio sul nonfuturo. <a href="http://www.whowillsurvive2012.com/"> 2012 </a> è l&#8217;ultimo blockbuster catastrofista, prossimamente nelle sale, che ha avuto il coraggio di servisi della comunicazione non convenzionale per farsi conoscere. L&#8217;ottima realizzazione del sito, rende molto credibile l&#8217;autenticità dell&#8217;associazione anche grazie alla grande quantità di materile informativo sulla potenziale fine del mondo. Animazioni flash e  voce narrante alla superquark vi introdurranno alla &#8220;fine del mondo&#8221;.<br />
Non pensarci due volte, magari i 113.500.000€ del superenalotto non basteranno a salvarti, tanto vale<a href="http://www.instituteforhumancontinuity.org/#/lottery"> tentare</a>.</p>
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Orami per molti oggi è l&#8217;utimo giorno prima delle tanto attese vacanze estive. C&#8217;è chi punta al nord della Gemania e chi invece non va più in là di Venezia, ma l&#8217;importante è partire, vedere e comprendere altre realtà. Io non parto ancora, sono in fase di elaborazione per le mie vacanze estive, ma prima di mettere la zaino in spalla ho provveduto a partecipare alla lotteria planetaria messa su dall&#8217; IHC  (Institute for Human Continuity). L&#8217; Istituto per la sopravvivenza del genere umano mette in palio un posto all&#8217;interno dell&#8217;unico rifugio mondiale, che possa permettere il salvataggio del genere umano. C&#8217;è un piccolo problemino. Un solo posto disponibile e 10.303.358 persone che vogliono quel posto. L&#8217;unica possibilità di potersi salvare dalla catastrofe del 2012, è registrarsi alla lotteria planetaria, incrociare le dita e attendere meno di dieci giorni i risultati.

La profezia Maya &#8220;assicura&#8221; che il 21 dicembre 2012 un cataclisma colpirà la terra, portando distruzione e morte. Una sceneggiatura già scritta, che  Roland Emmerich ha usato per surfare il ritorno del genere catastrofico nel mondo cinematografico. Il portfolio di Roland è ricco di catastrofi, si va dalla genesi umana alle problematiche ambientali, dalle  invasione terrestre all&#8217; alligatore mangia uomini. Oggi ha deciso di concentrarsi sul futuro o meglio sul nonfuturo.  2012  è l&#8217;ultimo blockbuster catastrofista, prossimamente nelle sale, che ha avuto il coraggio di servisi della comunicazione non convenzionale per farsi conoscere. L&#8217;ottima realizzazione del sito, rende molto credibile l&#8217;autenticità dell&#8217;associazione anche grazie alla grande quantità di materile informativo sulla potenziale fine del mondo. Animazioni flash e  voce narrante alla superquark vi introdurranno alla &#8220;fine del mondo&#8221;.
Non pensarci due volte, magari i 113.500.000€ del superenalotto non basteranno a salvarti, tanto vale tentare.
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		<title>Date N&#8217;okiata</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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Bellissimo spot di Nokia per lanciare il nuovissimo smartphone N97, esaltandone le qualità multimediali della riproduzione video e navigazione in rete. Si commenta da solo.


			
			
				
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