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Il plagio di Joe La Pompe

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Poche ore fa mi sono imbattuto in un blog davvero interessante, ed è sorta una riflessione sul nostro lavoro. Il blog in questione è Joe La Pompe, francese ed indipendente , che si occupa di uno degli aspetti più controversi e affascinanti, nonché duri d’affrontare, del nostro lavoro, parlo del plagio. Tra i suoi posts è possibile trovare né più né meno che una collezione di articoli che comparano le “pubblicità gemelle” (twin-advertising concepts), ovvero quelle pubblicità che in qualche modo si plagiano, sono simili, addirittura identiche, o semplie e pure riproposizioni.

un esempio:

car 3 Il plagio di Joe La PompeEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

Una delle prime cose che mi venne detta arrivato qui ad Estrogeni, fu proprio che molto spesso mi sarebbe capitato di avere idee che altri avevano già avuto, stanno avendo, avranno. “[...] Spesso ti capiterà di avere un’idea e di vederla realizzata da qualcun altro dopo pochi giorni [...]“, disse Alfredo. In effetti pensando al processo creativo e, al modo in cui viene attivato, credo che non sia poi tanto difficile incappare in un plagio accidentale. Se c’è da ragionare ad esempio su come lanciare il nuovo servizio di cappuccini e cornetti caldi a bordo dei taxi romani, io inizierei a pensare a cosa mi ricorda il taxi. Robert De Niro. Quante altre persone come me avranno visto quel film (che non ho bisogno di citare) e ragioneranno allo stesso modo?
Inoltre, mi sembra di non vedere una soluzione a questo processo. O forse le strade percorribili sono due, ma entrambe non cambiano la probabilità di incappare nel plagio. O si conosce tutto, e si è certi di fare qualcosa di nuovo; o si è completamente ignoranti, e allora qualsiasi cosa sarà nuova. Ma entrambe le ipotesi sono fatalmente impercorribili.
Eppure, una soluzione è stata trovata in questo esercizio. Davvero molto interessante per chiunque voglia diventare un grafico. O semplicemente giocare.
Fatevi dire da un vostro amico una parola. Cane. Buttate giù la prima immagine a cui pensate. Altra parola. Automobile. Ora scrivete NON la prima immagine a cui pensate, ma la seconda. Altra parola. Epitaffio. Non la prima, non la seconda, la terza cosa che vi viene in mente. E così via…
La prima immagine molto probabilmente sarà simile per tutti, ma arrivati alla sesta? alla settima?

Ps. ringrazio Giada per avermi parlato di questo esercizio.

La storia delle storie

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Visto qui

Via col Wind

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È iniziata così, con uno dei più importanti top spender italiani in comunicazione, la mia prima uscita ufficiale da “viral seller” del team Estrogeni. Insieme ad Alfredo e Antonio siamo stati mercoledì scorso alla sede romana di Wind/Infostrada.

Entrando nella struttura mi sono sentito come uno scolaretto in gita d’istruzione, con tanto di cartelloni, poster e quant’altro di Mike Bongiorno, Fiorello, oltre che Aldo Giovanni e Giacomo, a farmi da guida turistica all’interno della struttura.

Giunti a destinazione ci siamo subito confrontati con il cliente. Alla fine dell’incontro, una domanda che mi ponevo da un po’ ha ricevuto la sua giusta risoluzione. “Sai quando il lavoro ti diventa facile?” – “Quando ti confronti con persone che ti fanno alzare dalla sedia solo quando sono sicuri di averti costruito in testa una mappa concettuale, precisa e dettagliata, sul lavoro che ti è stato assegnato”. Trovare persone competenti e preparate con cui collaborare dovrebbe essere la prassi. Non dovrebbero essere scritti post su quanto è semplice e proficuo il tutto quando, una tantum, questo capita.

A Soratte è di moda lo Shoptainment

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Shoptaiment uno sciolingua o un neologismo che racchiude il senso della  no-stop di shoppping e animazione, iniziata un mese fa e che si èèconclusa ieri sulle note dell’incalzante sound dei Pink Puffers. Una musica travolgente a cui non è riuscita a sottrarsi neanche la Pantera Rosa. Ma andiamo con ordine. Primi di febbraio: si decide, in collaborazione con la Sony, di dedicare un momento speciale all’uscita del nuovo film La Pantera Rosa 2, al cinema dal 6 marzo. E l’evento inizia il 14 febbraio, quasi in sordina, per festeggiare San Valentino e dare un’idea di quanto stesse per accadere nelle vie del nuovo Outlet ai piedi del Monte Soratte.
La festa si replica domenica 22 quando, complice il bel tempo e i frizzi e i lazzi di Nocciolina e Pistacchio, il centro si anima di palloni, truccobimbi, trampoli, scherzi e zucchero filato.
E poi accade. Il centro si tinge di rosa, strane orme ricoprono le strade del Soratte Outlet, una musica familiare si diffonde, e le prime voci si spargono, arriva, sta arrivando, sarà qui, in baffi e peluche.
Ed eccola, bella, rosa, puntuale e sensuale arriva lei, sogno e timore dei bambini che innamorati o terrorizzati si contendono braccio e coda per le foto o si allontanano correndo.
Ha inizio la festa, tutti sono in pista, la pioggia cade, ma l’animazione di contatto ci travolge e lo spazio dello shopping si trasforma in un luogo di condivisione e socializzazione.
Grazie Pantera Rosa. Alla prossima.

Guarda il video: La Pantera Rosa e i Pink Puffers live a Soratte Outlet.

 dsc1265 300x199 A Soratte è di moda lo ShoptainmentEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

Ricette

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Ieri, era giornata di sedute di laurea a Salerno. C’era Luisa, con una tesi dal titolo Adottare una causa. Il valore sociale della comunicazione. E c’era Vittorio, con una tesi dal titolo Ieri si pubblicizzavano prodotti, oggi si raccontano idee. La comunicazione non convenzionale quale nuova direzione per una nuova economia. Parlavamo di viralità, onda lunga, farina, latte, uova e paneangeli. Insomma, della sua case history. Preparandomi alla presentazione di questo lavoro, mi è venuta – inatteso – in mente un riferimento letterario. Ho ricordato di aver letto da poco Ehi, prof!, un bellissimo libro autobiografico (è il suo stile, del resto) di Frank McCourt. Oltre a considerarlo un vero e proprio manuale di scrittura creativa e oltre a riflettermici dentro in pieno (scusate l’immodestia…) come professore (provo ad avere la stessa curiosità, la stessa voglia di sperimentare, la stessa voglia di stimolare la propensione alla criticità negli studenti… a volte, diventando io il bersaglio delle critiche ma va bene così… meglio sempre criticato che ignorato, no?!…), la memoria ha messo a fuoco uno dei suoi esperimenti di induzione alla fantasia e allo spirito libero dei suoi studenti newyorkesi. Esattamente a pagina 249 (edizione Gli Adelphi 2008), il professor McCourt invita i ragazzi a selezionare, studiare e declamare in pubblico una ricetta culinaria. Perché è nel non scontato, nell’apparentemente ordinario e privo di sorprese, che spesso ritroviamo lo spunto, l’idea, il concetto. Lo studio della preparazione di un piatto come metafora del gusto di crederci. Qualcosa uscirà. Quanto basta per sorprendersi.
 RicetteEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

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