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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; Formazione</title>
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	<description>Additivi per la comunicazione</description>
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		<title>Recruiting 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 08:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/04/Hacking-Complex-Passwords.jpg" rel="lightbox[5342]"><img class="alignleft size-full wp-image-5343" title="Recruiting 2.0" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/04/Hacking-Complex-Passwords.jpg" alt="" width="251" height="165" /></a>Ci piace condividere un’esperienza/esperimento che abbiamo lanciato qualche settimana fa attraverso Facebook, precisamente da <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=203085056382305" target="_blank">questa nota</a>. Dovendo cercare un nuovo web developer abbiamo deciso, invece di pubblicare il solito annuncio, di ispirarci alla <a href="http://www.facebook.com/hackercup" target="_blank">Facebook Hacker Cup</a> e utilizzare qualcosa di più creativo per coinvolgere le persone potenzialmente interessate.<br />
Abbiamo quindi realizzato un <a href="http://apps.facebook.com/estr_hack_game/?ref=bookmarks" target="_blank">gioco</a> che si componeva di tre livelli, ognuno dei quali richiedeva competenze specifiche e crescenti per passare al livello successivo. Ogni livello consisteva in un form di log-in attraverso il quale inserire una username e una password necessarie per accedere al livello successivo. Il giocatore, non conoscendo le credenziali necessarie a superare il livello, doveva affidarsi alle proprie competenze tecniche per scovare delle vulnerabilità create appositamente e sfruttarle per accedere al livello successivo.<br />
Nel primo livello era necessaria una conoscenza di base dell’html e di javascript per capire il funzionamento del form e quindi trovare la username e password all’interno del codice della pagina. La username e la password erano inserite in chiaro nel codice all’interno di una condizione che se verificata permetteva l’accesso al secondo livello. Dei tre, era il livello più semplice ed è stato superato della metà dei giocatori.<br />
Nel secondo livello era necessaria una conoscenza di base del funzionamento di Adobe Flash e di Action Script. La username e la password venivano passate tramite FlashVars all’interno dell’swf che conteneva il form e l’Action Script che verificava se le credenziali usate nel form, corrispondevano a quelle inviate tramite FlashVars. Circa il 40% dei giocatori ha superato questo livello.<br />
Nel terzo livello era necessaria una conoscenza di base del PHP e di SQL. La username e la password questa volta a differenza dei livelli precedenti non era nascosta nel codice, per cui bisognava superare il livello senza usare le credenziali necessarie. In questo livello era stata creata una vulnerabilità che permetteva iniezioni di SQL tramite il form, bastava quindi inserire una forma tautologica tale da invalidare la verifica delle credenziali ed il codice necessario a modificare la query SQL. Solo il 25% dei giocatori ha superato questo livello, accedendo quindi al form tramite il quale era possibile inviare il proprio curriculum.<br />
Il risultato finale del gioco è andato anche al di là delle nostre aspettative. Oltre a ricevere da chi ha partecipato diverse mail con i complimenti per l&#8217;idea (fa sempre piacere&#8230;) abbiamo registrato circa 400 tentativi da parte degli oltre 200 giocatori, in prevalenza uomini (78%) fra i 18 e i 34 anni (61%) provenienti soprattutto da Roma e Milano (50%), numeri che hanno portato all’invio di 20 curriculum fra i quali potrebbe esserci anche quello del nostro nuovo web developer, dopo i colloqui che inizieranno oggi.<br />
Chi sarà il <a href="http://www.pianetatech.it/internet/social-network/chris-putnam-lhacker-assunto-da-facebook.html" target="_blank">Chris Putnam</a> di Estrogeni?</p>
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		<title>CEO (cercasi e offresi)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 16:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cercasi persona seria, educata, appassionata, puntuale, uomo o donna, del nord o del sud, fresca di laurea o master che da subito voglia mettersi in gioco come account, osando, sperimentando, catturando i consigli e i segreti di un&#8217;agenzia giovane ma con qualità antiche. Offresi sei mesi retribuiti di full immersion uniti alla passione, dedizione, formazione di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercasi persona seria, educata, appassionata, puntuale, uomo o donna, del nord o del sud, fresca di laurea o master che da subito voglia mettersi in gioco come account, osando, sperimentando, catturando i consigli e i segreti di un&#8217;agenzia giovane ma con qualità antiche.<br />
Offresi sei mesi retribuiti di full immersion uniti alla passione, dedizione, formazione di chi combatte l&#8217;antichità con qualità giovani.<br />
Chi è interessato, non deve far altro che inviare una candidatura con cv al mio indirizzo <a href="mailto:d.girfatti@estrogeni.net">d.girfatti@estrogeni.net</a> entro e non oltre il 22 marzo 2011.</p>
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		<title>Una giornata diversa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 11:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 17 dicembre è stata una giornata diversa. Una giornata dolce. Per il cliente Vivadolce, storico brand di prodotti dolciari tipici del napoletano, abbiamo realizzato una serie di scatti dei loro prodotti che verranno utilizzati per la comunicazione istituzionale e aziendale. Inutile dire che per me, che faccio parte di questo team da poco più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 17 dicembre è stata una giornata diversa. Una giornata <em>dolce</em>.<br />
Per il cliente <a href="http://www.vivadolce.it/">Vivadolce</a>, storico brand di prodotti dolciari tipici del napoletano, abbiamo realizzato una serie di scatti dei loro prodotti che verranno utilizzati per la comunicazione istituzionale e aziendale. Inutile dire che per me, che faccio parte di questo team da poco più di tre mesi, è stata un’esperienza davvero stimolante. Già solo entrare nello studio dei fotografi è stata un’esperienza valsa il lungo viaggio per raggiungere il posto e il grande freddo di quel giorno (imbiancato da una timida nevicata proprio come zucchero a velo sui cornetti!).<br />
Per la prima volta, mi sono trovato a stretto contatto con professionisti che tutti insieme si muovevano per un fine comune: circa 12 scatti di cornetti e piccoli rustici della linea <em>Cuore di burro</em>. Oltre ai fotografi infatti c’era anche la food designer, che ha curato il <em>trucco</em> dei nostri gustosi modelli. Agli scatti erano anche presenti i clienti ed è stato interessante capire quelle piccole dinamiche di mediazione che dall’idea creativa di un art director arrivano a soddisfare le esigenze concrete del cliente. È stata una giornata lunga, faticosa (sempre in piedi muovendosi tra il set, il tavolo da lavoro della food designer e il computer dal quale vedevamo le preview) ma anche dolce: il profumo dei cornetti e dei rustici ci ha accompagnato per l’intera giornata mettendo duramente alla prova il mostro appetito!<br />
Giornate come quella di venerdì hanno un’importanza fondamentale per chi come me ama questo mestiere; ti confronti con dei professionisti, osservi come lavorano, come si relazionano con i clienti e come un’idea cresce e diventa reale. In una parola: impari.<br />
Ma soprattutto accosti tutto quello che hai visto quel giorno a quello che magari hai sempre visto, hai sempre avuto sotto gli occhi e non sapevi quanto e come quella semplice foto di un cornetto, una bistecca o un panino ha impiegato per essere realizzata.<br />
Un’esperienza che ti fa <em>smontare</em> quello che prima eri solo abituato a vedere.</p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/12/vivadolce1.jpg" rel="lightbox[4303]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4316" title="vivadolce1" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/12/vivadolce1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/12/vivadolce2.jpg" rel="lightbox[4303]"> <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4317" title="vivadolce2" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/12/vivadolce2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>I giovani non hanno paura del buio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 10:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A distanza di due anni, un po&#8217; per mia volontà, un po&#8217; grazie alla lungimiranza di Alfredo e alla fiducia di Riccardo, mi ritrovo nuovamente a varcare il maestoso portone di Palazzo Giannelli Viscardi in Corso Vittorio Emanuele, sede di Ateneo Impresa. Mi aspettano nell&#8217;aula degli specchi gli allievi dei Master in Marketing e Comunicazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">A distanza di due anni, un po&#8217; per mia volontà, un po&#8217; grazie alla lungimiranza di <a href="http://it.linkedin.com/in/alfredoborrelli/">Alfredo</a> e alla fiducia di <a href="http://it.linkedin.com/in/riccardoantonelli/">Riccardo</a>, mi ritrovo nuovamente a varcare il maestoso portone di Palazzo Giannelli Viscardi in Corso Vittorio Emanuele, sede di <a href="http://www.ateneoimpresa.it/">Ateneo Impresa</a>.</div>
<div id="_mcePaste">Mi aspettano nell&#8217;aula degli specchi gli allievi dei Master in Marketing e Comunicazione dello Show Business e di Relazioni Pubbliche Europee, per loro è un momento importante, il lancio del Project Work.</div>
<div id="_mcePaste">Quando in Ateneo mi occupavo della coordinazione didattica, l&#8217;assegnazione del Project Work era sempre un momento di grande tensione per gli allievi. Nell&#8217;ambito del percorso di studi è la prima vera occasione di confrontarsi con un lavoro concreto e un committente reale. Ieri ero lì a rappresentare i committenti, Estrogeni e <a href="http://www.bimfilm.com">BIM Distribuzione.</a> L&#8217;opportunità che diamo ai ragazzi di Ateneo è di elaborare un piano di comunicazione e marketing per il film <em><a href="http://www.bimfilm.com/schede/haipauradelbuio/">Hai paura del Buio</a></em>, primo lungometraggio del regista Massimo Coppola, prodotto da <a href="http://www.indigofilm.it/home/">Indigo Film</a>, in collaborazione con BIM Film e <a href="http://www.indigofilm.it/home/">MTV Italia </a>e presentato durante la Settimana Internazionale della Critica alla 67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.</div>
<div id="_mcePaste">Mi cimento con una breve presentazione dell&#8217;opera.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Hai paura del buio</em> racconta la storia di due ragazze che lottano per i loro sentimenti e per il loro futuro. Un doppio viaggio attraverso cui Coppola racconta anche uno spaccato di realtà da un inedito punto di vista, dimostrando quanto sia necessario essere giovani eroi per affrontare il mondo di oggi.</div>
<div id="_mcePaste">Segue la visione del trailer, poi obiettivi, timing e budget. Partono le domande, i ragazzi sono un po&#8217; perplessi, la visione integrale del film potrebbe aiutarli, ma per ora si devono accontentare di queste poche informazioni. Il lavoro d&#8217;agenzia è anche questo. Mi viene spontaneo chiedere &#8220;avete paura del buio?&#8221;, no rispondono, allora buon lavoro!</div>
<div id="_mcePaste">Gli allievi saranno divisi in due gruppi concorrenti tra loro, la sana competizione non guasta mai; i progetti saranno presentati il 28 ottobre, vinca il migliore, come si dice in questi casi.</div>
<div>Il film sarà nelle sale cinematografiche nei primi mesi del 2011, con la doppia valenza di credere e valorizzare i giovani talenti. Mission che in Estrogeni abbiamo a cuore, visto che alcuni ex allievi di Ateneo Impresa, <a href="http://it.linkedin.com/in/danielagirfatti/">Daniela</a>, <a href="http://it.linkedin.com/pub/alessia-salini/13/352/94/">Alessia</a>, <a href="http://it.linkedin.com/in/ignazioiuppa/">Ignazio</a>, fanno parte del nostro organico a pieno titolo.</div>
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		<title>Adolescenti in rete: sorprese da altri meridiani</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Rotisciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli adolescenti salentini navigano quanto e più dei loro coetanei nel resto d’Italia e usano la rete per comunicare con gli amici di tutti i giorni. Sono questi i principali risultati presentati in Network meridiani, libro nato dal mio dottorato di ricerca presso l’Università del Salento. Alla base di Network meridiani c’è uno studio su...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Gli adolescenti salentini navigano quanto e più dei loro coetanei nel resto d’Italia e usano la rete per comunicare con gli amici di tutti i giorni.</div>
<div id="_mcePaste">Sono questi i principali risultati presentati in Network meridiani, libro nato dal mio dottorato di ricerca presso l’Università del Salento.</div>
<div id="_mcePaste">Alla base di Network meridiani c’è uno studio su un campione rappresentativo composto da 292 studenti delle scuole superiori della provincia di Lecce, studio che ha come obiettivo tracciare una mappa della comunicazione on line degli adolescenti della mia terra. Dai dati raccolti è emerso un quadro complesso e articolato, ricco di sorprese, specie rispetto al senso comune, fra cui spiccano le due evidenze empiriche citate in apertura.</div>
<div id="_mcePaste">Il 29% dei ragazzi intervistati utilizza Internet più volte alla settimana, il 48% tutti i giorni. Gli utenti abituali, dunque, sono quasi l’80%, percentuale che sale al 92% se consideriamo gli utenti saltuari (qualche volta al mese). Si tratta di valori molto alti, addirittura superiori a quelli registrati in recenti ricerche nazionali (<a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rapporto_censis/">CENSIS, </a><a href="http://www.doxa.it/idee/docs/savethechildren_06.pdf">Doxa</a>). Da essi possiamo trarre un’importante conclusione: tra i giovani del Salento e quelli del resto del paese non c’è alcun divario digitale.</div>
<div id="_mcePaste">Le tradizionali differenze tra Nord e Sud in termini di ricchezza delle famiglie (<a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20081104_00/testointegrale20081104.pdf ">ISTAT</a>), di investimenti e adozione delle innovazioni (<a href="http://www.cerpi.it/content/rapporto-sul-sistema-della-ricerca-e-dellinnovazione-puglia.html-0">CERPI</a>), che poi si riverberano sulla diffusione delle nuove tecnologie (<a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080116_00/testointegrale20080116.pdf">ISTAT</a>), non incidono sul rapporto adolescenti-Internet. Il ragazzo di Lecce, proprio come il suo coetaneo di Roma o di Milano, accede alla rete abitualmente e all’interno di quest’ambiente svolge una miriade di attività: si informa, comunica, si racconta e si diverte.</div>
<div id="_mcePaste">Se si vuole osservare qualche divario, allora è meglio concentrarsi su quello generazionale, tra adolescenti esperti e competenti e adulti spaventati o indifferenti alla rete. Questa distanza è la misura delle difficoltà delle tradizionali agenzie formative di fronte al nuovo dei media.</div>
<div id="_mcePaste">In famiglia la situazione è paradossale: sebbene la casa sia il luogo di connessione di gran lunga preferito dai ragazzi, la rete è un argomento quasi tabù nei discorsi con i genitori. Solo il 9% riceve da loro dei suggerimenti o dei consigli per la navigazione, solo il 19% consiglia loro dei siti web interessanti.</div>
<div id="_mcePaste">A scuola Internet si usa poco: il 15% degli studenti più volte a settimana, l’1% tutti i giorni. Anche con i professori si parla raramente di questo medium, in compenso abbondano i divieti che imbrigliano e impoveriscono la navigazione.</div>
<div id="_mcePaste">Quando si tratta di apprendere tecniche e trucchi, di scoprire nuove porzioni della rete il punto di riferimento è il gruppo dei pari, gli amici di tutti i giorni, che sono anche i principali interlocutori delle chiacchierate on line.</div>
<div id="_mcePaste">Non è un caso che i programmi di instant messaging (79% di utenti) siano nettamente preferiti alle chat (27% di utenti). Gli adolescenti salentini si orientano verso applicazioni relazionali che favoriscono il contatto con persone che già conoscono. Piuttosto che andare in rete per stringere delle nuove amicizie, i ragazzi dialogano con i compagni di classe, i membri della comitiva del sabato, gli amici con cui fanno sport o si ritrovano in parrocchia. L’80% del campione, infatti, usa l’instant messaging per tenersi in contatto con amici che vede spesso, il 51% per comunicare con amici che vede di rado, solo il 23% si messaggia con persone conosciute in rete.</div>
<div id="_mcePaste">Network meridiani si inserisce così all’interno del filone degli studi che evidenziano il profondo intreccio tra vita on line e vita off line del soggetto, con Internet che funziona da efficace supporto per relazioni solide, coltivate saltando da una sfera all’altra. E soprattutto Network meridiani smentisce clamorosamente lo stereotipo del giovane patito del web: chiuso nella sua cameretta, con pochi amici, sempre intento a chattare con qualcuno che non ha mai incontrato di persona.</div>
<div id="_mcePaste">A questa immagine dobbiamo sostituire quella di un adolescente vitale, che trasforma la rete in un ambiente caldo e accogliente, ideale per continuare discorsi cominciati altrove e darne vita a nuovi che non rimarranno confinati sullo schermo.</div>
<div><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/07/Copertina-Network-meridiani1.jpg" rel="lightbox[3185]"><img class="size-full wp-image-3187 alignleft" title="Copertina Network meridiani" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/07/Copertina-Network-meridiani1.jpg" alt="" width="149" height="217" /></a></div>
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		<title>In conclusione</title>
		<link>http://blog.estrogeni.net/formazione/in-conclusione</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 22:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dedicato a Francesco (e lui sa perché&#8230;) e a tutti quelli che, ben prima di lui, mi hanno scelto, per disperazione o coraggio, quale relatore della propria tesi di laurea. Sono stati due anni intensi, vivaci, stimolanti, dialettici, chilometrici. Talvolta, volutamente disaggreganti. Ci torneremo. Per il momento, grazie a tutti. &#8220;Parlava con tutti. Perché appartiene...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dedicato a Francesco (e lui sa perché&#8230;) e a tutti quelli che, ben prima di lui, mi hanno scelto, per disperazione o coraggio, quale relatore della propria tesi di laurea. Sono stati due anni intensi, vivaci, stimolanti, dialettici, chilometrici. Talvolta, volutamente disaggreganti.<br />
Ci torneremo. Per il momento, grazie a tutti.<br />
&#8220;Parlava con tutti. Perché appartiene a questa cultura di ebeti. Bla, bla, bla. Appartiene a questa generazione che è fiera della propria superficialità. La performance. La performance sincera è tutto. Sincera e vuota, completamente vuota. La sincerità che va in tutte le direzioni. La sincerità che è peggio della falsità e l&#8217;innocenza che è peggio della corruzione. Tutta l&#8217;avidità che si nasconde sotto la sincerità. E sotto il gergo. Questo splendido linguaggio che hanno tutti &#8211; in cui sembrano credere -, queste chiacchiere sulla loro mancanza di autovalorizzazione, quando l&#8217;unica cosa di cui sono sempre convinti, in realtà, è di avere diritto a tutto. L&#8217;impudenza la chiamano tenerezza, e la crudeltà è camuffata da autostima perduta. Anche Hitler mancava di autostima. Era il suo problema. È una truffa, quella che questi ragazzi hanno messo in piedi. L&#8217;iperdrammatizzazione delle emozioni più insignificanti. Relazione. La mia relazione. Chiarire la mia relazione. Devono solo aprire bocca per mettermi con le spalle al muro. Il linguaggio che usano è una summa della stupidità degli ultimi quarant&#8217;anni. Conclusione. Eccone una. I miei studenti non sono capaci di stare in quel posto dove deve svolgersi il ragionamento. Conclusione! Sono fermi al racconto tradizionale, con il suo principio, la sua parte di mezzo e la fine: ogni esperienza, per quanto ambigua, per quanto intricata o misteriosa, deve prestarsi a questa normalizzazione, a questo cliché formalizzante da anchorman televisivo. Ogni ragazzo che dice conclusione, lo boccio. Vogliono la conclusione? L&#8217;avranno&#8221;. (P. Roth, La macchia umana)</p>
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		<title>Hardcore design</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Agostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non fumo, lo ammetto. Non ho mai fumato. Però il packaging delle bionde mi ha sempre incuriosito. Un po&#8217; come accade per le etichette dei vini, si trovano spesso svariati esempi di design molto curato, dai toni molto eleganti, inequivocabilmente perfetti dal punto di vista grafico e progettuale. E a proposito di equivoco e progettualità che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non fumo, lo ammetto. Non ho mai fumato. Però il packaging delle bionde mi ha sempre incuriosito. Un po&#8217; come accade per le etichette dei vini, si trovano spesso svariati esempi di design molto curato, dai toni molto eleganti, inequivocabilmente perfetti dal punto di vista grafico e progettuale.<br />
E a proposito di equivoco e progettualità che nuoce gravemente alla salute del designer, l&#8217;altra sera mi è capitato sotto gli occhi un pacchetto di rare e introvabili Camel Orange (mio cugino dice che sono difficilmente reperibili in commercio, ma non ne conosco la ragione). Subito mi è tornata in mente la famosa storia dell&#8217;immagine subliminale contenuta nell&#8217;illustrazione del cammello che i più anziani come me ricorderanno (era la fine degli anni &#8217;80). Per gli sguardi più attenti, fissando la zampa anteriore sinistra dell&#8217;animale, è possibile scoprire un uomo in piedi con il pene eretto, mentre per le menti più perverse, guardando le sue zampe posteriori, ecco apparire un leone mentre si accoppia brutalmente con la povera bestia. Provando a scovare altri straordinari esempi di design inequivocabilmente hardcore, ecco una selezione di progetti dove la ricerca del segno giusto unita alla scarsa attenzione da parte del designer, produce risultati capaci di mandare in fumo &#8211; senza filtro &#8211; la reputazione aziendale e la professionalità del grafico.<br />
È tutto altamente cancerogeno, evitiamo di aspirare.</p>
<p><a class="lightbox" title="camel5" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/camel5.jpg" rel="lightbox[2449]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2450" title="camel5" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/camel5-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="loghi-1" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/loghi-1.jpg" rel="lightbox[2449]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2451" title="loghi-1" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/loghi-1-300x133.jpg" alt="" width="300" height="133" /></a><a class="lightbox" title="apc" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/apc.jpg" rel="lightbox[2449]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2455" title="apc" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/apc-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="kudawara-logo" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/kudawara-logo.gif" rel="lightbox[2449]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2452" title="kudawara-logo" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/01/kudawara-logo-300x119.gif" alt="" width="300" height="119" /></a></p>
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		<title>Consiglio ai naviganti</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 16:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero esortativo. Vi giro semplicemente un bell&#8217;articolo trovato su Adsoftheworld, intitolato 21 suggerimenti per avere una carriera pubblicitaria di successo. Ad una prima lettura rapida, sembra una sorta di vademecum per diventare il pubblicitario dell&#8217;anno. Tutto sommato, pensandoci bene, sono solo cose strarisapute che però ogni tanto fa bene ricordarsi. Find the right...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Un pensiero esortativo.</p>
<p>Vi giro semplicemente un bell&#8217;articolo trovato su <a href="http://adsoftheworld.com/">Adsoftheworld</a>, intitolato <em>21 suggerimenti per avere una carriera pubblicitaria di successo</em>. Ad una prima lettura rapida, sembra una sorta di vademecum per diventare il pubblicitario dell&#8217;anno. Tutto sommato, pensandoci bene, sono solo cose strarisapute che però ogni tanto fa bene ricordarsi.</p>
<ol>
<li>Find the right place to gain as much experience as possible in the shortest amount of time. This may mean a hot-shop independent agency, a large multinational or hopping jobs every 2 years depending on the available options you may have.</li>
<li>Work somewhere that&#8217;s worthy of your time and talent. Don&#8217;t settle for any job.</li>
<li>Put more effort into your job than expected and do it cheerfully.</li>
<li>Become the most positive and enthusiastic adman in the agency.</li>
<li>Be forgiving of yourself and others. We&#8217;re humans and we make mistakes even when we only have good intentions. Don&#8217;t allow such mistakes make you lose sight of long term goals.</li>
<li>Be generous with your contributions to the team&#8217;s work. Do not try to take credit for every idea you came up with.</li>
<li>Persistence, persistence, persistence. Great work never just falls into your lap. You need to work for it, refine it, perfect it.</li>
<li>If you clearly see you&#8217;re going into the wrong direction with your strategy do not be afraid to stop and rethink everything even if it means you have to start everything from scratch.</li>
<li>Discipline yourself to save money on even a modest salary. This will give you the freedom to change jobs when things go bad and will allow you to take meaningful holidays that refresh your mind and body.</li>
<li>Commit yourself to constant improvement. Technology and the industry is developing really fast. You have to keep up.</li>
<li>Commit yourself to quality. Do not ever settle for something less than your outmost best. Perfect your work till time allows.</li>
<li>Your professional happiness isn&#8217;t based on the number of awards or how much you make, but on the relationships you have with your colleagues and clients. Treat them with respect.</li>
<li>Be loyal to your clients and your agency. It will be appreciated even by the competition.</li>
<li>Be honest with your work. Never lie or mislead the consumer. If you do you will feel miserable about your profession.</li>
<li>Be a self-starter. If you identify an idea take charge and go for it.</li>
<li>Do not blame others. If you&#8217;re unhappy about something take the initiative to change instead of whining about it.</li>
<li>Be decisive even if it means you&#8217;ll sometimes be wrong. Timing is everything in advertising.</li>
<li>Be bold and courageous with your work. When you look back on your professional life, you will regret the the things you didn&#8217;t do more than the one you did.</li>
<li>Do not overestimate the value of formal education. Most successful adman never had formal advertising eduction. Real work experience is more valuable than any education.</li>
<li>Eat healthy, do sports. Your mind and body are your only tools available to you. Do not abuse substances. Save them for those critical special times when you really need a boost.</li>
<li>Don&#8217;t take all advice for granted. Pick what&#8217;s useful for you. Make up your own rules and change them at your will.</li>
</ol>
<p>Non ho tradotto nulla. Perché? Perché se chi legge ha bisogno di una traduzione allora ci vorrebbe un punto 22. (che andrebbe messo in prima posizione) Migliora il tuo inglese prima di iniziare a pensare, prima ancora di iniziare a leggere.</p>
<p>Trovato <a href="http://adsoftheworld.com/blog/21_suggestions_for_a_successful_advertising_career">qui</a>.</p>
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		<title>A lezione di creatività</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero poetico. In periodo di tesi (sembra una vita fa, in realtà sono passati appena nove mesi) non ricordo il numero di articoli, pagine web, video, news, post, topic e spunti vari che mi piovvero addosso. Non so se ero io a cercarli, o loro a trovare me tutte le volte che mi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Un pensiero poetico.<br />
In periodo di tesi (sembra una vita fa, in realtà sono passati appena nove mesi) non ricordo il numero di articoli, pagine web, video, news, post, topic e spunti vari che mi piovvero addosso. Non so se ero io a cercarli, o loro a trovare me tutte le volte che mi avvicinavo al pc. La rete ha dei percorsi infiniti, e oggi come allora andavo alla ricerca di qualsiasi cosa appagasse la mia curiosità. Oggi, seguo (o cerco di&#8230;) almeno 40 siti che parlano di comunicazione, marketing, viralità, creatività, editing e compositing.<br />
Ma tutto, dico tutto, non sarebbe successo se non avessi visto questo video. </p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2477975&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2477975&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/2477975">Ken Robinson &#8211; Do Schools Kill Creativity?</a> from <a href="http://vimeo.com/user464212">Andrea Benassi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Il plagio di Joe La Pompe</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 16:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poche ore fa mi sono imbattuto in un blog davvero interessante, ed è sorta una riflessione sul nostro lavoro. Il blog in questione è Joe La Pompe, francese ed indipendente , che si occupa di uno degli aspetti più controversi e affascinanti, nonché duri d&#8217;affrontare, del nostro lavoro, parlo del plagio. Tra i suoi posts...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poche ore fa mi sono imbattuto in un blog davvero interessante, ed è sorta una riflessione sul nostro lavoro. Il blog in questione è <a href="http://www.joelapompe.net/">Joe La Pompe</a>, francese ed indipendente , che si occupa di uno degli aspetti più controversi e affascinanti, nonché duri d&#8217;affrontare, del nostro lavoro, parlo del plagio. Tra i suoi posts è possibile trovare né più né meno che una collezione di articoli che comparano le &#8220;pubblicità gemelle&#8221; (twin-advertising concepts), ovvero quelle pubblicità che in qualche modo si plagiano, sono simili, addirittura identiche, o semplie e pure riproposizioni.</p>
<p>un esempio:</p>
<p><a class="lightbox" title="car-1" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/09/car-1.jpg" rel="lightbox[1462]"></a><a class="lightbox" title="car-3" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/09/car-3.jpg" rel="lightbox[1462]"><img class="size-full wp-image-1465 alignleft" title="car-3" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/09/car-3.jpg" alt="" width="418" height="297" /></a></p>
<p>Una delle prime cose che mi venne detta arrivato qui ad <a href="http://www.estrogeni.net/">Estrogeni, </a>fu proprio che molto spesso mi sarebbe capitato di avere idee che altri avevano già avuto, stanno avendo, avranno. &#8220;[...] Spesso ti capiterà di avere un&#8217;idea e di vederla realizzata da qualcun altro dopo pochi giorni [...]&#8220;, disse Alfredo. In effetti pensando al processo creativo e, al modo in cui viene attivato, credo che non sia poi tanto difficile incappare in un plagio accidentale. Se c&#8217;è da ragionare ad esempio su come lanciare il nuovo servizio di cappuccini e cornetti caldi a bordo dei taxi romani, io inizierei a pensare a cosa mi ricorda il taxi. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_De_Niro">Robert De Niro</a>. Quante altre persone come me avranno visto quel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taxi_Driver">film </a>(che non ho bisogno di citare) e ragioneranno allo stesso modo?<br />
Inoltre, mi sembra di non vedere una soluzione a questo processo. O forse le  strade percorribili sono due, ma entrambe non cambiano la probabilità di incappare nel plagio. O si conosce tutto, e si è certi di fare qualcosa di nuovo; o si è completamente ignoranti, e allora qualsiasi cosa sarà nuova. Ma entrambe le ipotesi sono fatalmente impercorribili.<br />
Eppure, una soluzione è stata trovata in questo esercizio. Davvero molto interessante per chiunque voglia diventare un grafico. O semplicemente giocare.<br />
Fatevi dire da un vostro amico una parola. Cane. Buttate giù la prima immagine a cui pensate. Altra parola. Automobile. Ora scrivete NON la prima immagine a cui pensate, ma la seconda. Altra parola. Epitaffio. Non la prima, non la seconda, la terza cosa che vi viene in mente. E così via&#8230;<br />
La prima immagine molto probabilmente sarà simile per tutti, ma arrivati alla sesta? alla settima?</p>
<p>Ps. ringrazio Giada per avermi parlato di questo esercizio.</p>
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