Fenomeno e fenomenologia di Draquila
Pubblicato da Alfredo
In slideshare, condividiamo integralmente il contenuto di Effetto Draquila. I dati sono aggiornati al 16 maggio (da allora, fortunatamente, sono cresciuti), resta forte il senso di un’esperienza ampia, profonda, appassionante, importante. Buona lettura. A partire da queste considerazioni personali.
Epistemologicamente, Draquila nasce intorno agli inizi di marzo del 2010.
Il tre marzo, con un post sul proprio blog dal titolo Tototitolo, Sabina scrive: “allora è ora di trovare un titolo al film vi va di contribuire al brain storming? è vero il film non lo conoscete ma ve lo potete immaginare tema: raccontare l’aquila per raccontare l’italia. vi dico i titoli che mi sono venuti in mente fino ad ora per darvi una traccia
ESSI VIVONO
PUS PUS
DOVE VOLANO GLI SCIACALLI
L’AQUILA E LO SCIACALLO”.
Si scatena la caccia al titolo. 105 commenti, argomentati e appassionati.
Si parte da tor100, che suggerisce “Dove volano gli sciacalli!”, per finire con Mino_P, che scrive “L’Aquila spennata volava sul G8”.
A metà sondaggio, il quattro marzo, interviene ancora Sabina: “mi piace I CACCIATORI DI AQUILANI! E anche tanti altri va da sé. adoro questa partecipazione sul titolo! grazie! …secondo me ancora non ci siamo ma ci sono tutte le premesse. in realtà la parodia di un titolo già esistente è poco efficace dobbiamo trovarne uno nostro giuste le parole sciacalli e sinonimi, lo sgretolarsi del paese, lo sciame insomma verrà”.
Si continua così, per circa venti giorni e 268 interventi.
Finché Sabina, dopo un iniziale tentennamento (dal post La decisione, del 12 marzo: ci vuole qualcosa che sia ironico ma forte adeguato agli argomenti”), il 25 marzo annuncia il titolo.
Esattamente, Ordinanza 3838: habemus titolum: “allora dopo avere attentamente esaminato le proposte del sopradetto blog nelle date sottocitate a latere delle considerazioni di carattere politico amministrativo idrogeologico e di compatibilità ambientale visti gli articoli 57, 5859, 12 e 12 bis in deroga alle norme che vincolano la consequenzialità, che proteggono l’analisi logica e quella grammaticale, le norme dell’educazione, del rispetto degli anziani e dei minori, in deroga alle leggi di gravità e alle successive modifiche, in deroga al divieto di ubiquità, onnipresenza veggenza e
teletrasporto molecolare e successive modifiche il potente movimento di correnti scaturito
dal brain storming della rete ha battezzato questo film
DRAQUILA L’ITALIA CHE TREMA
da una rapida indagine risulta che sia la prima volta che un titolo viene scelto su internet. complimenti a tutti nella speranza che il film sia all’altezza di come ve lo siete immaginato”.
L’autore di Draquila, per la cronaca, è Il Mago di Oz.
Draquila non ha una forma fisica particolare.
Draquila non è una persona precisa (sarà divertente, in seguito, notare come la vetta del box office a un certo punto si trovi presidiata da titoli come Robin Hood, Iron Man, Draquila… un fumettificio).
Draquila è una sensazione, un riferimento, una certezza. Suono allusivo, tipico di questi tempi difficili, incerti, fintamente condivisi.
Ma Draquila è anche un’esperienza tenace, coerente, concreta (e riuscita) di condivisione e partecipazione, attraverso un uso sapiente e voluto della rete.
L’io digitale che è un noi sociale e il noi sociale che è un io digitale. Fenomeno e fenomenologia, dunque. Minoranza che si fa maggioranza. Coscienza e conoscenza.
Per questo, penso che Draquila sia nato quel giorno di marzo esclusivamente per i motori di ricerca (dal 25 marzo, 1.800.000 risultati prodotti per la ricerca “Draquila”).
Per la storia, c’era. Per la cronaca, c’è. Per la vita, ci sarà.
My name is Alfredo Borrelli
Pubblicato da Alfredo
Tra le poche certezze su cui posso contare, oltre alle coordinate anagrafiche e allo status sentimentale, c’è la passione per il possibile.
Se si può non amare (del tutto) le donne eppure far parlare di sé come Cavaliere, allora si può non parlare (del tutto) l’inglese eppure partire alla conquista di Londra.
Si può, ce l’ha insegnato Obama. Senza pregiudizi.
E noi, da bravi scolari, anziché restare prigionieri dell’estasi (e impantanarci in asfissianti quanto pregiudizievoli e verbose discussioni intorno alla rinascita democratica di questo che una volta era il Belpaese… intorno alla meritocrazia… intorno al rispetto delle idee…) agiamo.
Andiamo e proviamo a conquistarli con i fatti, il merito e il rispetto, anche all’estero.
Avendo con noi l’esperienza, la volontà, la tenacia, i conti in ordine e una vecchia copia del Merriam-Webster’s. Non lasciando un euro di debito, una busta paga arretrata, un contributo previdenziale inevaso, una tassa insoluta.
Mi sembra un buon punto di partenza. Senza pregiudizi.
E se vi state chiedendo perché Londra e non Stoccolma o Pechino, c’è una cosa che mi va di raccontare.
Ormai quasi vent’anni fa, scrissi la mia tesi di laurea sulla Libertà d’informazione nell’ordinamento inglese.
Si era, allora, al termine di un percorso di analisi e valutazione su problemi quali il gossip, la concentrazione, il controllo del servizio pubblico, l’utilità sociale di quello privato. Se ci pensiamo, i problemi in cui siamo completamente immersi oggi, in Italia. Senza pregiudizi.
Ma la cosa che a quei tempi mi affascinava di più, era la capacità di quel popolo di vivere nella legalità senza alcun bisogno di definirla (eccessivamente) per iscritto. Né leggi, né burocrazia, né intoppi. Una cultura viva, grazie a consuetudini, precedenti, tradizioni.
Unico elemento imprescindibile, la ratio.
Che bel termine. Ratio! Ogni regola è accettabile, potenzialmente destinata all’eternità, sicuramente al rispetto della popolazione, purché abbia una ratio riconoscibile e riconosciuta.
E se ci pensate, cos’altro è la ratio se non il contrario del pregiudizio? E cos’è il Yes, we can obamiano se non il trionfo della ratio? Sì, si può, purché ci sia un valido obiettivo. Una precisa strategia. E tattiche condivisibili.
Per dire, andiamo a Londra con una ratio e vent’anni di ritardo.

Presentazione Estrogeni
Pubblicato da Antonio
È disponibile, su Slideshare, la presentazione di Estrogeni. La trovate qui in basso oppure potete visualizzarla e scaricarla qui: http://tinyurl.com/ms56c9. Enjoy.
Il palindromo
Pubblicato da Alfredo
Otto. Il numero di Estrogenews, dedicato all’esperienza di promozione non convenzionale di Uomini che odiano le donne.
Otto. Le persone di Estrogeni che hanno (de)scritto il proprio contributo. Più, la nuova figura di hostwriter, in quest’occasione impersonata da Guido Arata.
Otto. Dal principio o dalla fine, comunque cominciate, buona lettura.

Un post in prima fila
Pubblicato da Daniela
Al solito indirizzo, è disponibile l’ultimo numero di Estrogenews.
Un omaggio al cinema e alle nuove modalità di comunicazione ad esso applicate.
Buona visione.






