novembre 30, 2011
Inizia con un carattere Futura Condensed ExtraBold, fino a qui ci siamo. Poi passa a un normalissimo Futura ExtraBold accoppiato con qualche font giapponese che non riconoscerò mai, poi comincia a lampeggiare, aiuto, mi sembra un Garamond Condensed, forse no, la T maiuscola non è la sua. Emily Alin Lind è troppo facile, Helvetica Rounded bold. Sarah Stockbridge con Helvetica Extra Compressed, mentre Gaspar è scritto con un glorioso Lubalin Graph, usato in outline. Non ce la faccio a riconoscerli tutti, a memoria, anche dopo vent'anni che li utilizzo, ma nella strepitosa titolazione del film Enter the Void sono riuscito a contarne almeno 100, di font. Belli, brutti, colorati, mischiati splendidamente
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Dindi - Distribuzione indipendente
Per il logo abbiamo pensato quindi a un marchio incentrato sul tema della pellicola. Una sequenza di fotogrammi con un elemento di rottura, come due sbarre piegate nella fuga. Per lo spettatore, che cerchi un canale nuovo. Per il regista, disposto a uscire dai soliti circuiti.
Abbiamo contribuito per: LOGOTIPO - IDENTITÀ VISIVA
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