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Lo studio e la cura

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In meno di 24 ore due presentazioni importanti, anzi, tre! In meno di 12 ore due commenti positivi che mi piace condividere. Il primo, arriva ieri sera, via telefono. È di un cliente che chiama per fare i complimenti perché non poteva non farlo, perché pur se ci conosce da anni l’abbiamo lasciato senza parole. Una presentazione che ha colto nel segno e che ha lasciato soddisfatti anche i più dubbiosi. Il secondo arriva via email da un cliente appena incontrato. Con qualche giorno di ritardo, al termine del secondo appuntamento, sente il bisogno di scriverci perché in 15 anni, dice, non aveva mai assistito ad una presentazione così accurata, professionale, mai pesante, ma chiara ed estesa. Erano presentazioni importanti, per aziende importanti, con interlocutori esperti. Oggi siamo contenti. Siamo contenti di essere riusciti a trasmettere la passione e l’attenzione che mettiamo nelle cose che facciamo. Siamo contenti di aver accolto l’invito quotidiano del nostro amministratore e di essere arrivati preparati e aggiornati. Siamo contenuti di aver riscontrato che la cura dei dettagli paga sempre.
Grazie ai clienti che ci ringraziano, grazie ai clienti che ci stimolano e ci spingono a traguardi più alti.

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Ieri sera e per sempre

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Con il primo pezzo dei Farias, sembrava di essere catapultati in Love Boat.
Capitan Stubing, Julie la direttrice e Isaac il barman. E vent’anni di meno.
Devo dire che il bell’auditorium dell’Unicef ci mette del suo, a farti sentire all’interno di una nave da crociera.
Ma il filmato da Haiti, in cui forti erano le immagini, irresistibili gli sguardi di chi soffre e coinvolgenti le parole di chi opera, ci ha portato a riva. Ci ha fatto proprio attraccare alla parte più intima di noi.
Siamo saliti sul palco e ho provato a dire qualcosa. Dovendo gestire l’emozione (anche di non aver mai fatto una crociera).
Ho detto qualcosa del genere. Tra un brivido e l’altro.
Chi ci conosce, chi conosce me in particolare, sa quanto un video del genere colpisca.
Chi ci conosce altrettanto bene, sa altrettanto bene che nessuno di noi soci operativi ha un pregresso di formazione accademica nel campo del management e dell’organizzazione aziendale, in particolare.
Per questo, procediamo con un’evoluzione del genere fai da te.
L’ultima tappa, è stata la lettura, durante le vacanze natalizie, dell’ultimo libro di Riccardo Ruggeri, Una storia operaia.
Ruggeri è un manager, azionista e imprenditore, anch’egli autodidatta.
Di grande successo, a livello nazionale e internazionale. E di grande generosità (non a caso, tutti i diritti d’autore dei suoi libri sono destinati a cause benefiche).
Era il periodo in cui ci occupavamo anche del lancio del film tratto dall’Eleganza del riccio ed era singolare, nelle parole dell’autore, (ri)avvertire l’eco di una portineria. Gli umori, i valori, gli incroci.
Detto ciò – su cui torneremo presto -, a pagina 58 leggo questo passo e, come spesso mi succede, lo segno con un’orecchietta al vertice del foglio.
“L’aver passato oltre quarant’anni nel mondo del management, e averne studiato a fondo i modelli organizzativi e le dinamiche, mi ha convinto che un’azienda per raggiungere, e mantenere, il successo deve avere un vertice in grado di soddisfare tre profili.
Primo, una vision visionaria e una mission chiara; secondo, capacità e velocità di exevution; terzo, intelligenza sociale”.
Sto nel mondo dell’management da molto meno di dieci, pertanto la necessità di misurarsi è sempre alta.
Applicando (parzialmente) l’analisi Ruggeri.
Vision visionaria, è quella che ci ha condotto qui, su questo palco, contenti, sereni, in tanti, a rivolgerci a clienti così importanti e prestigiosi. Un sogno che ancora vive, una realtà che ancora si consolida.
Intelligenza sociale (io aggiungo, relativa), è quella che ci conduce ad interessarci delle esigenze e necessità delle persone che lavorano con noi e anche generalmente dell’ambiente in cui operiamo. Intelligenza sociale (io aggiungo, assoluta), è quella che ci spinge ad occuparci di chi è lontano da noi, magari sconosciuto. E per cui sentiamo di poter e dover fare qualcosa. Almeno, condividere un po’ della nostra stabilità.
Donare a chi non ha più nulla un poco del tanto che abbiamo, è intelligenza. Tout court.
Ma poi, ho anche concluso. Che il concetto di Magnitudo presente nel nostro invito, altro non è che la trasposizione creativa dell’intelligenza sociale.
Magnitudo non solo nostra ma soprattutto di chi ci sceglie, sostiene, valorizza, dandoci la possibilità di fare scelte così belle ed emozionanti.
Dedicato a chi tra loro c’era e a chi non ha potuto esserci.
Magnitudo grazie 300x240 Ieri sera e per sempreEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

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L’armonia assoluta

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Metti una giovane violinista che non ha non mai suonato Ciaikoswki, un concerto e una bacchetta spezzati, 85 orchestrali costretti ai lavori più disparati, un ex direttore di orchestra alcolizzato e ridotto a fare le pulizie, aggiungi un impresario bislacco, una tournée annullata, un fax arrivato per caso. Metti l’ironia e la tenacia del popolo, l’arte di arrangiarsi dei gitani, aggiungi la lotta al regime, il potere dei sogni, mescola donne forti e appassionate, affida tutto a Radu Mihaileanu e avrai Il Concerto:  il più bel film di questo periodo, un capolavoro che mi ha fatto emozionare come non mai. Era martedì, all’anteprima all’Auditorium del Parco della Musica. Prima dell’inizio del film, Laura (il nostro cliente) ci avverte: è un film che ha un finale forte, vedrete gli uomini piangere. Parole profetiche. Inizia il film e sullo schermo segui uomini persi, distrutti, bloccati, fermi a trent’anni prima da una dittatura e una legge razziale che ne ha spezzato sogni e carriere. Li segui nella disperata e disparata quotidianità, tra mafia russa e sacrifici, tra ricatti e riscatti. È una carovana di improbabili quella che va a piedi all’aeroporto, è una classe di indisciplinati quella che fa tardi nelle strade di Parigi, è un groviglio di interessi privati quello che si muove tra cellulari mai avuti e libertà insperata. Poi, quando tutto sembra destinato a finire, li ritrovi coesi in un corpo solo e un’anima sola, compatti nel rispondere all’appello di nome Lea, professionisti dotati di talento capaci di raggiungere l’armonia assoluta nel dialogo serrato tra la nota malinconica del violino e la coralità dell’orchestra. Ed è alchimia pura. Il Concerto è  un film in cui si ride e si piange, in cui nulla è come appare. Dove la commozione è tale – all’attacco del violino solista – che non puoi resistere al brivido che scorre lungo la schiena e quando scoppia fragoroso l’applauso sullo schermo puoi solo assecondare la piena e lasciarti travolgere. Il miracolo si compie, attacca il violino, parte la magia, inizia la visione, buon ascolto.

Il regista all'Anteprima del Film

Il regista all’Anteprima del Film
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14/12. Una data da tenere d’occhio

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Lunedì prossimo, alle 11.30 a Palazzo Belgioioso a Milano, vedrà la luce 10Decimi. Un’iniziativa fortemente voluta da Wind per festeggiare i suoi primi dieci anni di successi. Un grande progetto a cui noi di Estrogeni abbiamo lavorato per un anno intero. E che ci ha coinvolti tutti. Ogni area con le sue specifiche competenze. Ogni individuo con la sua diversa sensibilità. Perché rappresenta un impegno nel sociale. Ancora di più, perché nasce per aiutare dei bambini. Tanti bambini, in tutto il mondo. In quelle realtà a cui spesso si guarda in maniera distratta. Da qui è nata l’idea di metterle, dovutamente, a fuoco. Sviluppare il resto è venuto da sé. Per il claim, per il logo, per l’immagine di campagna, per la struttura del sito. Un insieme di passaggi in cui, a turno, ci siamo passati il testimone per arrivare puntuali al traguardo di lunedì 14. Orgogliosi di non aver mancato l’appuntamento. Con Wind. Con le tante associazioni che credono in questo progetto. E con noi stessi, perché abbiamo dimostrato - ancora una volta - quanto realmente conti il lavoro di squadra.

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Buon compleanno

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Erano le 6 di mattina di un anno fa quando, in macchina, sono passata a prendere Chiara e Alessia. Era il giorno dell’apertura del Soratte Outlet Shopping.  Il 26 novembre di un anno fa: da una settimana non faceva che piovere, quel giorno era freddo ma c’era il sole. Al nostro arrivo, con la colonna musicale di Norah Jones, troviamo ancora tanto da mettere a posto.La sala al primo piano da allestire – prima conferenza stampa, poi sala cocktail – i parcheggi da sistemare, le luci da testare, la linea telefonica da stabilizzare. Poi accade. Alle 10 si aprono i cancelli, i visitatori arrivano, la musica parte, la magia degli artisti si diffonde per l’aria. Il Centro è aperto. E mentre i mimi e le muse danzanti si esibiscono, l’atmosfera si rilassa e il sole si scalda. Arriva il taglio del nastro. Gli artisti del circ de soleil volteggiano sul palco, sono quasi le 19, il Centro è pieno, la viabilità bloccata. La giornata volge al termine. Siamo contenti, pieni di shopping selvaggio.
Ieri sera, abbiamo concluso i festeggiamenti per il primo anno del Soratte Outlet. Un anno importante festeggiato con un intero mese di eventi dal concerto di Franco Califano, allo spettacolo di Amici, dal brindisi con Valentina Pace fino alle promozioni della mid season. Un anno in cui sono cambiate tante cose. Un anno in cui il Centro è cresciuto e si presenta oggi completamente cambiato: tanti negozi, tanti visitatori, viali illuminati, alberi fioriti, area baby attiva. Oggi il Soratte Outlet ha un anno in più. Oggi è iniziata la nuova stagione dello shopping. Venite a scoprirlo?

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