Operare nel sociale e per il sociale è sempre stata una mia forte passione. Ho sempre pensato che lavorare per aiutare qualcuno sia una grande stimolo all’impegno professionale. Pochi mesi fa, siamo stati chiamati dalla Onlus Parent Project per promuovere la Campagna di SMS solidale “Fai il Primo Passo”. L’Associazione lavora in Italia dal 1996, per accelerare il raggiungimento di una terapia che possa rallentare il decorso della distrofia muscolare di Duchenne e Becker. La malattia è genetica generativa e si manifesta intorno ai 2-3 anni di vita, causando la diminuzione progressiva delle abilità motorie. La Campagna servirà a finanziare un progetto di ricerca farmacologica: un nuovo modello terapeutico per integrare le attuali terapie a base di cortisonici. Dal 7 al 21 febbraio si potranno donare 2 euro, inviando un SMS al numero 45507 da cellulare Tim, Vodafone, Wind, Tre e Coop Voce e da rete fissa Telecom e Fastweb. Per diffondere questa Campagna, abbiamo pensato di creare una pagina facebook “Fai il Primo Passo”, invitando i fan a far avanzare la ricerca. Una pagina che per il momento è sostenuta da più di 1.400 amici, sensibili all’iniziativa che, con forte motivazione, ci seguono in maniera proattiva. Per stimolare la partecipazione, sono stati creati due giochi: “Occhio alla cura” e “Fai avanzare la ricerca”. Due giochi con i quali si possono sfidare i proprio amici su facebook. Da questa settimana, diffonderemo in rete tutte le informazioni sulla Campagna, nella speranza che in molti possano compiere un piccolo gesto che, unito a quello di altri, contribuirà a portare grandi speranze.
Noi ci crediamo e voi?
La vita è fatta a scale, si diceva una volta, a sottolineare il ruolo determinate della fortuna. Poi, sono arrivati gli ascensori, a semplificare tutto. Poco importa ci si muova verso l’alto o verso il basso. Il risparmio di energie è comunque garantito. Di altra specie vuole però essere quello assicurato da Infostrada ai suoi clienti, fino al 2013. Prezzo fisso per due anni, su telefonate e Internet, contro la tendenza che vede i costi in continua ascesa. Così, nasce un banner – in linea con lo spot – per promuovere l’offerta Absolute Adsl, bloccandone la tariffa a quei 19,95 euro corrispondenti a un piano dove converrebbe a tutti scendere. Anche perché, si sa, un po’ di moto fa sempre bene. Specie dopo le feste.
Quando Vivadolce ci chiese di dare un nome all’ultima linea – a base di burro, secondo la migliore tradizione francese – spiegandoci che sarebbe stata più buona delle precedenti, ricordo di aver pensato: Di più, è possibile? A quanto pare, lo era. Tanto da meritarsi uno stand tutto suo al Sigep, il Salone Internazionale Gelateria Pasticceria e Pianificazione Artigianali, alla Fiera di Rimini. Così, dal 22 al 26 gennaio, sarà lì per presentare la linea Cuore di burro, offrendo ai visitatori le sue ultime creazioni, fatte con la passione di sempre. Dal cornetto semplice a quello doppia sfoglia – un’Eclisse di pasta chiara e più scura per un abbraccio irresistibile – ai Rustì, rustici mignon dai tantissimi gusti. Ma l’allestimento dello stand era solo il primo passo. Per arrivare preparati all’appuntamento, abbiamo infatti pensato ai gadget, a un pieghevole che entrasse nel dettaglio dei prodotti e, ovviamente, a un sito dedicato. Un lavoro che ci ha coinvolto un po’ tutti, da Agostino a Daniela, da Gabriele a Mattia, fino a me. Giorno dopo giorno con un languorino sempre più forte di fronte alle foto di dolci e salati, sfidando il quale siamo riusciti a fare, anche stavolta, un buonissimo lavoro.
Relativamente ai film per cui abbiamo lavorato nel 2010, ricordo.
La passione di Soul Kitchen.
La sobrietà del Riccio.
L’energia del Concerto.
La temerarietà del Profeta.
L’allegria del Piccolo Nicolas.
La verità di Draquila.
La compiutezza della Regina dei castelli di carta.
La profondità di Niente Paura.
La vitalità di Resident Evil Afterlife.
La leggerezza di Mangia prega ama.
L’urgenza della Pecora Nera.
L’attesa dell’Ultimo esorcismo.
L’eleganza di Potiche.
La forza di The Killer inside me.
La lezione delle Avventure di Sammy.
Tra di essi, scelgo quale film dell’anno Il profeta.
Visionario ma reale, raffinato mai lezioso. Duro, a tratti ironico. Come la vita, dentro e fuori.
E voi, cosa ricordate? Quale preferite?
Permettete? un pensiero avanti, e un altro indietro.
Alla fine dell’anno diventa inevitabile iniziare a leggere una caterva di articoli su ciò che è stato l’anno ormai passato e cosa ci si aspetti da quello futuro.
C’è chi raccoglie i fatti più importanti del 2010, chi ci parla del 2011 come l’anno degli investimenti nei social network, e chi più genericamente consiglia come investire i vostri risparmi.
Ovviamente, io mi sono concentrato su ciò che da professionista mi contraddistingue, il markerting virale.
Parlando di 2010, guardando indietro, mi sento tranquillo di affermare senza l’ausilio di nessun dato empirico che il marketing non convenzionale sia andato alla grandissima. Si sono prodotte idee notevoli, e le richieste anche qui ad Estrogeni sono state davvero notevoli e variegate.
Mi viene tuttavia da pensare che una definizione di marketing virale, per quanto dibattuta e discussa da migliaia di autorevoli fonti, non sia stata ancora definita al punto tale da essere metabolizzata dai non addetti. Resto convinto che buona parte del problema sia legato a molte fonti, come questa (ringrazio Ignazio per l’articolo), che usano impropriamente neologismi comunicativi come guerrilla markerting per parlare di un’attività di volantinaggio. Proporre in questo modo le nuove forme di comunicazione che, attenzione sono un approccio mentale e non un semplice mezzo, impoverisce la dirompenza delle ideevirus e pone sui creativi non convenzionali una spada di Damocle fatta di pregiudizi e ingenuità.
Pongo il problema perché se si approfondisce questo gap tra ciò che la comunicazione non convenzionale è e ciò che invece è lontano dall’essere, si farà sempre più fatica a immettere sul mercato idee innovative in grado di dare impulso ai consumi.
- pausa pranzo. il resto di questo post lo sto scrivendo successivamente alla pranzo aziendale. Ovvero, un assaggio di carbonara, caco&pepe, e tagliatelle con i porcini, un vassoio intero di misto di carne di maiale e abbacchio, strudel e caffè, innaffiati da una bottiglia di vino..non mi assumo la responsabilità di quello che scrivo di seguito -
Questa riflessione mi è spuntata in testa grazie al video condiviso dall’ottimo Viralmente, in cui Trendhunter.tv ci mostra quali saranno i 20 trend che guideranno le produzioni pubblicitarie il prossimo anno.
Diciamo che alcune delle quali non mi stupischono, né ritengo siano novità. Partendo dalle Projeted Publicity, se ne sono viste davvero tante quest’anno, e con ottimi risultati sia in termini di creatività che di wom. Per quanto riguarda le voci di Interactive Retail e Brand Reversion non ci perdo neanche tempo tanto mi sembrhano scontate ed usurate. Mi sembra invece davvero molto esaltante, ed esasperante, il Real Timing e lo Hyperrealism. Con il primo si punta ad ottimizzare il mondo della communicazione (e quindi consumo) in formato mobile, mentre il secondo spinge ai limite l’utilizzo delle photoshoppate (si va verso la selezione di veri artisti della grafika? e chi lo sa…). Una cosa che mi ha davvero impressionato è il Discrete Consumerism. Da un po’, forse dagli albori del marketing virale, si è sostenuto che le label dovesero essere sempre più marginali all’interno della campagna di comunicazione. Forza al messaggio, al contenuto. In secondo piano chi la esplodere. Un coro di Brand is dead, Long live the Brand! Finora sono state pochissime le marche che hano saputo interpretare questa filosofia. Il rischio è grande. Decidere di rischiare una patte del budget decidento di dare magior spazzio alla creatività piuttosto che al proprio label è difficile da giustificare in caso di una campagna poco proficua. Ma mi chiedo – si è più legittimati a sbagliare nel caso inverso?
Buone Natalizie a tutti, di cuore
(si raccomanda di bere responsabilmente)