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L’ultimo post

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Il mio ultimo post risale al 21 maggio. Questo post è la sintesi di tutti quelli che prima e dopo ho preparato e abbozzato ma che non sono arrivata a concludere. Un collage di post iniziati e mai finiti. Ma sono lì e qualcosa dovremmo pur farci.
Cosa è successo dalla data di creazione del primo post non pubblicato ad oggi? C’è un filo? Una tendenza da cogliere? È stata pigrizia quella che mi ha fatto lasciare i post così o solo una maturazione in atto? E se, come ho già detto, penso alla vita come cerchi concentrici, c’è un senso in tutti i post inediti?
Provo a cercalo, proponendo una sorta di dialogo tra incompiuti. Senza sapere bene cosa verrà fuori.

Questa settimana ho imparato che (27 maggio)
Il cliente non ha sempre ragione.
Dire al cliente, con determinata ed educata fermezza, certe cose alla lunga premia.
Il cliente è difficile da conquistare, complesso da curare.
Ma poi, cross Over (9 giugno)
Un cliente ti segnala una cosa bella che ha visto in giro, senza sapere che la campagna di cui parla l’abbiamo realizzata noi, per un altro cliente. Parli con un altro e scopri che ti parla del film che stai promuovendo e lo definisce spettacolare, bellissimo. Piani che si intersecano, linee che si incontrano, identità uniche eppure unite.  Cogli nel segno e, mentre valorizzi l’unicità (il cliente non riconosce la firma Estrogeni, ma la qualità e il segno), ti accorgi di aver preservato un’identità di bellezza, di stile. Mi  piace pensarci così: unici e paralleli, tangenti e perpendicolari. Acuti e ottusi. Facce uniche della stessa medaglia. E quando qualcuno comincia a ricordarsi di noi (vi ho sentito nominare) e, a memoria, ti cita la head di una campagna che hai realizzato pensi che stai seminando qualcosa.
E mentre sei più tranquillo arriva giugno. E le provocazioni diventano stimoli (21 giugno)
Il mese di giugno è un mese particolare, sembra apparentemente immobile.
Quando ero piccola finivano le scuole e si partiva per le vacanze.
Quando lavoravo nel volontariato, si preparavano i campi estivi, che ci sarebbero stati a cavallo tra la fine del mese e i primi di luglio. Era tutto un fermento.
Quando ero nel terzo settore, si progettava il Natale: biglietti, mailing, pianificazione media tutto veniva deciso in quel mese.
Da quando sono ad Estrogeni, giugno è un mese di passaggio, apparentemente immobile può diventare ricco di spunti. In chi sa coglierli.
E l’unica è affidarsi e partire. Departures (2 luglio)
Questo film è un viaggio. Di ritorni più che di partenze. Di ritorni a casa di Dalgo, del padre scomparso, dei salmoni che ritornano dove sono nati per morire. È un ritorno alle origini.
È un film sui riti e sull’umiltà, sulla verità dei sentimenti e sulla capacità unica del protagonista di accettare la propria condizione: non un talento artistico ma un raffinato preparatore di morti.
E forse, questa è la serenità più grande. L’andare al di là dei luoghi comuni e scoprire che, a volte, quello che sembra lontanissimo e ostile ai più, è proprio quello che fa per noi. È aver fiducia in chi, conoscendoci, ci dice di fidarci. E di provarci.

Così nasce questo post. Per provarci, per guardare i mille punti che diventano linea, per riaffermare la bellezza di questo spazio di comunicazione solo nostro, senza bavagli, perché – come afferma Kawakumi -  il futuro dei corporate blog è proprio questo: diventare il punto centrale di un network multicanale di luoghi di conversazione attraverso cui l’azienda faccia sentire la propria voce (e ascolti l’eventuale voce dei suoi clienti).

New business. To you

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Riflettevo su Feedelity.
Il progetto nasce all’interno di un aggregato scientifico composto da aziende (Italsime, Estrogeni, Iniziativa) e università (Napoli, Benevento). Ha l’obiettivo primario di dar vita ad un sistema esperto che, secondariamente, consenta di creare un circuito ad elevata fidelizzazione tra esercenti commerciali al dettaglio di una determinata zona cittadina.
Come? Attraverso piani di marketing tailor made, elaborati da un consulente virtuale.Qualcosa, insomma, che sta a cavallo tra economia, sociologia, informatica e comunicazione.È stato bello esserci dentro. Ci ha offerto la possibilità di cimentarci con concetti ed esperienze ad oggi inesplorate ma, soprattutto, ci ha fatto comprendere il valore della nostra pratica quotidiana. È come se ci fossimo prestati a far da cavia, inferenziandoci l’un l’altro.
Poi, come sempre, ci siamo fermati a pensare. E di pensiero in pensiero (a cascata, proprio come un albero…), siamo giunti alla conclusione che abbiamo inconsapevolmente programmato un suicidio (altruistico, per dirla con Durkheim). Ci siamo, infatti, tagliati una fetta di mercato, che da oggi in poi farà affidamento su Feedelity.
Quando si dice l’eterogenesi dei fini.
Feedelity New business. To youEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

Tappa dopo tappa

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Da Sua Altezza in poi, la comunicazione di Soratte Outlet Shopping è stata tutta in discesa. Non nel tono, ovviamente, e neanche nel contenuto. Piuttosto, nella semplicità dell’ideazione del concept, capace di seguire a ruota il posizionamento su cui si era scelto di puntare. Dritto, fino al traguardo. E così, ecco una campagna che trasforma in forza le debolezze (come il maestro Bernbach ci ha insegnato, con la sua teoria del two-sided advertising). Tutte, evocate in un solo aggettivo che, nel contesto, non può che assumere una valenza positiva. Lontano dal traffico della città, dalle file alle casse, dalla caccia al parcheggio, c’è un posto in cui lo shopping si trasforma in un’idea. La stessa che ci ha guidato fin qui.

Immagine 1 181x300 Tappa dopo tappaEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

I Metallica potrebbero suonare Tchaikovsky

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Era il lontano ‘99 quando per la prima volta ho ascoltato un pezzo di “musica classica”, ma non ne sono diventato un fan accanito. A crescere con il grunge, si dimentica la bellezza delle sonorità pure, ma poi quando meno te lo aspetti la vita ti sorprende. Nuovo film. Il concerto. Metallica? No Tchaikovsky. Ecco lo sapevo, la mia cultura musicale questa volta non sarebbe servita a nulla. Con Elliot era andata alla grande, il soul anni ‘70 era servito per Zinos, ma come avrei potuto “rappresentare” Andreï? Non mi ero preoccupato, tanto l’avrebbero assegnato ad Ignazio. Lui è l’amico di Socrate, lui è il musicista, lui modula la voce, lui sarebbe stata la persona giusta.
Le cose nella vita vanno sempre diversamente. Andreï si sarebbe fatto conoscere attraverso le mie dita. Avrebbe fatto conoscere al web la sua vita, le sue disavventure, le sue passioni, il suo amore.
A prima vista è difficile fidarsi. Sembra solo un’altra trovata commerciale. Un altro medium sfruttato per introiti economici. Un’altra rottura.
Non è solo un’altra comunicazione.
La “personificazione del brand” è qualcosa che richiede tempo. Documentazione. Ascolto. Visione. Devi entrare nel personaggio. Devi far tuoi quei valori. Devi provare quelle emozioni. Il metodo Stanislavskij applicato al marketing, per renderti credibile.
La community ti accoglie a braccia aperte, ma devi guadagnarti il rispetto, l’attenzione, il retweet degli utenti. Gradualmente entri nelle liste di musicisti, cultori ed estimatori della materia. Dialoghi con loro. Ti arricchisci grazie a loro. Diventi uno di loro. Costantemente aumenta la stima nei tuoi confronti e con essa la visibilità. Tutti sanno che quell’avatar è irreale, che quell’avatar è solo un’entità, che quell’avatar è brand, ma nessuno ne ha paura.
La personificazione del brand, attraverso le community, è accettata perché fornisce dei volori, delle conoscenze ed è aperta al dialogo, al confronto, alla relazione. Essa è parte della community. Essa è comunicazione 2.0

ilConcerto2 209x300 I Metallica potrebbero suonare TchaikovskyEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

Scommesse cinematografiche

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C’era una volta un elegante riccio che ascoltava musica soul in una cucina. È quello che verrebbe fuori dall’incrocio delle sinossi di due film nelle sale in questi giorni.
Il riccio, tratto dal bestseller L’eleganza del riccio, uscito il 5 gennaio; e Soul Kitchen, al cinema dall’8 gennaio.
Due pellicole, due clienti, la storica Bim e la new entry Eagle Pictures, il webmarketing.
Ci siamo conquistati, con tenacia, un piccolo spazio nella distribuzione cinematografica, promuovendo i due film con strategie differenti e ugualmente mirate. Un elegante blog per Il riccio e un gustoso sito per Soul Kitchen, entrambi coadiuvati da attività di pr online.
Per la prima volta, la mia passione per la tecnica cinematografica come elevazione dell’animo umano, precipita in un vortice terreno. E invece di indivuare tracce semiotiche, cerco subito i dati del boxoffice.
In questo secondo weekend di gennaio, ho puntato su due cavalli, spero vincenti, e guardo la corsa con ansia e partecipazione. Soul Kitchen o Il riccio?
Si aprono le scommesse. Puntate su di noi, gente!

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