One trick pony? No, fortapàsc.
If you’ve ever seen a one trick pony then you’ve seen me
Have you ever seen a one-legged dog making his way down the street?
B. Springsteen - The Wrestler
Avrei voluto iniziare così quest'ultimo post a Estrogeni, però non sarei stato io. Avrebbe avuto quell'alone poetico, ma "secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza". Un sospiro da "Sogno Americano", che qui, oggi, non possiamo proprio permetterci. Fiducioso del futuro, ma di quello che va costruito tra stimoli, errori, cadute e (ri)partenze. 39 mesi, circa 2500 caffè e molteplici contaminazioni/emozioni raccontate post dopo post. Un viaggio iniziato per caso, un po' come la vita, sospinto da quel modo di insegnare che ... Leggi tutto

Ormai ci siamo, oggi si chiude la serie di post di "avvicinamento" a Italia-Germania, semifinale di Euro 2012. Chiudiamo la rassegna di racconti delle tre sfide fra Italia-Germania più famose con la semifinale del mondiale tedesco del 2006.
"Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastica. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro." P.P.P.
Non sono mai riuscito a dare un'interpretazione stabile alla visione pasoliniana del calcio, un giorno è positiva nei confronti dello sport, l'altro negativa nei confronti di chi
L’ospite di oggi è il regista Filippo Soldi, autore del documentario Case Chiuse, opera che si propone di analizzare il fenomeno di quelle che una volta venivano chiamate "case di tolleranza" senza ipocrisie legate al tema, dando spazio a tutti i punti di vista e analizzando tutte le sfaccettature del fenomeno, da quelle culturali a fino a quelle economiche e socio-politico. Case Chiuse, che ha partecipato all'ultima edizione del Festival Internazionale del film di Roma, è disponibile a partire da oggi su Own Air.
Dopo la regia di alcuni cortometraggi e lavori di sceneggiatura come quello per Bakhita hai scelto il tema delle case chiuse per il tuo primo documentario. Quali sono i motivi
Sono un lettore di Saviano, non un fan. Un lettore dei suoi libri (eh si ne ha scritti altri dopo Gomorra) e delle sue inchieste, ma non mitizzo le persone e accetto critiche costruttive. Riesco ancora a distiguere un giornalista da un popstar, anche se mi è capitato di vederlo alla tv, e a cambiare idea quando inciampo nell'errore. Siamo italiani, abituati a mettere bocca su qualsiasi tema anche se di Bocca non ne abbiamo le competenze.
Quello che (non) ho è stato il "secondo album" della coppia Fazio-Saviano e, come accade per i musicisti, ci si aspettava il botto di ascolti ma anche di qualità. Il pirmo c'è stato (La7 ringrazia), la seconda un po' meno (forse troppo poca). Le serate
"Disoccupato in affitto" è un viaggio alla ricerca di un futuro possibile, una messa in scena della precarietà odierna. Quell'essere quotidianamente in bilico, che non coinvolge esclusivamente le fasce giovani ma anche chi è alla soglia della tanto desiderata pensione.
"Disoccupato in affitto" è un viaggio, che nasce con la voglia di "trovare il domani" provocando una reazione in chi si sofferma a guardare, leggere, discutere o finge di non voler sapere.
"Disoccupato in affitto" è un viaggio, alla ricerca della verità (in caso ce ne fosse una) sul lavoro che a tanti manca e ad altri non soddisfa.
Un documentario sociale, i cui pregi non sono certo la realizzazione tecnica o l'interpretazione,
L'ospite di oggi è una di quelle persone che ti trasmette allegria già dall'avatar, giornalista/blogger che riesce a passare dalla critica sanremese al social media marketing in un baleno, insomma un vortice di spunti. "Calabbbrese" trapiantata a Torino, ho iniziato a seguirla perché esperta di costume e lifestyle, tematiche di cui "mi vanto" di non capire nulla ma di cui leggo qualcosa per non restare troppo fuori dal mondo (magari passano di moda le felpe e non ne so niente).
Ogni volta che qualcuno dice "Ma quindi Twitter è come Facebook, solo senza foto?", un community manager si accascia e muore.
— Giovanna Gallo (@Gioska23) Gennaio 18, 2012
Tu come lo spieghi al cliente?
Spiegare
La compagnia di bandiera olandese è sempre stata una delle prima a osare nella comunicazione, coinvolgendo spesso anche i passeggeri. Questa volta tenta di stupire chi delle innovazione può essere definito evangelist, che spesso si trova a sperare che tali "aggiornamenti" vengano presi in considerazione dai grandi brand e/o fornitori di servizi. KLM ha implementato la piattaforma Meet & Seat, per dare la possibilità, eventualmente lo si volesse, ai passeggeri degli aeromobili di mettersi in contatto attraverso due dei social network più usati nel mondo. Non un vero e proprio social ticketing, visto che il biglietto non può essere acquistato tramite account ma è solo una connessione
Il web partecipativo ha rivoluzionato completamente il modo di comunicare, facendo sì che da una semplice idea si possa arrivare alla "mobilitazione sociale". In Italia non si può parlare certo di "Primavera Araba" o di "Movimento Verde", sia per spessore che per mobilitazione, ma ciò che contraddistingue #nofreejobs è la capacità di utilizzare un mezzo come generatore e amplificatore di un'idea che possa sensibilizzare l'opinione pubblica. Stiamo imparando, gradualmente, a utilizzare la rete per il bene comune. Cristina Simone è la "portavoce" di un'idea diventata mobilitazione.
#nofreejobs è nato dal basso, da un "isterico" post di Paolo Ratto, fino ad arrivare sulla bocca di tutti.
L'ospite di oggi per la nostra rubrica settimanale è Fabio Malamocco noto Internet Business Consultant, che nell'ultimo mese è riuscito a generare un contenuto virale partendo da una semplice idea, che ha conquistato piccoli ma sopratutto grandi. Una di quelle cose inventate in un pigro venerdì sera, elaborata il sabato, implementata la domenica e messa online il lunedì mattina, che è riuscita in pochissimo tempo a stuzzicare la curiosità di una notissima Onlus.
CaroBabboNatale nasce dalla semplice idea di riavvicinare gli adulti a un mondo che nella "vita professionale" si tende a dimenticare. Puoi raccontarci il progetto?
Il progetto è nato da un'intuizione che ho avuto a fine 




Flashback è un laboratorio fotografico di imminente apertura, a due passi da San Pietro, dedicato ai turisti della capitale. Per loro abbiamo curato l'immagine coordinata: naming, logotipo, tutti materiali di supporto, fino all'allestimento degli esterni. È da poco online anche il sito web, pensato come una timeline lungo la quale far viaggiare a ritroso il proprio ricordo fotografico.
Abbiamo contribuito a Flashback per:
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