Sanremo Web Stars

Davide

By Davide e Simone
Published 20th February, 2012

Emma Marrone. Se mai ci fosse stato il dubbio.
La trionfatrice di Sanremo vince per distacco anche la nostra classifica Sanremo Stars on Web. A sorprendere non è tanto il risultato, quanto la differenza che abbiamo registrato in tutte le categorie tra la Marrone e tutti gli altri competitor. Con una interessante eccezione. Ma andiamo con ordine.
Abbiamo innanzitutto considerato la presenza sui social degli artisti in concorso a Sanremo 2012, verificando quanti fan avessero prima dell’inizio del Festival e subito dopo la sua fine. Per poter paragonare i dati, poiché alcuni artisti sono assenti da Twitter, abbiamo calcolato la media dell’aumento dei fan su Facebook e Twitter, in termini assoluti. Non abbiamo considerato la variazione percentuale per due motivi: perché avrebbe premiato troppo artisti con pochi fan / follower iniziali o artisti da poco “sbarcati” sui social, e perché abbiamo ipotizzato che Sanremo garantisca uguale (ed elevata) visibilità per tutti i partecipanti, che quindi combattono “ad armi pari” la battaglia della notorietà. Emma Marrone ha acquisito 10.000 nuovi fan su Facebook, e 5.000 su Twitter. Un dato impressionante, che solo Nina Zilli ha saputo in parte ripetere, con un buon dato su Facebook (oltre 5.000 nuovi fan), e un secondo posto a un soffio dalla Marrone su Twitter. Podio anche per Arisa, mentre chi fa peggio in questa classifica sono i Matia Bazar, assenti da Twitter e con un profilo personale su Facebook che non gli consente di incrementare i fan.

 

35 millimetri

Davide

By Davide
Published 8th February, 2012

35 millimetri. Ma non è un film. O forse sì. Un pessimo film, però. Un thriller per chi vive a Roma, qualcosa tipo Natale a Cortina per chi ci guarda da fuori. Proiettato venerdì 3 Febbraio.
35 millimetri. Di neve, però. Ovvero 35 centimetri. Lo sanno tutti i tecnici, dicono. Eppure, qualcosa è andato storto. I nostri amministratori non lo sanno. Tutto avviene a loro insaputa.
Inutile scrivere cosa sia successo, lo sapete già. Quante ore avete passato in macchina venerdì pomeriggio? Io tre e mezza per fare 8 chilometri. Poco più di 2 chilometri all’ora, però! Sono stato fortunato, c’è chi è stato sul GRA per 5 ore, e chi sul treno per 7 ore.
Nei supermercati, sabato mattina, c’è l’assalto ai forni di manzoniana memoria. Pane finito, latte finito, verdura finita. Sembra una guerra. È una guerra.
È la guerra dell’inefficienza diffusa, del pressappochismo, della menzogna, dell’incapacità di gestire sistemi complessi. Dell’informazione malata, anche: i telegiornali, faziosi e inguardabili, dicono che anche a Londra e Parigi ci sono stati disagi (certo, come no), oppure, ridicoli, invitano i senzatetto a rimanere a casa. Ma intanto spargono ansia, dicendo che i generi alimentari scarseggeranno e i prezzi aumenteranno.
Naufraghiamo come Schettino, ubriachi e spavaldi. Mentre il mondo che ci guarda non sa se essere attonito o ridere. Ridere dei nostri leader da operetta, che di fronte ai disastri, paesi navi e città che affondano, come dei bambini rispondono: “non è colpa mia”.
Qualche risata ce la facciamo pure noi. Il finto Alemanno che twitta “abbandonate la città” ad esempio. O guardando i bambini che giocano e fanno i pupazzi di neve. In fondo Roma imbiancata è uno spettacolo.
Ma la colonna sonora perfetta per leggere questo post è Goodbye Malinconia di Caparezza: “Come ti sei ridotta in questo stato?” Abbiamo perso la guerra, per 35 millimetri, è la risposta.

The Social Artist

Davide

By Davide
Published 30th January, 2012

10 Nomination all’Oscar. Uau! Ma andiamo con ordine.

11 novembre.  D’accordo con il distributore italiano del film, iniziamo le attività.

19 novembre. The Artist Il Film, la pagina che gestiamo, ha 75 fan su Facebook. Mancano ancora 20 giorni all’uscita nelle sale italiane. La strategia creativa viene pian piano attuata, per creare crescente interesse specie verso alcuni specifici target. Le idee sono molte, il film, che abbiamo visto in anteprima, è bellissimo, soprattutto. Resta il fatto che 75 fan sono pochini, se vogliamo promuovere il film al meglio.

2 dicembre. 95 nuovi fan in un solo giorno! Oggi siamo andati davvero bene. Quattro post sulla pagina ufficiale sono stati visualizzati da oltre mille persone. Abbiamo parlato delle infinite citazioni del film, del coraggio del regista, dell’essenzialità e della purezza del film anche nella colonna sonora, ed è stato rilanciato il trailer ufficiale.

11 dicembre. 148 nuovi “mi piace”. È il nostro record assoluto. Il film è appena uscito, e naturalmente stiamo spingendo al massimo. Viene sottolineata, come da strategia, la carica emotiva del film, la sua sensualità, la sua capacità di comunicare senza parlare. Ma nel frattempo sta anche succedendo qualcosa di nuovo e interessante, che non ci aspettavamo del tutto. Spagnoli, francesi, persino inglesi e americani stanno cominciando a interagire con noi, postano (Short review of The Artist: http://www.youtube.com/watch?v=DZRmHR-0zGo), commentano (Saw it yesterday night, it was very nice ^_^), domandano (Boston?? Where is this film showing in or around Boston, Massachusetts, usa?), suggeriscono (Go and see it!). Nonostante esista una pagina dedicata in inglese. Il film, l’abbiamo già detto, ci aiuta: è splendido ed il passaparola rimane tra le migliori possibili viralità. Ma forse stiamo anche lavorando bene, non ce lo diciamo da soli, ce lo dicono i numeri e la loro qualità:


Gennaio. Ormai 2 post su 3 dei nostri fan sono in inglese, o francese, o spagnolo. Veniamo praticamente  riconosciuti come una pagina internazionale. Veleggiamo felici sui 3.000 fan. Poi il 24 febbraio la notizia bomba delle nomination. Il post, e la notizia che il film tornerà nelle sale italiane, vengono visualizzati da almeno 4.000 persone. Continuiamo a crescere come seguito.

27 gennaio. Mentre scrivo questo post, in qualche ora la pagina ha acquisito altri 30 fan, siamo ormai oltre 3.800. Se ne acquisiamo 50-60 al giorno a febbraio arriveremo a 6000? Sarebbe un gran risultato! Intanto la portata virale, ovvero le persone che potenzialmente raggiungiamo con i nostri post, ha raggiunto un picco monstre di quasi 15.000 persone tra il 6 e il 12 gennaio.

26 febbraio (cronaca verosimile). Ed eccoci al gran giorno, chi vincerà gli Oscar? Sappiamo su chi scommettere, ci prepariamo alla diretta, ci siamo, proprio come c’eravamo il 19 Novembre con i nostri 75 fan!

Il ROI del SMM non esiste

Davide

By Davide
Published 23rd January, 2012

Si sente molto parlare del ROI del Social Media Marketing, il Sacro Graal che dovrebbe convincere i CMO ad investire sulle attività di Web Marketing, perché ne renderebbe finalmente misurabili i ritorni.
Vorrei dare il mio piccolo contributo al dibattito: come sanno tutte le aziende che investono efficacemente sulla Rete, il ROI del Social Media Marketing non esiste.
Ne esistono 10, almeno.
Scordatevi quindi una percentuale che indichi il rendimento del capitale investito in attività sulla Rete. E cominciamo a pensare invece, alle possibili prospettive degli investimenti digitali, come suggerito dagli studi più recenti, e ai vantaggi che si possono ottenere per ciascuna.
Le prospettive sono 4, i benefici 10. Eccovi una sbrigativa, ma veritiera, lista:

1.    Risk Management → gestione e prevenzione delle crisi
2.    Risk Management →  possibilità di gestire il customer care via social media
3.    Brand Management → aumento di valore dell’asset Brand
4.    Brand Management → aumento dell’attrattività, della riconoscibilità e della credibilità del marchio
5.    Digital perspective → rapidità di comunicazione con i propri follower, possibilità di entrare rapidamente in contatto con nuovi follower
6.    Digital perspective → migliore conoscenza dei propri clienti e delle loro aspettative
7.    Financial perspective → fidelizzazione dei propri clienti (+ ricavi)
8.    Financial perspective → maggiore targettizzazione delle offerte (+ ricavi)
9.    Financial perspective → aumento della platea di potenziali clienti a cui rivolgersi (+ ricavi)
10.  Financial perspective → aumento del traffico dai social media verso il proprio sito (+ ricavi)

Tutto questo è valido, naturalmente, solo a patto che il social media marketing sia considerata non una attività residuale da fare a budget residuale e solo per dovere di presenza, ma invece una scelta decisiva per l’impresa, e che di conseguenza venga costantemente allineata alle strategie aziendali, semplicemente perché ne è parte integrante.
E ciascun punto della lista, naturalmente, meriterebbe un post dedicato. A partire dal fatto che se una azienda non ha intenzione di comunicare con trasparenza e rigore, forse sono più i rischi che corre che non i vantaggi che potrebbe ottenere, perché sul web tutto è tracciato, e qualunque parola sul web rimane scolpita nella pietra.
Tutto questo era quindi solamente per dire: la formula magica non esiste ancora, e forse è inutile provare a calcolarla perché il valore dell’investimento digitale è lì davanti ai nostri occhi. Si potrebbe obiettare: ma il caso Apple non dimostra che si può essere leader senza stare sui social? La risposta potrebbe essere semplice: non è forse Steve Jobs il primo, grande, insuperato evangelizzatore di community, con i risultati che tutti conosciamo?

Caro Babbo Natale

Davide

By Davide
Published 23rd December, 2011

Abbiamo fatto un’analisi del contenuto delle letterine scritte a caro-babbo-natale.it, l’iniziativa di cui vi avevamo parlato anche martedì. I termini sono tanto più grandi, quanto più numerose sono le ricorrenze dei desideri espressi, mentre il posizionamento nello spazio è casuale.
È solo un gioco, naturalmente: quindi, come sanno benissimo i bambini, qualcosa di decisamente serio.
Possiamo ipotizzare che abbiano scritto sul sito le persone più abituate all’utilizzo del web 2.0: semplificando, il campione dovrebbe essere rappresentativo  di quel 25%  di persone giornalmente connesse  ad Internet (fonte: Audiweb ottobre 2011). E cosa chiedono questi italiani al Babbo Natale digitale? Più velocità dell’ADSL, più smartphone, l’ultimo tablet? Se continuate a leggere, avrete qualche sorpresa.
Ecco una nostra interpretazione della letterina a Babbo Natale basata sulla frequenza dei termini utilizzati.

Caro Babbo Natale

Vorrei

persone

mondo

tempo

bambini

sorriso, sempre

lavoro

serenità

salute

sogni

vivere

GRAZIE

P.S. Poi (anche) qualche regalo

Niente tecnologia insomma, ma solo valori e categorie forti. Il che, in fondo, è anche una bella sorpresa; ma è davvero così, o solo così? Forse, per avere più persone e mondo, uno smartphone con social network può essere interessante e per avere più tempo, una connessione veloce o un tablet aiutano eccome. Vogliamo parlare del trovare lavoro senza LinkedIn o senza portali per la ricerca di lavoro? Insomma, forse la tecnologia non compare perché la diamo per scontata, perché il suo uso e la sua pervasività sono la quotidianità, il new normal.
Vi lasciamo con questo spunto di riflessione, e in ogni caso, digitale o analogico che sia, Buon Natale ai nostri follower e a tutti. Ci rivediamo dopo le vacanze.

12