Guestbook. Intervista a Flaminio Zadra

Alessandro

By Alessandro
Published 22nd February, 2012

Abbiamo intercettato l’ospite del Guestbook di oggi qualche giorno fa presso i nostri uffici, chi ci segue anche su Facebook ha potuto vedere già qualche foto della sua visita. Stiamo parlando di Flaminio Zadra, produttore cinematografico che ha fra l’altro nel suo curriculum anche quel Soul Kitchen del quale ci eravamo occupati in occasione del lancio, circa 3 anni fa. Flaminio ha gentilmente accolto il nostro invito ed è quindi l’ospite del Guestbook che questa settimana esce, in via eccezionale, di mercoledì.

Le nuove tecnologie hanno portato a una rivoluzione nella distribuzione dei prodotti culturali – e quindi anche di quelli cinematografici – le cui conseguenze sono ancora parzialmente indecifrabili. La recente chiusura di Megavideo ha riaperto il dibattito fra chi spinge verso una razionalizzazione di un mercato che sembra una giungla e chi invece protesta gridando alla censura. Da addetto ai lavori, pensi sia possibile conciliare i vantaggi della tecnologia con le esigenze della filiera industriale del cinema, rivoluzionando in qualche modo il sistema distributivo, o è ancora possibile mantenere in piedi il vecchio sistema, eliminando sistematicamente ogni minaccia?

Più che di una possibilità si tratta di una necessità. Bisogna trasformare le minacce offerte dal web in opportunità. Certamente dipende molto dal genere di film. È chiaro che grossi successi commerciali sono più a rischio di piccole opere d’autore. Queste ultime non raggiungerebbero mai comunque un’ampia fascia di pubblico, a causa nella mancanza di una distribuzione cinematografica tradizionale adeguata. Il pubblico stesso, amante del cinema d’autore, non credo che rinuncerebbe, avendone la possibilità, all’esperienza della sala. Diciamo che alcuni film se non venissero visti grazie ad internet, non verrebbero visti in nessun altro modo.
Poi c’è il discorso della pirateria, che è diverso. Si tratta un atto illegale. E come mangiare al ristorante senza pagare il conto. Né più né meno. Ritengo che si tratti innanzi tutto di riuscire ad autodisciplinare la gente. In questo senso le nuove tecnologie dovrebbero aiutare, soprattutto abbassando enormemente i costi di distribuzione (anche quella tradizionale), e dunque i costi di fruizione.

La rivoluzione non riguarda solo la distribuzione, ma anche ovviamente la fruizione. L’anno scorso David Lynch si è schierato decisamente contro la visione dei suoi film attraverso dispositivi come gli smartphone. Qual è la tua posizione in merito: anche i film devono evolversi per permettere una fruizione sui device più svariati, o il formato non consente alternative alla visione in sala o al massimo in home video?

Non credo che David Lynch si debba preoccupare. Forse mi sbaglio, ma ritengo che ben pochi dei suoi fan si accontenterebbero di vedere un suo film sullo schermo di un iPhone. Per me l’esperienza della sala è insostituibile. Il futuro probabilmente mi smentirà, ma finché esisterà un cinema nella mia città io continuerò a frequentarlo. La chiusura del Metropolitan qui a Roma è stata traumatica per me. Mi giungono ora inquietanti notizia anche riguardanti il Nuovo Olimpia.
Ogni altra forma di fruizione di un film non può essere alternativa ma bensì complementare. Vedersi un vecchio film sul monitor del computer mentre si è a letto in una fredda giornata invernale è anche questo un piacere al quale non si può far a meno di tanto in tanto. Ma uno smartphone, no… questo non lo capisco!

Nel settore musicale il web in generale e i social media in particolare aiutano molti gruppi emergenti a farsi conoscere rapidamente e in maniera diffusa, cosa che sarebbe stata impossibile anche solo 20 anni fa. Nel cinema esiste (o se non esiste, sarebbe possibile che si verificasse) un fenomeno del genere? Oggi è più facile per giovani registi e sceneggiatori avere visibilità e arrivare in alto, e ci sono esempi di ragazzi che ce l’hanno fatta grazie agli strumenti digitali?

Questo è un dibattito su cui amano, almeno una volta al mese, cimentarsi tutti gli amanti del cinema e gli addetti ai lavori: è meglio la pellicola o il digitale? Per me certamente, chiaramente, indiscutibilmente, la pellicola.
Naturalmente il digitale permette a molti giovani registi di mostrare loro talento in modo più immediato ed economico. E anche molti registi già affermati scelgono il digitale non solo per motivi economici ma propriamente stilistici.
Il rischio tuttavia è che avvenga ciò che è avvenuto con la musica: l’MP3 si può ascoltare ovunque e migliaia di brani in questo formato si possono memorizzare nel telefono cellulare. Ma la qualità non è neanche lontanamente paragonabile a quella del buon vecchio vinile. Mi chiedo se non stiamo rinunciando alla qualità in nome della quantità.

Nella mia tesi analizzavo alcuni casi di marketing virale applicato al cinema, giungendo alla conclusione che se il film oggetto della campagna è valido la strategia – se ben fatta – può dargli un’ulteriore spinta, ma se il prodotto è già poco valido di per sé allora non c’è campagna di marketing che regga alla prova del botteghino. Sei d’accordo con questa analisi?

Assolutamente d’accordo.

Grazie mille Flaminio.

Su Own News potete leggere un’altra intervista a Flaminio Zadra, che si concentra di più sul suo lavoro di produttore.

Guestbook. Intervista a Anna Simone

Alessandro

By Alessandro
Published 24th January, 2012

Oggi la G di Guestbook sta anche per Green, tema carissimo alla nostra ospite, Anna Simone, Sociologa Ambientale “di Laurea ma soprattutto di testa” – come afferma sul suo blog. Anna è infatti l’autrice del green blog EcoSpiragli, attraverso il quale racconta le (purtroppo) tante cattive notizie relativa alla situazione ambientale, rallegrandosi infinitamente quando (per fortuna) le capita di trovarne qualcuna positiva. Io e Francesco abbiamo avuto il piacere di conoscerla in occasione del nostro Viaggio al centro dell’innovazione, oggi la intervistiamo con un occhio all’ambiente e uno all’attualità.

Il tuo blog, Ecospiragli, si presenta come “una finestra sull’ecologia e l’ambiente”. Ci racconti com’è nata l’idea di aprire un blog su queste tematiche, e che riscontro hai in termine di partecipazione dei lettori?

Il blog è nato per un’esigenza di comunicazione. Nel senso che mi interessava far arrivare agli altri piccole notizie green o rimedi naturali, spesso sconosciuti. Ho iniziato per gioco, volevo vedere se qualcuno era interessato a quello che scrivevo. E’ andata bene, sono contenta! Ovviamente spero che i lettori aumentino sempre più, anche perché senza di loro avrei già smesso di cercare parole per esprimere concetti.

Rispetto al tema dell’ecologia, quale pensi che sia il valore aggiunto della Rete, e in particolare dei canali social? Pensi che abbiano aiutato in qualche modo a presentare e diffondere una tematica troppo spessa lasciata in secondo piano?

Sono fondamentali per tutti i settori, incluso quello ecologico-ambientale…. hanno un potenziale pazzesco.
Personalmente molte informazioni le scovo sui social network, Twitter è il canale più utile.
Le tematiche green rappresentano l’onda del momento, un’onda che cavalca bene la rete. Tuttavia l’attenzione all’ambiente sta avendo sempre più risonanza anche grazie alle aziende che hanno deciso di puntare sulla green economy, magari spinte dagli incentivi in questa direzione. Dalle indagini di mercato si sono rese conto dell’interesse sociale verso la sostenibilità, hanno investito, e ora ci ritroviamo a poter scegliere prodotti con un basso impatto ambientale. Il successo del verde dipende quindi dalla sensibilità personale verso questo settore, dall’aiuto della rete, che contribuisce e rendere noto ciò che altrimenti resterebbe in secondo piano sui canali di comunicazione tradizionale, e da alcune aziende che sfornano prodotti sostenibili da acquistare. Ci sarebbe anche tutto il discorso del greenwashing e della mancanza di interesse a livello governativo nel ridurre l’inquinamento, ma la risposta diventerebbe troppo lunga e non la leggerebbe nessuno!

Da ormai più di una settimana tutti i media , vecchi e nuovi, offrono una copertura completa (in alcuni casi forse eccessiva) di quanto accaduto all’Isola del Giglio, col naufragio della Concordia. Al netto di tutte le considerazioni di carattere più generico, voglio chiederti – da esperta in materia – come valuti la comunicazione che si sta facendo dei rischi ambientali per l’arcipelago: credi che l’attenzione sia troppa (o troppo poca) rispetto a una tragedia con un numero importante di vittime, o pensi che se ne stia parlando in maniera corretta, sia qualitativamente che quantitativamente?

Sono molto polemica sulla faccenda della Concordia. Se è parlato male, malissimo. Sulla tragedia umana in corso alcuni giornalisti e non, continuano a ricamare in modo ridicolo. Per quanto riguarda il disastro ambientale manca il parere dei veri esperti e mancano le informazioni ufficiali. Mi aspettavo notizie tecniche da parte degli Enti istituzionali, ma non ci sono state. Bisognerebbe spiegare che l’impatto ambientale lo abbiamo avuto già da quando la nave ha toccato il fondale, che durante questi giorni è aumentato anche per via dell’ingente presenza di navi in quella parte di mare, che potrebbe peggiorare drasticamente se dovessero verificarsi delle perdite di carburante, e che continuerà fino a quando non rimuoveranno la nave. Sarebbe il caso di spiegare i perché e fornire i dati scientifici, non limitarsi a considerazioni che assomigliano alle chiacchiere da bar. Durante la conferenza stampa di ieri, qualcosa hanno provato a dire … ma sono passati dieci giorni dall’accaduto.

Oltre ad essere una blogger, hai anche un approccio più giornalistico, visto che collabori anche con altre testate, come ad esempio Linkiesta. In Italia, oggi, quanto è difficile fare informazione sulle tematiche che affronti nei tuoi articoli? Mi riferisco in particolare al fatto che abbiamo ancora tanto da imparare in fatto di trasparenza della PA rispetto a altri Paesi, e quindi immagino che non sempre sia facilissimo trovare fonti attendibili sui dati che servono a scrivere un articolo d’inchiesta.

E’ difficile soprattutto per una questione culturale. Il settore ambientale è sempre stato l’ultima ruota del carro e così ci ritroviamo sia a far poco a livello nazionale, sia con persone impiegate in Enti pubblici, che operano nel green in senso ampio, che purtroppo non hanno la minima passione per la materia e sono del tutto impreparate. Al sud poi, va peggio rispetto al centro-nord e non sono ovvietà ma dati di fatto. Quando ho bisogno di consultare esperti, vi assicuro che dal sud non rispondono quasi mai. A questo aggiungo che mi imbatto in siti internet istituzionali assolutamente inutili, dove non si capisce chi fa cosa e mancano i contatti (numeri di telefono e indirizzi mail). In generale , nel nostro Paese, c’è il malcostume di non rispondere alla richiesta di informazioni, cosa che non si verifica all’estero dove rispondono garbatamente, in tempi rapidi (48 ore) e in maniera completa. A mio avviso chi lavora negli Enti pubblici dovrebbe sentirsi in dovere di fornire informazioni, di divulgarle. Colgo occasione per lanciare un appello: rispondete alla e-mail e richiamate appena rientrate in ufficio, lo stipendio lo paghiamo noi.

Grazie mille Anna, in bocca al lupo per i tuoi progetti.

Crepi il lupo, grazie a voi!

Birthday Marketing

Alessandro

By Alessandro
Published 19th January, 2012

Come ogni mattina sfoglio (virtualmente, s’intende) i feed e apprendo di una bella iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: chi deciderà di visitare un luogo di cultura statale nel giorno del suo compleanno entrerà gratis.
La promozione, valida per tutti i cittadini dell’Unione Europea, in realtà era nata l’anno scorso in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ma visto il successo riscontrato verrà riproposta anche nel 2012. Una bella iniziativa di marketing dell’arte che mi ricorda un post di Ignazio, ma non solo.
La mente torna subito anche  a un messaggio che ho ricevuto su Facebook qualche giorno prima del mio compleanno. Era del gestore di un locale di Bologna, Il Covo, di cui sono fan (reminiscenze universitarie), e diceva che in occasione del mio compleanno mi avrebbero lasciato, se volevo, un accredito per entrare gratuitamente e un paio di free drink alla cassa. Purtroppo da anni non vivo più a Bologna e non ho potuto usufruirne, ma ho pensato che si trattava di un’ottima idea: in un colpo solo fidelizzi il cliente con un omaggio gradito e lo incentivi a festeggiare il suo compleanno nel tuo locale, ovviamente con gli amici, portando quindi altre persone che pagheranno gli ingressi e consumeranno.
Stesso discorso anche per l’operazione del Ministero sui musei: si presume che, assieme al festeggiato, visiteranno i luoghi d’arte anche altri accompagnatori paganti.
Operazioni di quello che definirei Birthday Marketing, doppiamente vincente. In primo luogo si associa la promozione a un evento, il compleanno, che è personalizzato per l’utente, creando una relazione più diretta e in qualche modo “intima” con l’azienda. Inoltre, si lega questa relazione a un evento che è – che piaccia o meno – correlato ormai inestricabilmente a logiche di consumo, che si cerca di dirigere verso il proprio business. Il tutto basato sul concetto di gratuità (non il vecchio buono sconto per il compleanno) e quindi apparentemente percepito come regalo e non come operazione prettamente commerciale.
Senza scomodare Chris Anderson io trovo questi casi molto interessanti, e mi auguro 100 di queste promozioni.

 

Guestbook. Intervista a Ilaria Petitto

Alessandro

By Alessandro
Published 17th January, 2012

Ieri, per il terzo appuntamento con Italian Jobs, abbiamo intervistato Ilaria Petitto che ci ha presentato la sua azienda, Donnachiara. Nel corso dell’intervista sono emersi tanti spunti interessanti, dalle specificità del settore vitivinicolo alle peculiarità del territorio campano per fare impresa, dall’utilizzo del web all’ingresso in nuovi mercati fino ai consigli di Ilaria per i giovani imprenditori desiderosi di avviare una propria start-up. Nel video vi proponiamo la versione integrale dell’intervista. Aspettiamo i vostri commenti, mentre per qualsiasi segnalazione o approfondimento relativo a Italian Jobs basta inviarci una mail.

Italian Jobs, oggi la diretta con Donnachiara

Alessandro

By Alessandro
Published 16th January, 2012

Torna oggi Italian Jobs – Il bello di fare impresa in Italia con il terzo appuntamento del ciclo di incontri. A partire dalle 12 potrete seguire la diretta streaming durante al quale vi presenteremo Donnachiara.
Ilaria Petitto ci racconterà la storia di una passione di famiglia, legata a splendidi vigneti di proprietà sin dall’800 ed alla cantina vinicola, piccolo gioiello di forme e sostanza la cui produzione si attesta intorno oggi intorno alle 200.000 bottiglie, fra D.O.C.G. come Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi, Aglianico D.O.C e Aglianico I.G.T.
Per seguire la diretta vi basterà collegarvi alla nostra pagina Facebook, attraverso la quale potrete guardare il video e contemporaneamente inviarci dalla chat le vostre domande live.
Vi aspettiamo, non mancate.

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