Lo scandalo dell’extra vergine: la gestione della crisi da parte dei brand e le percezioni dei consumatori

In Big Data Analytics, Sentiment Analysis, Social Media, Web Analytics

Olio d'oliva


Il 10 novembre 2015 le aziende Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin) sono state iscritte nel registro degli indagati dal pubblico ministero Raffaele Guariniello di Torino, con l’accusa di frode in commercio.

L’ipotesi di reato è di avere venduto bottiglie di olio di qualità inferiore come olio extravergine di oliva, risparmiando quindi nel processo di produzione.

Per valutare le reazioni del pubblico a questa notizia, abbiamo monitorato i commenti sulle pagine Facebook dei brand, effettuando un confronto tra il sentiment prima dello scoppio dello scandalo con il sentiment nei giorni successivi. I dati rilevati sono stati poi normalizzati su una scala da 0 (sentiment completamente negativo) a 100 (sentiment completamente positivo).

La situazione nel mese precedente allo scandalo è piuttosto positiva per tutti i brand:

Olio oliva
Cosa accade nei giorni dal 10 al 20 novembre? Per tutti i brand analizzati, è stato registrato un evidente calo dell’indice di sentiment, con oscillazioni più o meno forti. In particolare, i marchi Carapelli e Bertolli sembrano quelli maggiormente colpiti dallo scandalo:

Olio oliva scandalo
Cerchiamo di capirne di più, a partire dalle strategie adottate da ciascun brand.

Carapelli non ha una gestione attiva della pagina Facebook, ed ha ricevuto forti critiche su una pagina non aggiornata e tra l’altro dedicata al mercato USA. L’assenza di qualunque dichiarazione ha probabilmente peggiorato il sentiment degli utenti.

Al contrario Bertolli ha effettuato un comunicato ufficiale su Facebook, il 12 novembre, ben due giorni dopo le prime notizie sul tema, ed ha probabilmente pagato questo ritardo.

Chi è andata meglio? Fra le aziende toccate dall’inchiesta, la Pietro Coricelli è stata la prima a diramare un comunicato su Facebook, e non a caso è quella che perde meno in termini di sentiment (esclusi i brand di controllo Monini e Fratelli Carli, che pur non toccati dall’inchiesta hanno comunque registrato un calo).

I dati di sentiment ci dicono quindi che una gestione ottimale della crisi si caratterizza per tempestività e chiarezza nell’intervento, non sottovalutando nessun canale gestito. Ciò è vero in particolare per i social network, sempre più il punto di contatto immediato per critiche (o apprezzamenti) verso i brand.

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