Donare è social!

In Social Media, Solidarietà, Web Analytics
Per conto di un nuovo cliente del settore no profit stiamo svolgendo uno studio di posizionamento (di cui forse un giorno vi racconteremo).

Il punto di partenza è stata un’analisi ad ampio raggio su vari dati disponibili sul web. Tra i vari aspetti esaminati, abbiamo indagato se esistano delle correlazioni tra la visibilità su Facebook, espressa dal numero dei fan ad oggi, e le donazioni del 5 per mille, sulla base dell’ultimo dato disponibile (2013, Agenzia delle Entrate). Confrontiamo quindi periodi differenti (anche se le donazioni hanno un “ritardo” di un anno rispetto alla competenza contabile). Inoltre, una volta trovata una eventuale correlazione, rimane da dimostrare che sia la numerosità dei fan Facebook ad influenzare le donazioni, e non la notorietà pregressa di un ente che genera contemporaneamente più donazioni e più like.

Con le dovute accortezze metodologiche, vediamo quindi cosa dicono i dati.

Donazioni onlus e social

Sono solo moderate le correlazioni tra i primi 10 enti per raccolta di donazioni e il loro numero di fan su Facebook. In particolare, un ente storico come l’AIRC, che da 50 anni lotta “con coraggio” contro il Cancro, ha meno fan di soggetti più giovani e “aggressivi” nella comunicazione, come Emergency e Medici Senza Frontiere. Ma grazie alla sedimentazione storica dei rapporti con i donatori, AIRC stacca nettamente tutti gli altri enti e fondazioni sulla raccolta del 5 per mille.

Ricerca scientifica e social

Restringendo il campo di analisi, il quadro si fa più interessante. Per gli enti di ricerca scientifica, sia la correlazione che la regressione lineare indicano che le variabili sono piuttosto dipendenti l’una dall’altra. Fa eccezione la Fondazione Veronesi, che probabilmente guadagna più in termini di visibilità complessiva (fan) dalle attività del suo fondatore che non in termini di donazioni vere e proprie. C’è anche da dire che molte donazioni afferiscono anche all’istituto Europeo di Oncologia, qui non rappresentato, che fa riferimento sempre alla figura di Umberto Veronesi.

Ricerca Huntington e social
Concentriamoci infine sulle donazioni sui soli enti che fanno ricerca/ assistenza per i malati di una rara malattia neurodegenerativa, la Corea di Huntington: la correlazione, e la regressione lineare appaiono ancora più forti. In linea di massima, le donazioni sono più elevate per chi raccoglie più fan su Facebook. Con tutte le accortezze metodologiche specificate in premessa, i dati sembrano quindi indicare che tanto più è specifico il tema (generale ---> ricerca ---> ricerca huntington), tanto maggiore sembra essere la correlazione con le attività social.

Donare è quindi “social”? Senza arrivare a certezze conclusive, è pur vero che sui Social si lavora di visibilità, e per le onlus, di testimonianze di impegno e di cura. Una stessa persona può seguire su Facebook varie fondazioni e onlus, e la sua scelta può sicuramente essere orientata anche da ciò che legge e da ciò che attrae maggiormente il suo interesse e la sua sensibilità.


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