6 luoghi comuni sul dieselgate Volkswagen

In Riflessioni, Social Media
Miss Italia è salva: ora il tema forte delle discussioni è lo scandalo Volkswagen, che per dimensioni e portata produrrà molto più che qualche meme divertente (tra l’altro, apro e chiudo una rapida parentesi, la vincitrice di Miss Italia ci ha fatto dimenticare un’altra candidata che ha dichiarato, con mirabile sincretismo:  “i mie eroi sono Falcone e Borsalino”. Chapeau).

Passiamo quindi al tema forte: Volkswagen ha truffato per sei anni i test di certificazione sull’inquinamento ambientale, applicando un software che manometteva i risultati reali. Il caso riguarda undici milioni di veicoli, non solo negli USA, dove lo scandalo è scoppiato. Boom.

Ci sarebbe tanto da dire, ma in particolare qui osserveremo 6 luoghi comuni che ho notato nelle discussioni sui social network:

  1. Tutti barano, mica solo Volkswagen → FALSO mentre è vero che i test in laboratorio sulle emissioni non corrispondono ai dati reali di inquinamento, è falso, in base alle informazioni disponibili, che altri costruttori abbiano utilizzato un software che alterava i risultati, come ha fatto Vw.

  2. È un attacco degli americani per indebolire l’industria europea  FALSO Volkswagen è rea confessa, ha ammesso di aver falsificato i valori, e sta lavorando per rimediare. Inoltre è da più di un anno che l’ente di certificazione USA chiede spiegazioni, e Vw ha negato finché possibile. Poi di fronte all’evidenza si è dovuta arrendere. Se Volkswagen avesse rispettato le regole, non avrebbe avuto niente da temere…

  3. Parlano proprio gli americani che non rispettano il protocollo di Kyoto?  FALSO, O MEGLIO NON APPLICABILE questa assomiglia a “e i Marò allora?” Nel senso che sicuramente gli USA dovrebbero rispettare il protocollo di Kyoto, e quindi? Rimane il fatto che Vw ha infranto delle leggi americane, per sua stessa ammissione, e ha contribuito ad un maggiore inquinamento mondiale.

  4. I vertici non sapevano  FALSO Questa è divertente. L’ad Winterkom si è dimesso, la truffa dura da sei anni, a maggio in California Vw mandò una lettera richiamo ai possessori di auto con diesel, probabilmente fiutando l’aria dell’imminente scandalo. E’ impossibile che i vertici non sapessero. Tra l’altro, se non sapevano, sarebbe ancora peggio, dato che vorrebbe dire che in Vw vengono commesse truffe a livello mondiale all’oscuro della dirigenza.

  5. Non bisogna gioire perché si perderanno posti di lavoro  FALSO Posto che l’impatto è ancora da valutare, se anche Vw perdesse quote di mercato e dovesse licenziare, le quote di mercato perse verrebbero prese da altri costruttori, che aumenterebbero i turni di lavoro o assumerebbero altri operai per far fronte alla maggiore produzione. In questo modo anche l’indotto sarebbe tutelato. Non è prevista una riduzione delle vendite di automobili a livello globale, anzi le previsioni sono di crescita. Poi dispiace certamente se operai Vw perderanno il lavoro, ma è la legge del mercato, e se ci dobbiamo dispiacere per loro, allora dovremmo essere tristi ogni giorno perché c’è sempre qualcuno che perde il lavoro per aziende che vanno male (ma ci sono altri che vengono assunti da aziende che vanno bene). Concedeteci invece la piccola gioia di vedere i tedeschi primi della classe, secchioni e severi  con tutti, beccati a barare… per sei anni!

  6. Euro 3-4-5-6 sono serviti solo a far cambiare macchina agli automobilisti  …VERO! Allo stato dei fatti, se davvero i diesel sono mediamente molto più inquinanti di quanto ci si aspettava, il loro impatto sulla riduzione dell’inquinamento  è stato molto minore del previsto. Quindi l’obbligo di comprare nuovi modelli (i soli a poter entrare nei centri urbani) è stata soprattutto una tassa occulta sulle tasche degli automobilisti, a cui è stato imposto di cambiare macchina molto prima del necessario.

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