50 sfumature di sentiment

In Big Data Analytics, Web Analytics
Tre anni dopo, mi è capitato di ripensare ai primi incontri in cui raccontavo a potenziali clienti dei servizi di sentiment analysis. Quando riuscivo ad arrivare alla fine della presentazione (caratteristica tutta italiana, nel bene e nel male), la domanda più tipica era del tipo “So what?”. Ovvero “bello, ma che ci facciamo in concreto?”. Le possibili applicazioni erano talmente tante, secondo me, che mi trovavo (concedetemi il paragone) un po’ come nella situazione in cui si trovavano i primi commerciali dei PC, che non sapevano bene come convincere i potenziali acquirenti a comprare un oggetto che faceva tante cose diverse, ma nessuna specifica in particolare. D’altra parte le ricerche di settore lo dicevano, che l’awareness building sarebbe stata l’attività principale su cui lavorare per far crescere il mercato. Tre anni dopo, noto senza dubbio una maggiore consapevolezza negli interlocutori. Sarà che i Big Data sono molto di moda e sexy, anche non si tratta esattamente della stessa cosa. Sarà che i budget destinati agli investimenti digitali continuano a crescere, tra i pochi. In ogni caso, io stesso ho esempi molto più concreti da fornire, un po’ come il venditore di PC di prima che finalmente poteva mostrare un videogioco (sì, fu quella la leva vincente per l’informatica di massa degli albori). E quindi, in caso di “so what”, snocciolo cosa si può fare con la sentiment analysis:
  • Decisioni informate di marketing – non più, solo, il fiuto del creativo, ma una creatività informata e ispirata da numeri, tendenze, valutazioni sulle scelte dei competitor
  • Sentiment call to action – ovvero azioni di marketing direttamente suggerite dalle conversazioni online, per esempio intercettando gli scontenti di altri brand
  • Servizi di predizione delle vendite – che in particolare abbiamo sviluppato nel settore cinema
  • Utilizzo dei commenti dei clienti per guidare gli sviluppi – ad esempio di app e siti web per le banche digitali
  • Gestione dei social network e scelta dei materiali comunicativi ispirata dal sentiment degli utenti
Fra tre anni, cosa sarà cambiato ancora? Mi aspetto un’integrazione sempre più spinta tra servizi, con la sentiment analysis che influenza le scelte di acquisto B2B e di pianificazione media e social, con l’integrazione con i dati dei CRM aziendali, con creatività sempre più guidate dal sentiment, con servizi predittivi sempre più accurati e ad ampio raggio di applicazione. Mi aspetto sostanzialmente una pervasività della sentiment analysis, ovvero ogni impresa di una certa dimensione non ne potrà fare a meno, seppure in forme, profondità, tempi e modi diversi. Mi aspetto insomma 50 sfumature di sentiment, perlomeno.

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