Gianna Gianna Gianna sosteneva, tesi e illusioni

In Riflessioni
Quando ero piccola, in una delle mie vite fa, una giornata come questa -con l'uscita di una nuova banconota- si sarebbe trasformata in un piccolo evento e sarebbe diventata, nelle mani della sapiente maestra delle elementari, preziosa occasione per parlare di letteratura (ci avremmo fatto un tema), economia (ne sarebbe scaturito un problema), educazione civica e sociologia (la presentazione veniva fatta alla classe e ne seguiva una discussione) e arte (si tratta pur sempre di un oggetto colorato). Oggi, che come Alfredo ricorda spesso, mi avvicino a varcare la soglia degli anta, ricordo con tenerezza quei momenti e con consapevolezza tiro le somme sulla fortuna di aver avuto: un'insegnante capace di trasformare una notizia - apparentemente astratta per noi studenti delle scuole elementari, i soldi non li usavamo direttamente - in una mattinata ricca di spunti e provocazioni, sul contributo di genitori attivi e propositivi, sulla capacità unica, e spesso sottovalutata, dei bambini di cogliere apprendere ricordare. Ecco, oggi, quella lezione, quel metodo, quello sguardo sulla realtà tradotto in ore di lezione belle spensierate e profondamente istruttive sono il dono più prezioso (e utile) che mi ritrovo tra le mani. Un approccio creativo che funziona ancora, nella vita personale e professionale: partire da una notizia, adattarla al contesto (e all'interlocutore e alla situazione) e trasformarla in un evento, un prodotto, una relazione. In quest'inizio di scuole, anni e cicli, in questi anni in cui la parola merito risuona più e più volte senza una reale finalizzazione, almeno di quelle che auspichiamo tutti, mi piace rivalutare il concetto di metodo aperto e creativo, quello di cui non diventi schiavo, quello che applichi con intelligenza e adesione alla realtà. Quel metodo che, in fondo, è alla base di ogni educazione e idea di convivenza.

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