Visioni e previsioni. La tv del futuro?

In Sentiment Analysis, Web Analytics
Il tema delle relazioni fra sentiment online e ascolti televisivi, che abbiamo già trattato diverse volte, ha assunto una nuova dimensione a seguito dell’annunciato accordo fra Nielsen e Twitter per fornire servizi  di “Tv Rating”, a partire dal prossimo autunno. Il servizio, già attivo negli Stati Uniti, di fatto termina il periodo delle sole sperimentazioni, e in qualche modo istituzionalizza la rilevanza di Twitter per il coinvolgimento del pubblico del piccolo schermo. Se quindi nessuno mette più in discussione l’esistenza di correlazioni tra i due mondi, ancora non è del tutto chiaro come funzioni questa connessione. Alcuni studi hanno mostrato che spesso ci sono delle corrispondenze tra picchi di tweet e di ascolto, ma che nel 71% dei casi (!) la correlazione non è significativa. L’analisi citata sconta però un peccato originale, secondo noi. Non tiene conto, infatti, della qualità delle conversazioni, concentrandosi solo sulla quantità. Ovvero, non tiene conto del sentiment degli spettatori. Lo scrivevamo più di un anno fa: “Se una trasmissione è trending topic su Twitter per la quantità di insulti che le vengono fatti, non sorprendetevi se la prossima puntata non la guarderà nessuno”. Ci rimane l’onere della prova, di questa teoria. Presentiamo quindi di seguito uno studio sulla trasmissione In Treatment di La7, dove abbiamo cercato delle correlazioni statistiche fra i fattori sentiment e auditel, con risultati davvero interessanti. Abbiamo analizzato un campione statisticamente significativo di circa il 10% dei tweet sulla trasmissione, ottenendo un sentiment generale, e un dettaglio del sentiment per ciascuno dei 5 episodi. La serie è piaciuta, ma il sentiment sugli episodi è piuttosto eterogeneo: così così il primo episodio, benissimo il quarto e il quinto.   Riportiamo ora su un grafico a linee i valori di sentiment di ciascun episodio, sintetizzando il sentiment su una scala da 0 (nessun gradimento) a 100 (massimo gradimento):   Il passo successivo è provare ad associare, a questa curva, il dato Auditel dello share della trasmissione (più significativo dei soli spettatori assoluti). Otteniamo questo secondo grafico a linee. La correlazione tra i due insiemi di valori non appare particolarmente significativa: 0,235, ovvero bassa. Sembreremmo ad un vicolo cieco: almeno per questa trasmissione, e per la serata del 27 maggio, i dati ci dicono che non c’è correlazione fra il sentiment in un dato momento e l’auditel nello stesso momento. Proprio come diceva la ricerca sopra citata. Ma è questa stessa affermazione a suggerisci una via d’uscita: possiamo ipotizzare che il sentiment non influenzi il dato auditel in quel momento, ma che lo influenzi in seguito?  Proviamo quindi ad accostare il dato di sentiment di un episodio con il dato auditel del seguente. Succede qualcosa di piuttosto impressionante: la correlazione sale allo 0,881, un valore decisamente alto (il massimo è 1). Il grafico aggiornato lo testimonia, con le due curve che ora si muovono piuttosto docilmente insieme: Come può essere interpretata, questa correlazione, ovvero: cosa significa esattamente? La nostra ipotesi è che la correlazione non è tra sentiment e spettatori in un dato momento, ma tra sentiment e spettatori della fascia oraria successiva. A sostegno di questa teoria ci sono i dati appena presentati, ma da un punto di vita logico possiamo supporre che accada questo: a) il gradimento registrato su Twitter incoraggia progressivamente altri spettatori, che leggono i commenti su Twitter, a collegarsi al programma b) per utenti che non usano Twitter, è statisticamente più probabile che il programma piaccia, se quasi tutti stanno twittando che il programma è fantastico - intendo, anche non leggendo Twitter. Per cui queste persone, magari facendo zapping tra un programma e l’altro, progressivamente – ma non istantaneamente! – si aggiungeranno agli altri spettatori Suona sensato no? Quindi, e questa è la conclusione dell'analisi, stiamo dicendo che il gradimento su Twitter è predittivo dell'andamento successivo dell'audience. Naturalmente, l’ipotesi va ulteriormente verificata, ma sia i dati presentati che la logica vengono in nostro favore. Inoltre, forti di esperienze simili nel settore cinema, crediamo così fortemente nella predittività di Twitter da affermare che, dato il sentiment rilevato, la seconda puntata di In Treatment potrà registrare uno share superiore a quello della prima – a parità di concorrenza (con questa precisazione voglio solo dire che non farei la stessa affermazione se in contemporanea ci fossero – per esempio – il festival di Sanremo o  i Mondiali di calcio). E di quanto, potrà crescere? Non lo sappiamo ancora, ma puntiamo a dirvi presto anche questo!

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  • Luca Magnani

    Interessante, assodata l’attuale impossibilitá di Twitter di influenzare in maniera quantitativamente significativa gli ascolti auditel. Mi piacerebbe peró capire l’affinitá dell’utente medio di Twitter con il target di ascolto della trasmissione analizzata. Ammesso che il sentiment su Twitter possa essere in certa misura predittivo del risultato totale di ascolto di una trasmissione in TV, la sua accuratezza sará direttamente influenzata dall’affinitá dell’utente Twitter con il profilo di ascolto TV.

    • Davide Magini

      Credo che in effetti la trasmissione sia molto in target con gli utenti Twitter: è una fiction, che si presta quindi a interazioni seriali, e di qualità (o comunque diversa dagli standard della fiction italiana).
      Sicuramente la tua osservazione pone il tema di ripetere l’analisi su altre trasmissione e di verificare la “tenuta” dell’ipotesi: su questo sono decisamente d’accordo, andrà fatto.
      Comunque al momento Twitter ha circa 4 milioni di utenti in Italia, e possiamo supporre che al crescere della base utenti diventerà sempre più rappresentativo dell’intera popolazione (un po’ come Facebook).