In movimento anche seduti: una presentazione

In Welcome
Era novembre, a Milano. Io vivevo vicino ai Navigli, un luogo in cui l'umidità è così tanta che pare debba diventare parte della tua personalità da un momento all'altro. Ero lì per un'esperienza che riguardava ancora la scrittura: dopo la radio, i siti web di informazione, le agenzie di comunicazione, ora una tv. Ma una cosa ormai avevo capito: che necessitavo di una sfida nuova – e lo dico senza la retorica di certe pubblicità sportive. Così ho inviato il mio cv a Estrogeni. Di Estrogeni mi piace(va) sia il nome (che se letto come parola piana pare un “creatività al quadrato”: estro + gèni), sia il simbolo, forse perché in quel periodo guardavo Breaking Bad e la chimica mi interessava molto. O forse perché penso che nei rapporti umani la chimica abbia la sua importanza: la comunicazione è anche questo. Mi è subito piaciuto l'approccio di Davide e Alessandro prima e di Alfredo poi. La loro disponibilità, la loro pazienza (ho già parlato di alcuni intoppi burocratici non da loro determinati?) e la fiducia che hanno saputo infondermi. E che spero di ripagare al massimo. Da quando ho cominciato mi sento come avvolto in una sorta di nuvoletta gioiosa fatta per un terzo di curiosità, per un altro terzo di cura del dettaglio e per l'ultimo terzo di stimoli. Qui non si sta mai fermi, anche da seduti. Chi sono è presto e poco sinteticamente detto: un calabrese di una comunità italo-albanese che parla una lingua, coi propri parenti, così incomprensibile che potrebbe essere usata come codice in guerra; uno che ama la comunicazione, e che per una virgola messa al punto giusto si emoziona ancora (e si arrabbia quando messa male); che ha visto film horror in quantità forse eccessive ma che ama allo stesso tempo Fellini e De Sica. Che pensa che ascoltare Bob Dylan sia l'unica ortoprassi accettabile, in un mondo ideale. Che ha studiato scienze della comunicazione e non la pensa come Vespa e la Gelmini su essa. Che ha scritto per il giornalismo, per la pubblicità, per la radio, per la tv, ma ha pensato a un certo punto che forse la tacca della propria penna e della propria voglia di fare andasse alzata un bel po'. E quindi, Estrogeni: dove mi occuperò principalmente di analisi del sentiment, ma non solo. E dove spero di non stare mai fermo, anche da seduto.

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