L’alternativa

In Clienti, EstrogeNews, Life in
Correva l’anno 2003, ero reduce da un paio di esperienze professionali consecutive, brevi ma intense, presso quelle che all’epoca, qui a Roma e non solo, erano le agenzie pubblicitarie di maggior peso. Le avevo lasciate nonostante avessi, nel mio piccolo, contribuito a mettere in portafoglio ovvero consolidato clienti come Enel, Medusa, Trenitalia, Agip, Poste Italiane. Ne ero sempre venuto fuori perché inquieto, insoddisfatto, non più troppo giovane da immaginare che anche al nostro lavoro di creativi potesse e dovesse applicarsi un corollario di regole e disciplina, mica solo professionale. Anche morale. A un certo punto, mi hanno insegnato che, se una cosa non ti va, hai il potere di provare a cambiarla o di lasciarla. Per anni, avevo invece pensato che l’unica alternativa fosse starci. Non mi andava che esistessero primedonne. Non mi andava che, c’è chi sorriderà ma è così (sapeste quanto ho combattuto), qualcuno avesse buoni pasto solo perché dotato fortunatamente di un contratto e qualche altro no (magari, lavoravano in coppia, lo stesso tempo sullo stesso progetto). Non mi andava che ci fosse chi aveva pagato auto, casa, cure mediche, vacanze e altro e chi invece anche il caffè doveva prenderlo con la monetina. Non mi andava e infatti, poi, si è visto come è andata. Quelle che allora erano due splendide realtà, sono state ridotte all’osso se non addirittura chiuse. Con lo spirito di chi pensa basta chiacchiere, adesso prendi in mano le tue idee e fammi vedere se un’altra via è possibile, misi insieme amici fidati di vecchia data e qualche conoscenza recente e nacque Estrogeni. In questi undici anni, le cose più belle non sono state le soddisfazioni professionali, che ancora comunque ci tengono in vita. È stata la fortuna di aver voluto provare a creare un modello aziendale diverso, di compartecipazione totale e totalmente orizzontale. Ho sempre cercato di creare un rapporto con tutti che fosse da pari a pari, per dire, non faccio mai un preventivo o emetto una fattura in gran segreto, mi lascio suggerire attività e cifre anche dallo stagista. Non sempre è andata bene ma, si sa, le amarezze fortificano e l’unanimità crea danni. Compartecipazione significa che, in tempi di vacche grasse e meno grasse, mai, nonostante ne avessi tutto l’interesse, abbiamo distribuito l’utile. Sempre reinvestito. Compartecipazione significa che io pretendo tanto, come dice qualcuno sono un campione nel gioco dell’asticella al rialzo, ma solo perché do tutto. Il modello che avevo in mente, però, quello di struttura analoga allo studio associato di matrice anglosassone, non è mai stato compiuto del tutto. Non fino ad oggi. Oggi, infatti, è il giorno più bello, da questo punto di vista. Oggi, un mio dipendente è in viaggio verso Reggio Emilia per prendere un brief da un contatto che lui stesso, da solo, ha cercato, inseguito, su cui ha anche lavorato in maniera speculativa. Oggi, un mio dipendente, per certi versi, diventa socio di Estrogeni. Mi sembra la cosa più innovativa che potessimo creare. Un’alternativa.

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  • Roger

    Allora buon viaggio verso l’Emilia e oltre.

  • Alfredo

    Grazie, Roger, con te l’abbiamo già superata l’Emilia, andando in Perù a partire da due scalini di una chiesa nelle pause pranzo rubate ad Agostino… Do you remember? Eravamo giovani…