I Cani fra web marketing, Tumblr e Facebook

In Riflessioni
I Cani l'hanno fatto di nuovo. Dopo la campagna di lancio degli esordi basata sul buzz online e accompagnata da strategie non convenzionali come l'iniziale mistero sui componenti, con tanto di immagine del gruppo diffusa solo con volto coperto da sacchetti di carta, per l'uscita del nuovo singolo hanno scelto di battere nuovamente la stessa strada. Invece di una release classica, accompagnata da comunicato stampa "con preghiera di diffusione", ecco quindi l'operazione di volantinaggio fuori dalle porte dell'Alcatraz, locale milanese dove poco dopo si sarebbero esibiti gli (inconsapevoli) Editors. Al pubblico in attesa sono stati distribuiti dei flyer con il logo “I Cani” e un indirizzo web (jo.my/9ztc0e) che portava al video di Non c’è niente di twee, nuova canzone della band romana. Il tipo di lancio scelto per il singolo rafforza l’immagine de I Cani come gruppo fortemente legato ai media e alla cultura contemporanea. Oltre alle tecniche di marketing innovative in campo musicale nel panorama italiano, anche in questa canzone, come già in passato, strizzano l'occhio al web e al digitale. Basti pensare che in un passaggio del testo si cita "la reginetta di Tumblr" e il video è interamente costruito su una screen capture della prima versione di "Cubase", un software per la produzione musicale. Il nuovo singolo conferma un percorso già intrapreso nel primo album, le cui canzoni parlavano di Facebook e MacBook Pro accostandoli a altri elementi della cultura contemporanea, da David Foster Wallace a American Apparel passando per hipster e pariolini. In definitiva I Cani sono, ad oggi, uno dei pochi gruppi (almeno in Italia) che parlano con il linguaggio dei giovani degli "anni zero", discostandosi da una poetica che spesso "dimentica" il periodo in cui viviamo, ad esempio citando il telefono come massima espressione tecnologica all'interno di un testo. A giudicare dal successo del primo album e dal tour che l'ha seguito, l'impressione è che I Cani continuino a cogliere nel segno, andando a prendersi la nicchia del pubblico giovanile lasciata scoperta dai fenomeni da talent grazie all'utilizzo del linguaggio a lei più congeniale.

Share and Enjoy