Guestbook. Intervista a Leonardo Moro

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Qualche settimana fa mi sono imbattuto, grazie a un articolo su Linkiesta, nel progetto Goodnight Sofia, descritto come il "film proiettato in più di 20 Paesi con soli 99 euro". Ovviamente la cosa mi ha incuriosito e ho deciso di approfondirne alcuni aspetti intervistando direttamente Leonardo Moro, che del film è regista e auto-produttore. Ciao Leonardo, grazie per aver accettato il nostro invito. Partiamo dal principio, ti va di raccontare ai nostri lettori che non lo conoscono come nasce Goodnight Sofia e di cosa si tratta? Goodnight Sofia è un film astratto dedicato a mio padre. Esplora tre temi principali: l’infanzia, la famiglia e la memoria. E’ stato girato nell’estate del 2011 a Sofia in Bulgaria, in meno di quindici giorni, con una troupe minima. Ho prodotto il film insieme a Lorenzo (Robusti, anche direttore della fotografia) e sempre insieme abbiamo iniziato questo percorso di distribuzione alternativa, che si basa su un principio molto semplice: chiunque può organizzare una proiezione del film. E per farlo basta collegarsi al nostro sito internet. McLuhan diceva che il medium è il messaggio, per sottolineare l’influenza del mezzo sul contenuto comunicato. Nel tuo caso, credi che la digitalizzazione della produzione e della distribuzione del film (che viene inviato via mail a chi vuole proiettarlo) abbiano influito in qualche modo sul film che hai realizzato? Assolutamente si, senza il digitale Goodnight Sofia non esisterebbe. Tutto il respiro del film è legato e influenzato dal digitale. Detto questo, per il futuro mi piacerebbe abbandonare il digitale e girare un film in Super 8.
photo Bill G. Muir
Il tuo film è protetto da una licenza Creative Commons. In un momento in cui la diffusione digitale di opere culturali è ancora vista più come un pericolo che come un’opportunità dalle grandi distribuzioni, ci spieghi il perché di questa scelta e come ha contribuito alla diffusione del tuo lavoro? Per me la proprietà intellettuale non esiste, non entrerò mai in un ufficio SIAE. Sono assolutamente favorevole alla pirateria e al download libero. Ho scelto un tipo di licenza che permettesse a chiunque di proiettare il film in giro per il mondo, e questo è stato fondamentale per la sua diffusione. Ma non credo nel diritto d’autore, magari ad alcuni diritti riservati. Prendi pure il film, ma non sfruttarlo per fini commerciali. Goodnight Sofia è presente anche su Facebook, con più di 1.400 fan. In che modo i Social Network ti hanno aiutato a diffondere la tua opera? Sono importanti, perché sono l’unica forma di promozione che abbiamo. Sono utili per creare un rapporto diretto con chi ci segue. Informarli e tenerli aggiornati sulle nuove proiezioni e su tutte le novità che girano intorno a film. Il tuo progetto è costato poco più di 2.000 euro, sufficienti per girare il film, caricarlo su un hard disk e diffonderlo attraverso un sito internet. Come autore di un film che è estremamente low budget e sta portando a casa risultati notevoli anche a livello internazionale, che consigli ti senti di dare a altri giovani cineasti italiani che non riescono a ottenere visibilità nel panorama cinematografico del nostro Paese? Consigli non mi sento di darne, perché tutti i cineasti italiani sono interessati a due cose: arrivare in sala o partecipare ad un determinato festival.  Io non cerco niente di tutto questo. A me interessa fare cinema uscendo dai cinema.  Vorrei portare avanti un nuovo concetto di distribuzione, piccole proiezioni ad ingresso gratuito o su donazione in spazi alternativi. Mi interessa che il film arrivi tra la gente in maniera libera e sincera. Grazie mille, complimenti e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri. Grazie a voi.

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