Quella volta

In Auguri, Vita aziendale
Quella volta che un amico mi disse c’è un bravo studente che si sta laureando con me e avrebbe bisogno di fare uno stage per conoscere il mondo non profit. Quello studente era Domenico. Quella volta che un musicista bussò alla porta per farci vedere il suo cd fatto di copertine di cd e dicemmo vieni ma lui andò altrove e poi due anni dopo disse posso venire e noi dicemmo vieni. Quel musicista era Riccardo. Quella volta che Giuseppe mi disse che Sergio conosceva un neolaureato in economia con grande passione per il web marketing. Quel neolaureato era Davide. Quella volta che facemmo le prime selezioni per stagista e da Ateneo Impresa arrivò una timida ragazza con una Louis Vuitton e io, per sciogliere, le dissi ma se uno ha una Louis Vuitton che bisogno ha di lavorare? E lei mi freddò, è falsa. Quella ragazza era Alessia. Quella volta che cercavamo uno stagista account e ci ritrovammo nella stanzetta in fondo a via Vasi a scoprire la vena copy di un poeta con la coppola e i capelli lunghi. Quel poeta era Matteo. Quella volta che una volta e una seconda volta vedemmo un’art che è nata il 3 Aprile e che però non avevamo posto allora e lei ci disse mi piacete, vengo anche gratis. Quell’art era Giada. Quella volta che da Ateneo Impresa arrivò il curriculum di una giovane adulta e noi cercavamo proprio un’adulta ma giovane e quindi l’offerta incontrò la domanda e viceversa. Quella giovane adulta era Chiara. Quella volta che un mio laureato venne a Roma un giorno con tanti dubbi e un papà molto presente, attento e a Roma poi i suoi giorni sono diventati tanti e adesso many. Quel laureato era Vittorio. Quella volta che un altro mio laureando si presentò in sala riunioni con la barba, la felpa e l’amore che stava a Roma e disse vorrei provarci e quel provarci è diventata una tesi e la tesi un lavoro. Quel laureando era Francesco. Quella volta che un uomo con la bandana, pacato, dolce ma che sapeva il fatto suo bussò e disse ci sono e ci è stato davvero fino all’ultimo. Quell’uomo con la bandana era Andrea. Quella volta che stavo a Londra e arrivò un bel curriculum, voleva fare il copy ma in testa aveva numeri, grafici, ricerca, intelligenza artificiale. Quel curriculum era Antonio. Quella volta che andammo a fare una lezione alla Sapienza e tra gli studenti c’era una ballerina che sapeva muoversi bene, con piedi, mani e cms. Quella ballerina era Alessia. Quella volta che da Londra arrivò un altro bel curriculum, voleva fare l’account e sapeva farlo. Quell’altro bel curriculum era Teresa. Quella volta che da Palermo passando per Londra Chiara ci segnalò un libro in una mano che camminava e sapeva di musica e analytics. Quel libro era Ignazio. Quella volta che non avevo programmato di trovarmi di fronte una persona così piena eppure così giovane ed è stata una sensazione bellissima. Quel che non avevo in programma era Simone N. Diceva qualcuno che dove c’è disordine, ci sono delle storie in attesa, basta solo mettere le cose nel giusto ordine. La storia di Estrogeni è fatta soprattutto dalle tante persone che hanno contribuito in questi dieci anni a farla crescere (e che qui, ho ricordato solo in parte e mi scuso allora con Francesco M, Giuseppe, Francesco D, Pietro, Jelena, Mattia, Sabrina, Rosalinda, Anna Rosa, Antonio, Serena, Simone, Massimiliano, Luisa, Gabriele, Paola, Maria, Laslo, Valentina). Il futuro lo faranno Alessandro, Antonio, Davide, Martina, Vincenzo, Chiara. Con loro, l’appuntamento è nel 2023.

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  • Grazie per avermi citato. Ricordo ancora il colloquio con te e Daniela in quella che era la sala riunioni della sede di Via Vasi… Era il mio primo colloquio, era il giorno dopo la mia festa di laurea, il giorno prima di partire per le vacanze. Il giorno del rientro dalle vacanze ero lì con voi per iniziare quella che è stata una esperienza importante per la mia carriera. Anche se non ci vediamo da anni, un pezzetto di Estrogeni è sempre nel mio cuore.

    Augurissimi!

  • E io? :D