Vota Antonio, vota Antonio

In Vita aziendale
Pensavo di scrivere un post sul rientro e alla fine, sarà forse il periodo, ne è uscito un post politico. Nel senso di polis, nel senso di quello ha a che fare con il mondo che ci circonda. Ma quando hai un figlio, l’ho sperimentato, non puoi ignorare più nulla di quello che ti sta intorno, non c’è più nulla di cui tu possa dire non mi interessa, non mi riguarda. Il mio ultimo post prima della maternità risale al 22 maggio. I miei post durante la maternità sono quelli delle interviste a chi ha cambiato vita creando impresa. Da qualche settimana, dopo sette mesi e mezzo, ritorno al lavoro. Part time, per il momento. No, non sono stata lontana dall’ufficio. Le visite ad Estrogeni non sono mancate. Sempre in due, Anto (per gli amici Ciccetto) ed io. Ma oggi è diverso. Oggi si ricomincia. Antonio a casa con la sua tata. Io qui in ufficio. Cose da raccontare ce ne sono tante. Cosa sono stati questi mesi, cosa è accaduto in me e come è cambiato il mio sguardo sulla realtà. Come sia diverso essere oggi qui, dove ci sono meno persone e volti nuovi. Nuovi progetti e clienti di ritorno. Ma partiamo dal principio. Le sette donne del corso preparto, sono diventate cinque amiche. Non ci incontriamo più al consultorio, ma nelle nostre case, a sancire un’intimità che ha aperto le porte della nostra quotidianità. Dopo la sanità che funziona ho sperimentato, ahimè, quella delle istituzioni cieche. E dei politici miopi. Se scendessi in politica (e prima o poi toccherà farlo) riformerei i congedi di maternità. Oltre a pensare che il tre sia un numero amato per il simbolismo cattolico, mi riesce davvero difficile immaginare la logica di chi propone un rientro al lavoro in quel periodo magico che è lo svezzamento. Chiederei a chi fa progetti per i disabili perché non pensa (commercialmente) di sostituire la parola con infanzia. Sarebbe più facile ragionare su accessi per i passeggini piuttosto che carrozzine e ne guadagneremmo tutti in civiltà. Ripenserei gli spazi pubblici. I luoghi in cui le mamme possano ritrovarsi d’inverno. Obbligherei farmacie, negozi, bar ristoranti e tutti coloro che godono di licenze pubbliche a dotarsi di rampe d’accesso e di aree per il cambio. Pulite. Obbligherei i pediatri di base a corsi di aggiornamento veri e concreti. A visite ai consultori, alla lettura di testi moderni. Valorizzerei e premierei i pediatri illuminati e i tanti consultori che lavoro efficacemente. Nell’ombra. Sistemerei i bus, togliendo le sbarre tra le porte di ingresso e aggiungendo scivoli a facilitare l’accesso dei passeggeri. Incentiverei la frequentazione dei parchi pubblici inserendo fontane di acqua potabile. Chiederei più cinema con spazi baby. Proporrei ai negozianti di non fare chiusura in pausa pranzo: quelle due ore in cui i bimbi dormono, l’aria è più calda e gli acquisti favoriti. E ricorderei a tutti che, noi mamme, siamo preziosi decisori d’acquisto e disponibili acquirenti. Implementerei tutti i servizi di condivisione di tate, babysitter, doula. Promuoverei gli asili nido aziendali per le mamme che lo desiderano. Per il resto, raccomanderei ad ogni donna di fare un figlio finché ne ha forza e alle aziende di assumere donne perché la maternità è un plus e non un minus. E intanto, domenica si vota. Speriamo che sia femmina.

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  • Speriamo che sia femmina! Non solo: votiamo affinché sia femmina! Io sto martellando tutti. :) Qualunque sia il partito che si vota, bisogna guardare ai candidati e se c’é una donna meritevole, esprimiamo la preferenza a suo favore! Tra poco sará l’8 marzo, sarebbe bello se anziché farci regalare le mimose ci regalassimo da soli/e un parlamento piú paritario.

  • Maria

    è possibile candidarsi il giorno della chiusura delle campagne elettorali? sarebbe un plebiscito rosa ma anche un pò azzurro… qlc del sesso opposto più illuminato esiste!
    Vota Antonio Evviva Antonio, Chiara, Claudia che c’hanno cambiato la vita… in meglio :-)

  • marzia

    Bello il tuo post!
    Sai una cosa… nella mia profonda confusione prima del voto, ho deciso che avrei votato qualsiasi schieramento che nei programmi avesse parlato di interventi per l’infanzia e di proposte per rendere la vita meno compliacata alle donne mamme e lavoratrici.
    Risultato della mia piccola ricerca? NULLA!
    E la tentazione di equiparare la mia scheda elettorale al risultato della mia ricerca è stata fortissima!!
    Come avrei votato volentieri chiunque a destra, sinistra, centro, alto o basso avesse proposto le soluzioni che hai descritto!!

  • care Francesca, Marzia e Maria,
    (sarà un caso che i commenti siano solo femminili?), grazie dei commenti
    @Francesca di donne candidate ce ne sono davvero poche, ahimè. e ancora una volta dobbiamo ringraziare Grillo se la quota di donne in Parlamento è arrivata al 30%. solo il 30%…
    @Maria sì, votiamo i nostri figli che ci hanno cambiato la vita in meglio. quei volti che ci obbligano ad una responsabilità enorme, quelle vite lanciate in un futuro che, nel nostro piccolo, dobbiamo e possiamo cambiare. anche solo inziando a rompere e martellare
    @Marzia ho fatto anch’io la tua stessa ricerca e alla fine, ahimè, non ho trovato nulla. sembra che il confronto sulle questioni pratiche, lo sguardo vero sulla realtà non appartenga ai politici. come se ci si dimenticasse che la vita è fatta anche di cose concrete.