Guestbook. Intervista a Annamaria Bubamara

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Ho conosciuto questa bottega virtuale per caso. Mi ha affascinato la mission: "creare prodotti (fasce portabebè lunghe, mei tai e fasce ad anelli) belli e di qualità, fatti con amore e precisione, con costi di vendita contenuti". Ci ho ritrovato qualcosa di familiare. Poi ho scoperto che dietro quel buffo nome si nascondeva un altro esempio di sud operoso, una famiglia semplice e appassionata che crede nei valori dell'equità e del risparmio. Quando poi ho scritto per proporre l'intervista e Annamaria mi ha risposto in poche ore con grande passione e professionalità non ho avuto dubbi: valeva davvero la pena intervistarli. Benvenuti nel mondo del babywearing. Quando ti ho contattato mi hai detto non siamo un'impresa, ma una piccolissima minuscola realtà, una piccola bottega. Raccontaci allora cos'è questa bottega, quando e perchè è nata, la ragione di questo nome così dolce. Bottega Bubamara è nata, si può dire, assieme alla nostra prima figlia che oggi ha tre anni… Se non fossimo diventati genitori, se io non fossi diventata madre, probabilmente adesso non starei rispondendo a queste domande! Da neomamma, e con una bimba particolarmente bisognosa di contatto, ho avuto modo di provare e verificare i tanti benefici del portare i bebè in fascia (in inglese babywearing, “indossare” i propri figli mediante l’ausilio di appositi supporti, dai lunghi teli di tessuto ai marsupi ergonomici), argomento che già col pancione mi aveva tanto incuriosito e appassionato… Dall’entusiasmo verso quest’esperienza connessa con uno stile di maternità più naturale è partita la spinta per tenere un blog, dove raccontare e condividere gioie, segreti e consigli di vita vissuta relativi al nostro essere “genitori canguro”; al tempo stesso, ho iniziato a creare nel tempo libero le stesse fasce che cucivo per me e i miei figli, per poi venderle occasionalmente ad amiche reali e soprattutto virtuali, conosciute in rete. Un anno fa, la svolta: Bottega Bubamara è diventata, con passione e dedizione, una piccola ditta che realizza e vende on line fasce porta bebè e altri articoli inerenti con la pratica-filosofia del portare i bambini. Ma prima ancora, come io e mio marito amiamo dire, è una bottega, un laboratorio dove con materiali e mezzi diversi proviamo a dare forma alla nostra voglia di creare e sperimentare, partendo dalla scelta delle stoffe, passando attraverso le foto e i video tutorials che realizziamo fino ad arrivare alla gestione e alla cura del nostro blog. p.s: Bubamara (che in serbo vuol dire “coccinella”), è il personaggio di un film di Emir Kusturica che io e mio marito adoriamo, “Gatto nero, gatto bianco!” Ti ho conosciuto attraverso la rete. Bottega Bubamara è, infatti, una bottega virtuale. È stata una scelta voluta o casuale? Qual è il ruolo della comunicazione digitale nel vostro lavoro? Quanto contano i social network nella promozione dei vostri prodotti? La scelta di avere il negozio solo on line (almeno per ora!) un po’ è stata la naturale evoluzione dell’essere nati come blog, un po’ ha risposto alle nostre esigenze finanziarie, o meglio, alle nostre necessità di budget: un negozio virtuale, almeno ai nostri livelli, ha dei costi di gestione e mantenimento decisamente più contenuti rispetto a quelli di un’attività provvista di locale… Avere un negozio su internet, inoltre, ha diversi vantaggi, primo tra tutti a mio parere la possibilità di potersi portare il lavoro dove si vuole: basta avere un computer portatile, o anche uno smartphone, ed è fatta, e per una mamma sempre di corsa e con mille cose da fare può essere molto comodo! La tecnologia informatica e internet in generale hanno rappresentato davvero una grande risorsa e opportunità per me a livello lavorativo: attraverso i forum e i gruppi di discussione sui social network (Facebook sopra tutti), postando sulla nostra Pagina sociale contenuti multimediali come foto, video e link vari dal web, ho avuto e ho tuttora la possibilità di presentarmi con quello che faccio, mostrando il mio lavoro, con i valori e gli ideali che esso sottende. Grazie a questo tipo di reti riesco inoltre a dialogare direttamente con la potenziale cliente, la comunicazione che si riesce ad instaurare mi permette di capire meglio cosa si cerca, cosa si vuole da una fascia porta bebè: ciò mi permette di offrire il supporto giusto, di fornire una consulenza più accurata e mirata ai bisogni della mamma che mi contatta (mi è anche capitato di consigliare di non acquistare la fascia!) La tua è un'azienda familiare. Come si conciliano affetti e professione? Quali sono i vantaggi e le difficoltà di una scelta di questo tipo? La nostra bottega nasce dall’essere prima di tutto una famiglia! Quando è venuta al mondo la nostra bambina ho perso praticamente il giorno dopo il posto di lavoro, così come tante altre mamme: da quel preciso momento ho saputo che avrei fatto di tutto per dimostrare, a me stessa e alla società, che la maternità non è la fine del percorso lavorativo che si è cominciato in gioventù, bensì l’opposto, ovvero una risorsa, una spinta propulsiva verso nuove o rivisitate carriere. Mariti e figli, purtroppo, vengono ancora considerati come “zavorre”, ostacoli alla crescita professionale della donna, nella nostra esperienza, invece, diventano addirittura chiavi di volta, elementi portanti di tutta l’attività: ognuno apporta il proprio prezioso, indispensabile contributo a Bubamara, dai bambini che si divertono un mondo a girare i nostri video tutorial al papà che scatta le foto e cura la grafica del blog! Lavorare esclusivamente in casa, a stretto contatto con tutta la famiglia, mi consente di poter seguire giorno per giorno la crescita dei bambini, ma anche di gestire meglio vari aspetti della vita casalinga, dalla pulizia alla spesa… Tra gli svantaggi: non riesco mai a staccare del tutto, e da Bubamara, e dalla casa in generale! I momenti liberi sono davvero pochissimi, e spesso mi ritrovo a fare le ore piccole la notte perché è l’unico momento in cui riesco a lavorare tranquilla! Cosa consiglieresti a chi ha un sogno e vuole creare impresa? Consiglierei innanzitutto di interrogarsi su quanto sia importante e quanto ci si creda, in quel sogno. Se vai a dormire tutte le notti pensando a come sarebbe bello farcela, e a come poter fare per realizzare il tuo sogno, se al mattino poi è il primo pensiero che fai non appena apri gli occhi e vedi il sole filtrare dalle imposte, se ti sorprendi a parlarne sempre con la famiglia, con gli amici… Se ti ritrovi giornate intere a fare conti e a immaginare possibili investimenti con i soldi che sei riuscito a mettere da parte lavorando negli anni, se il lavoro sodo non ti spaventa, ma anzi, non vedi l’ora di buttarti a capofitto nella concretizzazione della tua idea… Beh, forse hai abbastanza energia e passione da poterti mettere in gioco!! Il nostro Paese, il mondo intero, in questo momento storico, hanno bisogno di idee nuove e di persone coraggiose da poterle mettere in pratica… In bocca al lupo!

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  • una storia che profuma di cura e di passione. grazie per averla raccontata