Guestbook. Intervista a Claudio Gallo

In Guestbook
Quanto volte vi sarà capitato di cercare quel vinile, quel pezzo, quel sound che si adattasse al momento? Steremood, abbandonati i vinili, semplifica, amplifica e innova la voglia di farsi "contaminare" dalla musica. Prima di partire per un lungo viaggio selezionate un mood e vivete l'esperienza. Quale motivo vi ha spinto a scegliere la musica come centro della vostra idea imprenditoriale? Come molti (ma mai troppi), apparteniamo a quella razza di persone a cui la musica (e più in generale l'arte) fa star bene. Poterne avere a che fare quotidianamente e far star bene altre persone è il nostro sogno. Come funziona Stereomood? Di quali tecnologie vi avvalete? Stereomood nasce come un aggregatore di blog musicali, a volte gestiti da singoli (come The Needle Drop), a volte con dietro testate giornalistiche (come Pitchfork). Hanno tutti in comune una grande passione e trascorrono il proprio tempo ricercando e promuovendo band emergenti che troverebbero altrimenti poco spazio nei canali tradizionali. Uno strumento di ricerca "legge" questi blog all'interno di Stereomood e aggrega le le tracce musicali più recenti, pronte ad essere taggate dalla nostra community. Quali sono i vostri obiettivi di crescita? Non c'è alcuna intenzione di competere con giganti come Spotify o Deezer, il nostro obiettivo è piuttosto quello di continuare a ritagliarci una nicchia significativa di pubblico attento e affezionato e l'uscita recente delle applicazioni mobile e dell'imminente rinnovo del sito si muove in questa direzione. Come risponde il mercato italiano? È nella nostra top 10, dietro a realtà musicali più attente come USA, Canada, Francia, UK e Germania e grandi paesi affamati di musica come Messico, Brasile e Russia. Qual è il mood di Stereomood? In questo periodo ci piacerebbe essere nel mood "beach party" ma invece saremo "busy as a bee" per ancora un bel pò.

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