Amazon fa dimenticare Gutenberg

In Riflessioni
Come è già avvenuto in USA e in Europa, la crescita e il consolidamento del mercato degli e-book reader in Italia si sta rivelando un interessante trend destinato certamente a cambiare le dinamiche di consumo dei "prodotti di cultura" nel nostro paese. Così come Apple ha rivoluzionato il mondo e il mercato mondiale della comunicazione in mobilità (con l'iPhone e l'iPad), dietro a questa tendenza c'è un player internazionale che ha dato vita ad un cambiamento nel modo in cui si leggono romanzi, storie e racconti, e sullo scenario competitivo ad essi correlati: Amazon. Forte, prima delle sue logiche distributive (la long tail vi dice qualcosa?),  e adesso dell'offerta di una nuova modalità di fruizione dei libri (l'ebook reader appunto), ha assunto lo stesso ruolo della società di Cupertino in quanto a innovazione e leadership creando dal nulla un mercato di dispositivi che adesso viene presidiato fortemente da molte altre società non disposte a perdere pezzi succulenti della torta in palio. Quando emergono nuovi contesti competitivi pronti ad accogliere nuove esigenze della domanda non c'è modo di tornare indietro, con buona pace di chi ama l'odore della carta, la sensazione e il piacere di poter accarezzare con i polpastrelli la consistenza di un pagina appena sfogliata. (Riuscite, per esempio, ad immaginarvi un mondo senza smartphone?). Perché, non solo sempre più persone utilizzano gli ebook reader per godersi un buon romanzo, ma il consumo di libri elettronici si è rivelato un toccasana per il mondo dell'editoria andato in affanno, fino a pochi anni fa, contro il nuovo paradigma digitale. Dati alla mano, secondo l'AIE (associazione italiana editori), nel 2011 l'acquisto e la lettura di ebook è salito di quasi il 60%. Per non parlare della spesa degli italiani per un e-reader: un sensazionale +718,8%. Performance che non si discostano tanto da altri mercati, se è vero che i dirigenti della Barnes and Nobles (il più grande venditore al dettaglio di libri degli Stati Uniti) hanno dichiarato chiaramente che i maggiori profitti del 2011 sono giunti dall'ecosistema digitale della compagnia. Che non mi si fraintenda comunque: sono sicuro che sarà sempre possibile acquistare quei bei romanzi cartacei che riusciranno a ricordarci il "peso" della cultura, l'importante è avere la consapevolezza che non saranno questi a permettere alle case editrici di portare il pane a casa.

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