Guestbook. Intervista a Guido Galeno

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Ospitiamo oggi sul nostro blog Guido Galeno, tra i fondatori della Technical Partners, società specializzata nella consulenza in campo energetico, con particolare attenzione alle fonti rinnovabili di energia e alle tecnologie innovative ad esse associate. Una passione trasformatasi presto in una mission, oltre che un lavoro su cui investire e riflettere assai più seriamente di quanto fatto negli ultimi anni. Specie in Italia. Technical Partners nasce dalla sinergia di cinque professionisti con competenze diverse che condividono la passione per le energie rinnovabili. Come è maturata l'idea di un progetto comune? L’idea di un progetto comune si è sviluppata ed è evoluta nel corso degli anni a partire dal 2003. Inizialmente io (Guido Galeno) e Federico Tunzio, entrambi ingegneri meccanici, siamo stati introdotti alla passione sulle fonti di energia rinnovabile e dei sistemi energetici a idrogeno dal  nostro professore di laurea e tutor del dottorato di ricerca. Negli anni successivi e grazie al contributo dell’ingegnere ambientale Alessandro Bisci abbiamo potuto concretizzare quella passione collaborando con una società operante nel settore dei servizi tecnici per l’ingegneria, cercando di crescere professionalmente sia dal punto di vista commerciale che da quello tecnico. Nel 2005 abbiamo deciso di fondare la Technical Partners Srl insieme a Tiziana Protano, dottoressa in scienze politiche, e ad Antonio Natalizia tecnico superiore sulle fonti di energia rinnovabile. Inoltre, dal 2010, Invent s.r.l., società che opera nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, è entrata a far parte della compagine societaria. Tutti noi, anche se con competenze e professionalità diverse, contribuiamo a mantenere e, quando possibile, a far crescere la Technical Partners Srl, rimanendo sempre ancorati al principio base che ci accomuna: siamo convinti, infatti, che il rispetto dell’ambiente sia un compito da perseguire necessariamente affinché il genere umano possa trovare la giusta armonia in esso. Tutto nasce, sette anni fa, nella provincia di Frosinone. Un contesto niente affatto all'avanguardia per le energie rinnovabili, ma forse proprio per questo con opportunità di crescita, territoriali e personali a un tempo. Quali sono stati, concretamente, i margini di intervento? Inizialmente i margini di intervento sono stati veramente pochi, sia per la nostra mancanza di esperienza pregressa che ci dipingeva più come grandi appassionati che come veri professionisti del settore, sia per lo spesso muro di diffidenza delle persone e degli enti pubblici che avevano ancora poche informazioni e conoscenze a riguardo. Dopo un periodo di disorientamento iniziale abbiamo focalizzato la nostra attività solo su pochi argomenti, uno fra questi: la progettazione di impianti fotovoltaici. Così siamo riusciti ad acquisire conoscenze tecniche e normative tali da far fronte alla nostra inesperienza e infine a sfondare definitivamente quel muro di diffidenza. Quando si parla di energie rinnovabili, si pensa (troppo) spesso solamente al processo e ai vantaggi finali. Molto meno ai meccanismi - burocratici, perché no? - che sottendono al tutto. Una comunicazione, se vogliamo, semplificata all'eccesso e che non premia gli sforzi di chi crede e investe in questo settore. Cosa ti augureresti per chi, come te, persegue gli stessi obiettivi? Effettivamente sembrerebbe così come dici: quando si pubblicizzano le fonti rinnovabili di energia appare tutto molto bello e semplice da farsi. In realtà è solo parzialmente così per via del fatto che da un lato gli impianti a fonti rinnovabili vanno dimensionati opportunamente e corredati di tutti i sistemi di sicurezza e delle autorizzazioni necessarie e dall’altro lato bisogna produrre una consistente documentazione per accedere agli incentivi statali indispensabili per far fronte agli ancora elevati costi di queste tecnologie innovative. Per il primo punto c’è ben poco da fare: gli impianti devono essere fatti a regola d’arte e devono rispettare le norme di sicurezza e le autorizzazioni richieste; per il secondo punto si può sperare che nel prossimo futuro questo meccanismo di incentivazione riesca ad abbassare i prezzi di mercato in modo da far recuperare i costi di investimento in tempi sufficientemente brevi da rendere il meccanismo di incentivazione stesso inutile eliminando, di conseguenza, la lunga trafila burocratica. Per concludere, e visto che siamo in tema, la comunicazione. Al di là dei risultati, dei progetti e delle realizzazioni, sono convinto sia necessario investire - economicamente e intellettualmente - di più sulla promozione di queste energie. Perché, secondo te, non se ne parla (e non se ne sa) abbastanza? In una società globalizzata come la nostra abbiamo tutti gli strumenti per essere informati adeguatamente a riguardo, se c’è volontà da parte nostra e se sappiamo dove guardare. Purtroppo siamo ancora troppo protetti dalla bambagia di un benessere petrolifero che ci fa pensare di essere al sicuro e ci rende miopi nel vedere avanti a noi e capire cosa stiamo effettivamente lasciando ai nostri figli. Questa società diventa sempre più obesa di false necessità e offuscata da gas di scarico. Investire sulla promozione di queste energie è fondamentale se fatto in modo trasparente e non speculativo; ma la vera consapevolezza deve nascere ed alimentarsi dentro di noi: è tempo di alzarsi da questo torpore, aprire gli occhi per guardare bene, respirare aria fresca a pieni polmoni, e iniziare a correre verso il nostro futuro Grazie Guido.

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  • Giuseppe

    messaggio semplice e chiaro.
    avanti così!
    Giuseppe