Guestbook. Intervista a Cristina Simone

In Guestbook
Il web partecipativo ha rivoluzionato completamente il modo di comunicare, facendo sì che da una semplice idea si possa arrivare alla "mobilitazione sociale". In Italia non si può parlare certo di "Primavera Araba" o di "Movimento Verde", sia per spessore che per mobilitazione, ma ciò che contraddistingue #nofreejobs è la capacità di utilizzare un mezzo come generatore e amplificatore di un'idea che possa sensibilizzare l'opinione pubblica. Stiamo imparando, gradualmente, a utilizzare la rete per il bene comune. Cristina Simone è la "portavoce" di un'idea diventata mobilitazione.  #nofreejobs è nato dal basso, da un "isterico" post di Paolo Ratto, fino ad arrivare sulla bocca di tutti. Anche i "non addetti ai lavori" hanno iniziato a raccontare le proprie esperienze, ma quanto è stato importante il network personale per spingere l'iniziativa? È stato molto importante, perchè prima che #nofreejobs diventasse trend topic su Twitter, mi sono rivolta ad alcune delle mie connessioni personali. Dopo aver lanciato il primo tweet con l'hashtag, ho subito chiesto ad amici/colleghi social addicted di aiutarmi a diffonderlo: alcuni di loro hanno fatto un RT altri hanno chiesto alle loro connessioni e così l'iniziativa si è diffusa sul web. Ma è stato fondamentale il network! Una critica sociale, che diventa mobilitazione sociale. Un differente modo di percepire il lavoro, ma soprattutto una nuova modalità di comunicarlo/valutarlo. Un'app di democratizzazione del lavoro? L'app non è ancora nel market Android, l'obiettivo è quello di permettere agli utenti di valutare le proposte di lavoro in modo da stilare una classifica delle offerte, dalle migliori alle peggiori. L'app utilizza la geolocalizzazione, in questo modo l'utente collegandosi potrà vedere le offerte attive e valutarle. Dopo il market Android, vorremmo realizzarla anche per Apple (anteprima video). Credo che NoFreeJobs sia soltanto uno dei tanti movimenti di denuncia sociale che si vedono ogni settimana su Twitter, proprio qualche giorno fa si era mobilitata un'altra critica sociale inerente il lavoro in Italia che aveva come hashtag #postofisso. Nell'attività condotta per #nofreejobs c'è stato un ritorno per il tuo personal branding? Oggi sei Social Media Manager di La3TV, un progetto molto interessante di H3G sulle nuove tecnologie, cosa puoi dirci della nuova stagione? Si, c'è stato un ottimo ritorno per il mio personal branding, sono stata intervistata da diverse testate tra cui Wired.it, Alfemminile.com e ho, anche, provato l'emozione di una diretta televisa in La3 nel programma Smart&App. È anche grazie a NoFreeJobs che sono stata notata da La3. Sono 3 settimane che sono Social Media Manager per La3 e siamo presenti sui principali social come Facebook, Twitter, YouTube, ma anche su quelli più di nicchia come Miso. Gli utenti si collegano a Miso per fare check-in nella pagina del programma che stanno guardando, sbloccano dei badge (come su foursquare) e lo condividono con il proprio network. Il nuovo palinsesto de La3 è ripreso lo scorso primo febbraio e ci rivolgiamo al target di "internet users" con una forte passione per la tecnologia e per i social network. Racconteremo le storie di chi ce l'ha fatta grazie all'utilizzo del web 2.0, ospiteremo e ci collegheremo con blogger, star della rete e tanto altro. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere sempre di più gli utenti e non farli sentire dei semplici spettatori. In generale questa è, o dovrebbe essere, la sfida per la TV di oggi: creare una maggiore interazione con i telespettatori. E Twitter è una grande opportunità per la TV... Basta pensare al live twitting durante i programmi. Chiudiamo in ironia? Tu e Anna, due sociologhe fissate con la comunicazione web, questo è il motivo per cui vi hanno "cacciato da casa"? :) Devo precisarvi che io sono psicologa e mia sorella sociologa. In realtà la più tecnologica tra le sorelle Simone sono io, Anna lo sa e mi "sfrutta" sempre per consulenze social &co. Sono stata io a portare mia sorella sulla strada del web... Chiedetele quante volte le ho parlato dell'importanza di Twitter! :) Io sono sempre stata appassionata di internet, mi ricordo di quando ero al Liceo e navigavo con il modem a 56 k e a scuola ci davamo l'appuntamento per trovarci con i compagni di classe su ICQ. A quei tempi passarsi una foto su internet era un miraggio! Oggi, anche per via del tipo di lavoro che faccio, passo gran parte della mia giornata connessa e non esco mai senza il mio iPhone.

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