Free Rossella

In Riflessioni
Oggi avrei voluto scrivere un post su un'iniziativa che mi è piaciuta molto. Riguardava la musica e la distribuzione digitale, cose che mi interessano tanto insomma. Poi però ieri ho letto questo post di Sabrina Ancarola, che sul suo blog si definisce "una qualsiasi" ma evidentemente non lo è, visto che ha organizzato per oggi il Blogging Day a sostegno di Rossella Urru. Rossella è una giovane cooperante sarda del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (CISP), che è da tempo in Algeria per lavorare nei campi profughi. E proprio in Algeria Rossella è stata rapita da un gruppo di uomini armati, insieme ad altri due volontari spagnoli (Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons), il 22 ottobre 2011, ovvero circa 4 mesi fa. Da allora, Rossella è prigioniera e non si hanno pubblicamente sue notizie. Per settimane se n'è parlato pochissimo, poi - anche grazie all'aiuto di alcuni vip, come Geppi Cucciari a Sanremo e Fiorello su Twitter, il caso di Rossella è entrato prepotentemente fra ai temi più discussi sul web. Ma non basta, e allora ecco l'idea del Blogging Day, una giornata di attenzione massiva dei blogger sul tema per cercare di portarlo a conoscenza di quante più persone possibile e soprattutto all'attenzione dei principali media, italiani e - si spera - internazionali. Allora oggi, per un giorno, non parliamo di marketing, web e social media. Oggi è importante che tutti facciamo la nostra piccola parte per Rossella, sui blog ma anche  su Twitter (hashtag  #freerossella e #freeRossellaUrru) e Facebook. Chiudo con una considerazione personale sul parere dell'onorevole Andrea Sarubbi (che - va detto a scanso di equivoci - apprezzo molto). Secondo Sarubbi dare attenzione al caso di Rossella significherebbe dare potere ai rapitori, complicando la risoluzione del caso. Non concordo con questa visione, che pure comprendo, per due motivi. Il primo è che a mio avviso Sarubbi non valuta il rovescio della medaglia: fare pressing mediatico sul caso equivale anche a spingere diplomatici e intelligence a dare il massimo nel proprio lavoro per liberare Rossella, sapendo di avere gli occhi dell'Italia puntati addosso. Il secondo motivo si basa invece su una triste realtà empirica: se fosse stato vero che la poca attenzione sul caso sarebbe stata un aiuto per risolvere l'intricata situazione, dopo 4 mesi di silenzio forse oggi avrei potuto parlare di musica e marketing, invece di dover gridare ancora "Rossella libera!".

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