Guestbook. Intervista a Viola Grasso

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L’ospite di oggi è Viola Grasso, speaker e autrice di Unis@und, la webradio dell’Università degli Studi di Salerno. Viola ha un’ottima conoscenza del panorama musicale internazionale, una voce coinvolgente, e pronuncia rock&roll alla perfezione: tutte doti imprescindibili per una speaker radiofonica. Nel 2009 Viola entra a far parte del team di Unis@und, mentre dal 2010 scrive e conduce Personal Playlist, dove l’ospite di turno propone la classifica dei suoi dieci brani preferiti. Il programma, in onda una volta a settimana, ha da subito riscosso grande successo, e nel 2011 è stato candidato come miglior format al Festival delle Radio Universitarie (FRU) di Cosenza. La grande passione che Viola nutre per la radio si è da poco trasformata nell’argomento della sua tesi di Laurea in Metodologia e tecnica della ricerca sociale, dal titolo Nuove figure professionali: un’indagine non standard sugli station manager delle webradio d’ateneo italiane. Lavoro presentato, a dicembre, presso l’Université Paul-Valéry di Montpellier, nel corso della conferenza  Deux journées d'études «Radio». Ciao Viola, innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito. Come nasce la tua passione per la radio? La mia passione per la radio nasce unitamente ad un’altra grande passione, quella per la musica, passione che coltivo da quando ero adolescente. Anni in cui (ahimè) non c’era internet, e si andava a canticchiare motivetti ai poveri proprietari di negozi di dischi, con la speranza che conoscessero il pezzo che si cercava disperatamente. Come e quando sei entrata in contatto con Unis@und e come hai mosso i primi passi al suo interno? Descrivici il tuo esordio on air. Il mio percorso in radio è iniziato con l’idea di fare l’autrice. Parlare davanti a un microfono e condurre una trasmissione sono elementi arrivati molto dopo, e totalmente per caso. Hai presente quelle storie dove c’è una ragazza che accompagna un’amica a fare un provino e poi quella che era lì per accompagnare viene scelta e l’altra scartata? Beh, io mi sento un po’ così, infatti, non avrei mai immaginato di fare la speaker. Tutto è iniziato conducendo quello che era il programma di intrattenimento del mattino, Buongiorno Unis@und, successivamente è iniziata una collaborazione con il programma musicale Musicopatia, fin quando non ho preso in mano le redini di Personal Playlist. Personal Playlist riscuote un grande successo, sia a livello di pubblico sia a livello di critica: ci sveli il suo/tuo segreto? Personal Playlist non ha segreti. La sua forza risiede nel fatto che chi vi partecipa è libero di poter stravolgere per un’ora il palinsesto della radio, proponendo quelle che sono le proprie scelte musicali. Da un certo punto di vista Personal Playlist è un programma un po’ riot. Il tuo interesse per il mondo radiofonico ti ha spinto a scriverne persino una tesi di laurea, che analizza il ruolo dello station manager. Ci spieghi di cosa si occupa questa figura professionale? Lo station manager è una figura presente solo nelle webradio d’ateneo, difatti - anche se troviamo ruoli simili nei grandi network - nessuno di questi viene definito station manager. Lo station manager è una figura estremamente dinamica che generalmente si occupa di coordinare quelle che sono le attività e le risorse umane presenti in una webradio d’ateneo. La persona in questione è dotata di competenze del tutto particolari, figlie di quello che è il contesto in cui opera, vale a dire l’Università. A valle dello studio che hai condotto, pensi che una webradio universitaria sia realmente in grado di formare figure del genere? Quali sono le conclusioni a cui sei arrivata? Spero che quello che sto per dire non appaia azzardato, ma sono fortemente convinta del fatto che le webradio di ateneo rechino in sé un potenziale formativo molto più importante di quello insito nell’università stessa. Ho concentrato la mia ricerca sugli station manager, proprio per mettere ulteriormente in luce questo aspetto: questo tipo di figura professionale è sicuramente la meno convenzionale e più giovane, una figura in via di definizione che, qualora il fenomeno delle webradio dovesse definitivamente radicarsi in Italia, va, a mio avviso, tenuta d’occhio perché dotata di quelle competenze multitasking che oggi sembrano essere imprescindibili per entrare nel mondo del lavoro. Per quel che riguarda, in generale, la potenzialità formativa delle webradio d’ateneo, credo di poter affermare con una certa forza che in questi anni esse hanno contribuito a formare autori, speaker e tecnici di regia che potranno spendere le competenze acquisite in contesti più importanti. L’esperienza in una webradio rimane sempre e solo un punto di partenza e non un punto di arrivo. Quali sono i tuoi progetti per il futuro: ti piacerebbe rimanere in ambito radiofonico o pensi di cambiare completamente strada? Questa è una bella domanda, però mi trovo un attimo in difficoltà. Dico questo perché, purtroppo, per quanto impegno si profonda, per quante competenze si acquisiscano, una webradio d’ateneo viene sempre vista come un ambiente ludico, nel quale gigioneggiare allegramente durante gli anni dell’università, nonostante le cose non stiano esattamente così. Dal canto mio posso dire di aver sempre affrontato tutto con estrema serietà e professionalità, spinta da quella che era, ed è, una grandissima passione. Posso quindi dire che si, il mio desiderio è quello di continuare a lavorare in radio, eventualmente anche in una veste diversa da quella di speaker, ed anche se questo dovesse comportare un trasferimento dall’altro capo del mondo! Viola, grazie per il tempo che ci hai dedicato ed in bocca al lupo per la realizzazione dei tuoi sogni. Grazie a voi!

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