Guestbook. Intervista a Laura Colciago

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Parlare di finanza proprio in questo periodo di crisi, di nuove tasse e sacrifici, sembra quasi un azzardo. Penso, invece, che le operazioni finanziare possano sembrare quasi demoniache anche per il fatto che se ne parli poco, vengano considerate oggetto per “addetti ai lavori” e non si abbiano le basi culturali per ponderare nel migliore dei modi i prodotti proposti da istituti di investimento e banche. Ben venga a discuterne allora. È quello che ho fatto con Laura Colciago, social media manager di una start up italiana molto interessante, Moneyfarm, che propone un servizio di consulenza finaziaria che “ti aiuta a scoprire che risparmiatore sei e ti dà gli strumenti più semplici ed efficaci per costruire il tuo futuro in modo consapevole” (cit. dal sito). Ne è venuta fuori una chiaccherata interessante sul rapporto tra logiche social e consulenza finanziaria, sullo scenario delle stretegie comunicative degli istituti di credito e finanza italiani, sull’essere eclettici e curiosi di ogni tema diverso da noi. Social media marketing e finanza: qual è il tuo approccio? Come le logiche social possono contribuire alla promozione di un servizio di consulenza finanziaria in un periodo di crisi come questo in cui la fiducia della gente nei confronti di prodotti finanziari non è altissima? Noi di MoneyFarm sappiamo che la nostra sfida è duplice: siamo una start up e allo stesso tempo nasciamo in un momento in cui la gente rabbrividisce al solo parlare di soldi e investimenti. Siamo però consapevoli che la nostra piattaforma è una soluzione che avvicina il risparmiatore ad una consapevolezza nuova: i propri risparmi possono essere gestiti autonomamente dedicandogli uno spazio minimo all'interno della propria giornata. Per questo i social network sono un'ottima via per viralizzare contenuti che avvicinano passo per passo il consumatore al mondo della finanza personale. Essere su Twitter, Facebook, Linkedin e Google Plus ha quindi più funzioni: creare un contatto diretto con le persone, veicolare argomenti che possono essere utili a capire il mondo della finanza personale e avere un feedback costante dalla community che si è venuta a creare nel tempo. Come reputi le strategie comunicative (soprattutto social) degli istituti di credito e finanza italiani? Qual è quello che secondo te si muove meglio in questo scenario? Trovo che gli istituti bancari, tranne qualche rara eccezione siano poco aggiornati verso "la rivoluzione social" e in generale verso il nuovo approccio che hanno le persone nell'utilizzare il web. Costruire infatti un bel rapporto con i clienti non significa solo regalare premi da una pagina fan di Facebook o promuovere offerte via Twitter. Bisogna costruire una serie di contenuti che siano interessanti e che possano permettere l'interazione reciproca, facendo sentire il futuro cliente a suo agio nel chiederti consigli o opinioni. Non si tratta solo di vendere un prodotto o di simulare l'interazione che c'è ad uno sportello ma di capire l'esigenza della gente di comunicare costantemente e che per farlo ha bisogno di conoscerti e di fidarsi di te. Per quanto riguarda gli esempi positivi di banche che sanno gestire social, segnalo Ing Direct Italia per la creatività del blog Voce Arancio e E-Toro Italia per la capacità di comunicare attraverso una pagina Facebook in maniera coinvolgente e mai banale. Vieni dal mondo del booking e della promozione musicale, dal videomaking, ma adesso sei social media manager per una “fredda” realtà finaziaria ed economica (sono un po’ provocatorio lo so). Cosa ti manca, cosa hai perso e cosa hai acquisito/imparato in questi 5 mesi di lavoro a Moneyfarm? Ho sempre lavorato in posti diversi (oltre a quelli che hai citato agenzia stampa, sito web con contenuti editoriali, produzione televisiva..) perché ho sempre pensato che confrontarsi con temi diversi sia più stimolante e che l’ecletticità sia un valore e non un limite. La finanza e l'economia in generale non sono le bestie nere che pensiamo noi profani: ci si può avvicinare con interesse e voglia di capire. Farlo in questo momento di cambiamento per l’economia mondiale è poi decisamente indispensabile per essere consapevoli di quello che succederà. Certo, io non mi addentro in argomenti troppo specifici, per quello ci sono i miei colleghi. Questo è un punto decisamente forte di MoneyFarm: siamo teste in fermento che scambiano opinioni e conoscenza, con percorsi diversi e che si arricchiscono a vicenda. Allo stesso tempo non ho abbandonato del tutto i miei progetti video, solo li coltivo in spazi al di fuori del lavoro. Insomma, la giornata ha 24 ore e se le sfrutti tutte, hai il tempo sia per coltivare nuovi progetti che per continuare a seguire i tuoi interessi.

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