Embrione di creativo

In Guest Post
Mi presento. Mi chiamo Rocco e ho un sogno: vivere di creatività. Alfredo Borrelli è stato il relatore della mia tesi: ha tagliato il mio cordone ombelicale. Più volte, dopo la laurea, le nostre strade si sono sfiorate. Varie vicissitudini, però, mi hanno impedito di imparare da lui il mestiere (almeno per me) più bello del mondo: il copywriter. Mi capita sullo schermo un’occasione da non perdere: scopro che esiste una borsa di studio per frequentare un master in copywriting in una delle accademie più importanti d’Italia. Faccio il test e mi aggiudico metà del premio. Mando una mail al prof per raccontargli la bella notizia e lui: “Non perdere questo treno”. Arriva l’11 ottobre. Entro e sento l’odore della creatività, delle porte che si aprono. È l’Accademia di Comunicazione di Milano. Sorrisi di chi intuisce che da oggi qualcosa di buono si può davvero fare. Gente contenta di pagare la retta che entra a far parte di una famiglia in cui l’estro è il pane quotidiano. Conosco i primi professori. Più che professori, professionisti. Uno su tutti Fabio Ritter, l’uomo dei jingle (Chicco, dove c’è un bambino). Immagini acustiche è il titolo del corso che dura 37 ore, tutte messe in fila perché lui non abita più a Milano. Vedi gli orari e dici: Ritter dall 9 alle 20?? Speriamo sia simpatico. Cominciano le lezioni e quando arrivano le otto di sera guardiamo gli orologi sbalorditi: volati via nel vero senso della parola. Battute, racconti scritti da noi, scenette. Manca solo Bisio e ci mandano su Canale 5! Scendo ai distributori e c’è un mitico calcio balilla con pallina sempre disponibile. In questo caso le mie origini mi aiutano a diventare presto uno dei campioni della struttura: chi cresce in una frazione non può non saper giocare al biliardino. Ed ecco che riesco a capire, dopo pochi tocchi, se i miei compagni di avventura vivono in centro o in periferia. La schiscetta (nota per i terroni: pranzo a sacco) di mezzogiorno (o meglio, dell'una) non manca mai. Ma il cibo più prelibato e sempre fresco è la creatività, la crescita mentale e professionale. C’è un sogno in ognuno di noi: vivere dei nostri colpi di testa, della genialata, di fare un lavoro che dia un senso ai nostri studi e al nostro modo di vivere. Infatti una delle prime cose che ho imparato in questa scuola è che il copywriter non fa il creativo bensì è creativo. È un modo di essere, uno status mentale. È stare tranquilli che prima o poi l’idea mi viene, quando meno me l’aspetto. E poi l’idea arriva (quasi sempre) e quindi ormai un po’ me l’aspetto. Il processo mentale che caccia fuori un’idea in un nanosecondo mi sbalordisce sempre di più ed è quello che mi eccita: amo quel momento in cui non riesco a scrivere in tempo i miei pensieri perché escono d’un tratto come l’acqua in un bicchiere riempito più del dovuto. Sei lì che versi e intanto pensi ad altro. Poi ti accorgi che l’acqua sta strabordando.

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