A piccoli passi

In Recensioni
Quello di Wim Wenders per Pina Bausch è un film stupendo. C’è la passione, la leggerezza, il sogno. La storia di una donna eccezionale che spende la sua vita per la danza. L’unica forma capace di darle salvezza. L’unica lingua in cui possa esprimere la gioia di essere al mondo, insegnando ad altri a parlare. Gli altri, appunto. Sono loro i veri protagonisti di Pina. I suoi allievi. I suoi compagni. I suoi amici. Voci che si raccontano, e la raccontano. Parole. Movimenti. Musiche e silenzi. E poi c’è la città, coi suoi rumori e scenografie intere fatte solo di paesaggio. Una vera gioia per gli occhi. Meglio ancora se la si guarda in 3D, come è successo a me ieri sera e consiglio a tutti di fare. Meglio ancora se, uscendo dalla sala, si trova il cielo sgombro dopo una giornata di pioggia e vien voglia di guardare in alto. Meglio ancora se, prendendo il braccio della persona che avevi accanto, capisci che dentro ad ognuno, al di là del caos, c’è forse davvero una stella danzante.

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