TEDx Trasmedia. What if…

In Riflessioni
Magia. Coraggio. Passione. Tre differenti prospettive, che vanno a costituire quel "corpo organico" della narrazione transmediale. Elementi costitutivi del raccontare, odierno o classico, senza i quali non potrebbe esserci quel dialogo diretto con l'ascoltatore. Tre punti di vista, per nulla complementari ma in cui la magia  risulta, per il sottoscritto, l'elemento trascinante della transmedialità. La possibilità di poter raccontare una storia, servendosi di media/canali differenti, coinvolgendo linguaggi, conoscenze e prosumer differenti, viene dalla "magia" intrinseca alla rete. Un medium che non soffre delle limitatezza dei canali di diffusione, capace di innovare quelli presenti e di crearne di nuovi, dando la possibilità al narratore di poter creare nuove modalità di racconto. Modalità che si distinguono dalla precedenti, per la capacità di coinvolgere nella struttura narrativa l'ascoltatore, che si arricchisce di proprietà finora negate dai limiti strutturali dei medium classici. Proprietà che porta alla perdita o almeno alla modifica concettuale del narratore, che diventa creator/memory manager, lasciando posto e visibilità a uno storytelling collettivo. Il creator/memory manager avrà un ruolo fondamentale, dato dalla transmedialità, che è quello della responsabilità sociale dei media. Una responsabilità che non è solo di chi genera, ma come ha affermato Jon Ola San "dipende anche dall'utilizzatore finale". La Transemedialità permette una democratizzazione dei contenuti, sia la creazione che la diffusione, ma dando le stesse responsabilità agli individui che ne fanno uso. Ringrazio Rai5 (AnnaRita De Camillis e David Ghirardello in particolare) per avermi dato la possibilità di assistere al TEDx, presso il Maxxi museum, e Nicoletta Iacobacci che ha arricchito l'Italia con questa iniziativa.

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