Guestbook. Intervista a Milena Gabanelli

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Per molti di noi, da quasi quindici anni a questa parte, il concetto di servizio pubblico resta concretamente e quasi unicamente legato a Report. Ancor di più, oggi, che esso rischia di trasformarsi addirittura in un brand. Dicendo Report, diciamo Milena Gabanelli, la cui grinta e passione ritroveremo in tv su RaiTre a partire da domenica prossima. Dicendo Report, diciamo però anche Reportime. Nato verso la metà di luglio come un tentativo light di avvicinarsi ad una web-tv d’inchiesta, porta con sé - ad una settimana e poco più dalla messa online - numeri a dir poco sorprendenti in termini di streaming, utenti unici e social. A testimoniare l’attesa degli italiani per un modo nuovo di fare comunicazione. Milena, un po’ di consapevolezza c’era all’inizio ma non eravamo certo così ottimisti. È un mondo nuovo per me, non ho nessuna difficoltà a dichiarare la mia ignoranza. Gli unici dati che capisco riguardano share televisivi e curve di andamento. Sul web, non so ancora bene quali numeri debbano essere considerati buoni e quali no. So però che ci ha aiutato e ci aiuterà molto anche l’essere sul pezzo, il saper cogliere i segnali dell’attualità ricorrendo anche a un grande lavoro di valorizzazione e riscoperta del repertorio. So che hai un grande rispetto verso gli strumenti del web, che si esprime anche attraverso una certa diffidenza (ricordo ancora la puntata sui social network, che tante polemiche in rete ha scatenato). Perché? Non ho proprio alcuna diffidenza, bensì desiderio di capire di più. La puntata sui social network era partita da una domanda: se è tutto gratis, come è possibile che Facebook per esempio sia valutata 80 miliardi di dollari? se non muovono denaro, da dove arriva il valore? E tanto meno, non si può non domandarsi quale potrebbe essere l’utilizzo di una enorme quantità di dati personali volontariamente messi in rete. Tutto qui. Per il resto, il mondo va in quella direzione e quindi è meglio per tutti alzare il livello della conoscenza e competenza. Se adesso andassimo a cercare su Facebook Milena Gabanelli, apparirebbero come minimo cinque pagine e un gruppo a te dedicati, con oltre 500.000 fan. Pensi che un giorno sarà possibile coinvolgere gli utenti nella costruzione di inchieste? Potrebbe essere questo il giusto valore? Gli utenti sono già coinvolti, molte segnalazioni arrivano proprio da loro, che spesso danno contributi importantissimi, in qualità di testimoni di un fatto. Occorre però valutare di volta in volta, anche sull’autenticità di quello che ti arriva dalla rete. È un mondo gigantesco, pieno di persone generose ma serpeggiano anche i venditori di bufale. Cosa ti piacerebbe che diventasse Reportime? Vorrei che riuscisse a sviluppare un linguaggio adatto al mezzo. Reportime si occupa di approfondimento utilizzando video e scrittura su una piattaforma che per sua natura induce a una fruizione veloce. Ecco, far combaciare queste due caratteristiche lo considererei un punto di arrivo. Avendo iniziato questo viaggio con te, contiamo di accompagnarti al traguardo. Grazie, Milena. Per saperne di più su Reportime.

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