Guestbook. Intervista a Wim Wenders

In Traduzioni
This is the Italian translation of the exclusive interviews with Wim Wenders. Click here for the english version. Oggi il nostro guestbook si connota di un respiro internazionale. Signore e signori, Estrogeni ha il piacere di ospitare sul suo blog uno dei più importanti registi della cinematografia europea, Wim Wenders. Abbiamo colto al volo la possibilità di intervistarlo, grazie alla complicità del nostro storico cliente BIM Distribuzione. L'occasione si è presentata durante una riunione di pianificazione per la strategia di lancio del suo ultimo film, Pina 3D. Il regista tedesco non ha deluso le nostre aspettative e ora siamo lieti di condividere con tutti voi il suo prezioso contributo, rilasciato in esclusiva per il nostro blog. Gran parte della filosofia occidentale affronta il contrasto fra l’arte e la tecnica; su questo i film sono sempre stati un campo di sperimentazione. I film artistici hanno sempre esaltato l’arte, mentre l’esaltazione della tecnica è sempre andata a discapito dell’arte. In PINA lei mescola l’arte e la tecnica del 3D, com’è riuscito a raggiungere questo risultato? Nella “Settima Arte”, com’è spesso chiamato il Cinema, la tecnologia ha sempre spinto in Avanti i limiti dell’espressione. All’inizio le cineprese erano fisse. C’erano solo riprese statiche. Ogni allestimento di camera sembrava una scena teatrale. Poi le cineprese hanno imparato a muoversi, grazie alla tecnologia,e il linguaggio del cinema è diventato più fluido, meno teatrale. Poi è stato inventato il sonoro: una tecnologia completamente nuova. E i film hanno imparato a parlare, cosa che ha dato ai registi un modo completamente nuovo di raccontare delle storie. Poi è stato aggiunto il colore, poi formati più ampi, il sonoro in stereo e ora, finalmente: LA TERZA DIMENSIONE! Forse i primi film realizzati in 3D hanno dato a tutti noi un’impressione sbagliata: pensavamo che non fosse altro che una nuova tecnologia. Ma realmente si tratta di molto di più! È un gigantesco passo in avanti per i filmmakers, davvero un interno nuovo linguaggio. Non solo una tecnologia, ma un nuovo medium. E come tale, puoi naturalmente creare con esso qualcosa di serio, di valido, di bello, o vero, o divertente, o triste. PINA è stato forse un odei primi film a provare che il 3D non è soltanto un trucchetto. E in un certo senso siamo stati fortunati, perché la danza e il 3D hanno una fantastica affinità l’una per l’altro. Il 3D ha messo in luce il meglio della danza così come, viceversa, la danza ha davvero portato alla luce il meglio del 3D. Il sito web ufficiale è molto bello. Quanto è personalmente interessato nella comunicazione web? Mi piace molto il mio sito web, e ci dedico regolarmente del tempo e controllo i commenti dei visitatori. Internet è un magnifico strumento di comunicazione. Non vado invece così pazzo per Facebook. Non vedo perché dovremmo aver bisogno di una rete dentro la rete, una struttura o un circuito completamente parallelo. Questi così detti “social” network non sono poi così sociali, secondo me, ma crudelmente commerciali, e la mancanza di privacy che si portano dietro è piuttosto spaventosa per me. Cosa ne pensa dei film Italiani contemporanei? L’Italia è tornata sulla mappa delle industrie cinematografiche principali in Europa,dopo un period durante il quale era come svanita nell’oblio. Ora ci sono molti grandi registi al lavoro, da Beningi a Salvatores, da Tornatore a Garrone e Sorentino, da Moretti a grqandi maestri contemporanei come Bertolucci che sta per ricominciare nuovamente a girare. E vi ho solo dato i primi nomi che mi sono venuti in mente, probabilmente mi pentirò di non averne menzionato qualcuno in più…

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